Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Fao: prezzi alimentari in calo a dicembre

Per l'intero 2025, tuttavia, si registra un aumento del benchmark

Il benchmark per i prezzi mondiali delle materie prime alimentari è sceso a dicembre rispetto al mese precedente, poiché il calo delle quotazioni di prodotti lattiero-caseari, carne e oli vegetali ha più che compensato gli aumenti di quelle di cereali e zucchero. A riferirlo è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao).

L'Indice dei Prezzi Alimentari della Fao, che misura le variazioni mensili dei prezzi internazionali di una serie di materie prime alimentari scambiate a livello globale, ha registrato una media di 124,3 punti a dicembre, in calo dello 0,6% rispetto a novembre e del 2,3% rispetto al livello di un anno fa. Per l'intero 2025, l'indice ha registrato una media di 127,2 punti, il 4,3% in più rispetto alla media del 2024, poiché i prezzi mondiali più elevati di oli vegetali e prodotti lattiero-caseari hanno compensato il calo delle quotazioni di cereali e zucchero.

A dicembre, l'Indice Fao dei prezzi dei cereali è aumentato dell'1,7% rispetto a novembre, sostenuto dalle rinnovate preoccupazioni per i flussi di esportazione del grano del Mar Nero, dalla robusta domanda di importazioni di mais, dalla forte produzione interna di etanolo sia in Brasile che negli Stati Uniti d'America e dai prezzi più elevati in tutti i segmenti del mercato del riso. Per l'intero 2025, l'Indice dei prezzi dei cereali è stato in media del 4,9% inferiore al livello del 2024, segnando il terzo calo annuale consecutivo e la media annuale più bassa dal 2020. L'Indice Fao dei prezzi di tutti i tipi di riso è stato in media del 35,2% inferiore al livello del 2024, riflettendo ampie forniture esportabili, un'intensa concorrenza tra gli esportatori e la riduzione degli acquisti da parte di alcuni paesi importatori asiatici.

Per ciò che riguarda gli oli vegetali, l'ndice Fao dei prezzi di dicembre è sceso dello 0,2% rispetto a novembre, raggiungendo il minimo degli ultimi sei mesi, poiché il calo dei prezzi mondiali degli oli di soia, colza e girasole ha più che compensato gli aumenti delle quotazioni dell'olio di palma. Nel 2025, l'Indice ha registrato una media superiore del 17,1% rispetto al 2024, segnando il massimo degli ultimi tre anni in un contesto di scarsità di offerta globale.

L'Indice dei prezzi della carne è sceso dell'1,3% rispetto al valore rivisto di novembre, ma è rimasto del 3,4% superiore al valore di dicembre 2024, con prezzi in calo in tutte le categorie di carne, in particolare bovina e avicola. Per l'intero 2025, l'Indice ha registrato una media superiore del 5,1% rispetto al livello del 2024, sostenuto dalla forte domanda globale di importazioni e dall'accresciuta incertezza del mercato legata alle epidemie animali e alle tensioni geopolitiche. I prezzi mondiali della carne bovina e ovina sono aumentati, mentre quelli della carne suina e avicola sono diminuiti.

I prezzi dei prodotti lattiero-caseari osservano una diminuzione del 4,4% da novembre, trainato da un forte calo dei prezzi del burro dovuto alla maggiore disponibilità stagionale di panna in Europa. Nel 2025, l'Indice ha registrato una media del 13,2% superiore al livello del 2024, sostenuto dalla forte domanda globale di importazioni e dalle limitate scorte esportabili all'inizio dell'anno.

In controtendenza, infine, l'indice Fao dei prezzi dello zucchero, aumentato del 2,4% da novembre, principalmente a causa di un forte calo della produzione di zucchero nelle principali regioni meridionali del Brasile, pur rimanendo del 24,0% inferiore al livello di dicembre 2024. Nel complesso, nel 2025, l'Indice ha registrato una media del 17,0% inferiore all'anno precedente, registrando il valore annuale più basso dal 2020, in un contesto di ampie disponibilità per l'esportazione.

lml - 56573

EFA News - European Food Agency
Simili