Coca Cola non vuole più vendere Costa Coffee?
La multinazionale avrebbe detto stop alle trattative in corso per cercare acquirenti
Coca-Cola avrebbe detto stop al progetto di vendere il marchio Costa Coffee. Si infittiscono, prendendo improvvisamente una piega negativa, le indiscrezioni sull'affare, indiscrezioni iniziate qualche mese fa.
Coca Cola, secondo il quotidiano londinese Financial Times, avrebbe deciso di stoppare l'ipotesi di deal visti che le offerte dei fondi di private equity sarebbero state inferiori alle aspettative che erano, lira più lira meno, di 2 miliardi di sterline dopo aver pagato 3,9 miliardi di sterline per la catena di caffè britannica nel 2018 da Whitbread, proprietaria di Premier Inn.
Costa Coffee, lo ricordiamo, è un'azienda britannica di caffè con sede a Loudwater, nel Buckinghamshire. Fondata nel 1971 dai fratelli Bruno e Sergio Costa di origine italiana, è la seconda catena di caffetterie più grande del mondo dopo Starbucks: è considerata la più grande catena di caffetterie del Regno Unito con più di 2.700 punti vendita in Gran Bretagna e Irlanda.
Secondo i rumors, Coca Cola a dicembre 2025 avrebbe interrotto le trattative in atto con i fondi interessati, ponendo fine a un processo d’asta durato diversi mesi. Tra le società coinvolte negli ultimi round di trattative ci sarebbero state TDR Capital, proprietaria di Asda, e il fondo per le situazioni speciali di Bain Capital, proprietaria della catena di panetterie Gail's e di PizzaExpress, mentre Apollo, KKR e Centurium Capital, proprietaria della catena cinese Luckin Coffee, avrebbero preso parte alle fasi iniziali della trattativa gestita da Lazard.
Sempre secondo indiscrezioni, Coca-Cola avrebbe affermato che, a medio termine, potrebbe decidere di rilanciare i piani di vendita di Costa. Sarebbe stato proprio l'ad della multinazionale James Quincey che, a marzo prossimo diventerà presidente sostituito nel ruolo di ceo da Henrique Braun (leggi notizia EFA News) ad avere ammesso davanti agli analisti che Costa non ha prodotto risultati per Coca-Cola: questo perché, secondo il manager, Costa si è trovata a competere con caffetterie indipendenti di fascia più alta e operatori più economici come Greggs, in un periodo di debole spesa dei consumatori.
La perdita operativa di Costa sarebbe più che raddoppiata, attestandosi a 13,5 milioni di sterline su un fatturato di 1,2 miliardi di sterline nel 2024 a causa, pare, della scarsa affluenza di clientela nelle vie principali e alla concorrenza di concorrenti più economici.
EFA News - European Food Agency