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Dazi. Escalation di Trump deprime i mercati

Il presidente Usa conferma la minaccia sull'Europa: le borse chiudono negative

Chiudono tutti negativi i mercati europei depressi dopo l'ennesima uscita minatoria del presidente Usa Donald Trump che, ancora all'attacco, ha dichiarato poco fa: "l'Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l'Ucraina, perché, francamente, vedete come è andata. È su questo che l'Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia". 

Sulla possibilità di ricorrere alla forza per acquisire l'isola Trump ha replicato con un "no comment" ma sui dazi il presidente è  stato categorico. "Dazi agli europei? Lo farò al 100%" ha detto Trump in un'intervista a Nbc News che gli chiedeva se andrà avanti con i suoi piani di colpire con i dazi i Paesi europei che hanno mandato militari in Groenlandia, in assenza di un accordo che ceda il controllo dell'isola territorio autonomo danese agli Stati Uniti.

Una presa di posizione che conferma il malumore di questa mattina per le borse europee (leggi notizia EFA News). In chiusura, il Ftse Mib di Milano perde l'1,3% cosi come il Dax tedesco. Va peggio il Cac40 francese, paese sempre più coinvolto nel contrasto a Trump: la borsa lascia sul terreno l'1,9% mentre la bprsa di Londra, ugualmente negativa, chiude tutto sommato senza troppi patemi d'animo con un -0,4%.

Dopo la minaccia di Trump, l'Europa sta intanto preparando delle contromisure. Secondo quanto ha affermato il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, sono in corso "intense consultazioni tra i leader dell'Ue", "la priorità è interagire" ed "evitare una escalation" nei rapporti con gli Usa, "non" cercare lo "scontro" con Washington. Ma se i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l'Ue "ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario", per "proteggere gli interessi" dell'Unione, ha affermato Gill. Alla domanda se siano previsti incontri tra von der Leyen e Donald Trump a Davos questa settimana, nel contesto del World Economic Forum, il portavoce ha risposto di non essere "al corrente di alcun incontro" programmato, il che non esclude la "possibilità" che un incontro tra i due si tenga.

Eventuali ritorsioni europee ai dazi annunciati da Trump sarebbero in ogni caso "molto imprudenti", ha intanto avvertito il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, parlando con i giornalisti a margine del World Economic Forum di Davos. "Ero in viaggio e non sono stato in contatto con i funzionari europei – ha spiegato Bessent - ma ho parlato con il presidente Trump e, a quanto pare, stanno arrivando molte richieste. Penso che tutti dovrebbero prendere sul serio le parole del presidente". Bessent ha, inoltre, definito una "bufala totale" l’ipotesi secondo cui il desiderio di Trump di acquisire la Groenlandia sarebbe legato alla mancata assegnazione del Nobel per la Pace.

Lo stesso Trump ha rincarato la dose sulla polemica per la mancata assegnazione del Nobel per la Pace, accusando direttamente la Norvegia di influenzare la scelta del premio, nonostante le smentite ufficiali di Oslo. Dopo la lettera inviata al premier Jonas Gahr Store, il presidente americano ha ribadito le sue accuse anche nell'’intervista a Nbc News: "La Norvegia lo controlla eccome, anche se dicono il contrario. Sostengono di non avere nulla a che fare con la decisione, ma decidono tutto loro". L'affermazione contraddice le ripetute spiegazioni del governo norvegese, secondo cui il Nobel è assegnato da un comitato indipendente e non dall’esecutivo.

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EFA News - European Food Agency
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