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Emilia-Romagna. Lupi: una strategia per contenerli

Il 30 gennaio, vertice istituzionale a Rimini tra Regione, sindaci e forze dell'ordine

Una giornata di confronto promossa dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Comune e la Provincia di Rimini per affrontare il tema degli avvistamenti sempre più frequenti e dell’aumentata presenza di lupi in provincia di Rimini. Appuntamento venerdì 30 gennaio a Rimini con l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, e il presidente della Provincia e sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, che, insieme ai tecnici della Regione, incontreranno i sindaci del territorio, il questore, il prefetto, i rappresentanti dei Carabinieri forestali e della polizia provinciale.

L’incontro fa parte di un percorso che coinvolgerà successivamente tutte le province per discutere con gli enti preposti e coinvolgerli, con l’intento di cercare insieme soluzioni efficaci riguardo alle situazioni più critiche.

“Incontri come questo sono stati pensati per fare il punto sulle esigenze e le criticità e quanto è stato  messo in campo con tutti i soggetti coinvolti a livello locale", afferma l’assessore Mammi. "L’aumento dell’areale di presenza del lupo e dei casi di predazione in Emilia-Romagna, così come avviene anche nel resto d’Italia, rappresenta un problema molto sentito di cui ci facciamo carico già da diversi anni ma che sempre più non riguarda solamente le zone di montagna e per questo ha bisogno di essere affrontato con mezzi adeguati al nuovo contesto. Nello specifico la situazione di Rimini è da diverso tempo attenzionata dai tecnici regionali, che sono impegnati a ridurre gli impatti sia alle produzioni agricole sia nei confronti delle comunità, facendo informazione, prevenzione e dissuasione”.

“Il quadro normativo nazionale", prosegue l’assessore, "non ha ancora recepito il declassamento del lupo come specie protetta avvenuto a livello europeo; è ancora particolarmente tutelata nel nostro Paese, con tutto ciò che ne consegue per le Regioni. Pertanto, anche le deroghe previste alla direttiva Habitat sono di fatto difficilmente applicabili, questo anche a causa di un piano di gestione nazionale fermo al 2002. Come Regione abbiamo attivato già da diversi mesi strumenti di dissuasione attiva, partendo proprio da Rimini, introducendo la possibilità di utilizzare pallini di gomma con personale formato appositamente, per allontanare i lupi confidenti, e proprio in questi giorni sono in corso interlocuzioni con gli enti preposti per attivare misure di rimozione in quei casi singoli e specifici che si stanno presentando sul territorio regionale. Ma è necessario cambiare impostazione a livello normativo, come abbiamo già chiesto in una lettera al Governo, firmata anche dalle altre Regioni italiane, partendo da leggi che permettano di intervenire in modo efficace nelle situazioni dove il lupo rappresenta un vero pericolo, anche a tutela degli allevatori e delle imprese agricole, come, peraltro, già previsto da un protocollo tecnico di Ispra non recepito a livello normativo. Inoltre stanno emergendo situazione problematiche e predazioni di animali da compagnia anche rispetto alle residenze civili e anche in questi casi bisogna poter intervenire”.

“La Regione Emilia-Romagna", conclude Mammi, "fin dal 2014 ha messo in campo tutto quanto consentito dalla normativa nazionale, avviando una strategia che negli anni è diventata un punto di riferimento anche per le altre Regioni e che si basa su quattro pilastri: prevenzione, indennizzi, informazione e comunicazione e coordinamento istituzionale. Al Governo e al Parlamento chiediamo di essere coinvolti nell’ormai necessario processo di adeguamento normativo per collaborare all’elaborazione di una strategia coordinata a livello nazionale che permetta di rispondere adeguatamente ad un problema che colpisce le produzioni agricole e in generale tutte le nostre comunità”.

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