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Usa. Cosa dicono le nuove linee guida per l'alimentazione

Pulina: "Viene consigliato di mangiare più o meno come abbiamo sempre fatto noi nel Mediterraneo"

Dopo la pubblicazione delle nuove Dietary Guidelines for Americans 2025–2030” (USDA/HHS), e dei relativi documenti “Scientific Foundation” e “Appendices” tecniche, il presidente di Carni Sostenibili, prof. Giuseppe Pulina, è intervenuto sul portale carnisostenibili.it per una prima analisi del documento, alla luce della letteratura scientifica di riferimento e dei contributi già elaborati dall'associazione.

Secondo Pulina "riassumendo il documento, il messaggio che emerge dalle nuove Linee Guida americane è sorprendentemente semplice: agli americani viene consigliato di mangiare più o meno come abbiamo sempre fatto noi nel Mediterraneo. Non una dieta “nuova”, ma un ritorno a un modello alimentare basato su cibi veri, porzioni definite, equilibrio e moderazione".

"Il documento - prosegue Pulina - nasce dal riconoscimento di un fallimento. Dopo decenni di raccomandazioni centrate sulla riduzione di singoli nutrienti e sulla demonizzazione di alcuni alimenti, gli Stati Uniti si trovano immersi in una crisi metabolica senza precedenti. Le nuove linee guida prendono atto che il problema non è la carne, né i grassi animali, ma un sistema alimentare dominato da prodotti ultra-processati, che forniscono oggi la maggior parte delle calorie assunte".

Per questo "cambia anche il modo di leggere la scienza. Le linee guida distinguono con maggiore rigore tra evidenze sperimentali e semplici associazioni statistiche e ridimensionano l’idea di un nesso causale forte e dimostrato tra consumo di carne, in particolare trasformata, e aumento del rischio di malattie croniche. Lo stesso vale per i grassi saturi, il cui impatto dipende dal contesto alimentare e dalle sostituzioni reali, non dal nutriente isolato", precisa il presidente di carni Sostenibili..

In definitiva, il problema non è ciò che si mangia, ma come: "Quando si guardano le quantità raccomandate - evidenzia Pulina-  il quadro si chiarisce definitivamente. Le porzioni suggerite di carne, pesce, uova e latticini, se tradotte in consumo reale, risultano molto vicine a quelle tipiche delle popolazioni mediterranee: consumo regolare ma non eccessivo, integrato in una dieta varia e strutturata".

"In sostanza, le nuove linee guida statunitensi non propongono una rivoluzione nutrizionale, ma un tardivo allineamento a un modello che nel Mediterraneo è sempre esistito. Un’alimentazione in cui il problema non è ciò che si mangia, ma come e in quale sistema alimentare lo si fa", conclude Pulina.

Galleria fotografica Nuove linee guida alimentari dal ministero della Salute Usa
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EFA News - European Food Agency
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