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Tra rabbia a paura le borse europee chiudono in rosso

Tutti negativi i mercati europei spaventati dalle reiterate minacce del presdiente Usa Trump

Non accenna a placarsi l'ondata di malumore che ha preso di mira in queste ore le borse europee, decisamente depresse dai continui annunci sempre più bellicosi del presidente Usa Donald Trump che continua a minacciare nuovi dazi contro l'Ue. La chiusura odierna vede il Ftse Mib di Piazza Affari archiviare la seduta in calo dell'1,1%, come il Dax tedesco: resiste il Cac40 parigino che chiude sotto dello 0,7%, come il Ftse 100 di Londra e più o meno come lo Smi svizzero (-0,8%).

Come dicevamo, la seduta è stata segnata, ancora una volta, come ieri, dall’inasprirsi delle tensioni commerciali: i mercati europei sono spaventati dalla decisione del Parlamento Ue di sospendere l’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, annunciata questa mattina dal presidente del Ppe, Manfred Weber

In attesa del vertice straordinario dei leader UE convocato da Antonio Costa per giovedì 22 gennaio, l’Eurocamera ha deciso di sospendere i lavori sull’implementazione del logorante accordo sui dazi commerciali raggiunto in estate tra Bruxelles e Washington. “Se vuole accesso al mercato unico a dazi zero, sia affidabile“, intima Manfred Weber, presidente del Partito Popolare europeo.

I gruppi della bistrattata ‘piattaforma’ europeista, popolari, socialisti, liberali e verdi, sono d’accordo per far saltare il voto sull’attuazione di una serie di regolamenti UE volti ad attuare gli impegni sulle tariffe definiti nell’accordo quadro UE-USA, previsto per la settimana prossima in commissione per il Commercio internazionale (INTA). La decisione, conferma la leader S&d, Iratxe Garcia Perez, verrà formalizzata già domani.

“È lo strumento più potente che abbiamo in questo momento - afferma Weber - perché significa che non ci sarà accesso a dazi zero al mercato unico europeo. Questo è il messaggio che inviamo dal punto di vista del Parlamento. Qui in quest’aula c’e’ una comprensione comune. Questo è, in un certo senso, il primo passo”. 

Eppure, secondo il capogruppo del Partito Popolare europeo, Weber "il ‘bazooka‘ anti-coercizione, un ventaglio di misure a disposizione dell’UE in caso di gravi minacce commerciali da Paesi terzi, non è l’unica strada percorribile. Per Terry Reintke, copresidente dei Verdi, la risposta a Trump potrebbe passare ad esempio per l’introduzione di una tasse digitale. “Sappiamo che i grandi oligarchi negli Stati Uniti ne sono molto spaventati”, sottolinea la capogruppo.

Ma il mercato, come abbiamo visto dalle chiusure di borsa odierne, teme anche per le crescenti tensioni intorno alla Groenlandia interpretato come un fattore rialzista e reagisce come può alle interruzioni della produzione in Kazakistan. Trump, dal canto suo, insiste per prendere il controllo della Groenlandia citando preoccupazioni per la sicurezza nei confronti di Russia e Cina: non contento, prosegue nella sua politica di minaccia continua di imporre dazi ai paesi che si oppongono, tra cui Francia, Germania e Regno Unito. 

Addirittura, le minacce trumpiane alla Groenlandia e all’Unione restituiscono vigore insomma ad un alleanza europeista che sembrava agonizzante, e mettono contemporaneamente all’angolo i principali alleati europei dell’universo MAGA, i conservatori di Giorgia Meloni, i Patrioti di Viktor Orban, i Sovranisti dell’AfD tedesca. 

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dal palco del World Economic Forum definisce le tariffe aggiuntive a chi ha inviato contingenti militari in Groenlandia “un errore, soprattutto tra alleati di lunga data” e ricorda che “quando gli amici si stringono la mano, questo deve significare qualcosa“. 

La tensione sui mercati è palpabile così come lo è ai tavoli della politica, a partire da Davos dove è in corso di svolgimento il World economic vforum 2026. "L’Europa è a un bivio e deve decidere la sua politica ei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che continua a superare linee rosse, rendendo sempre più fragili i rapporti transatlantici - ha dichiarato oggi il primo ministro belga, Bart De Wever - Finora abbiamo cercato di compiacere il nuovo presidente alla Casa Bianca. Siamo stati molto indulgenti, anche con i dazi. Siamo stati indulgenti sperando di ottenere il suo sostegno per la guerra in Ucraina. Ma ora vengono superate così tante linee rosse da costringerci a scegliere il rispetto di noi stesso. Essere un vassallo felice è una cosa. Essere uno schiavo miserabile è un’altra”.

Secondo il premier De Wever, “se si fa marcia indietro ora, si perde la dignità. E questa è probabilmente la cosa più preziosa che si possa avere in una democrazia”. Il primo ministro ha confermato che domani incontrerà Trump, accompagnato dal re Filippo del Belgio. “Ma l’incontro avrà un carattere diverso da quello che avevamo pianificato”, ha aggiunto De Waver, specificando che il suo messaggio a Trump sarà: “stai oltrepassando i limiti". O restiamo uniti - ha concluso il premier belga - o saremo divisi, e se saremo divisi, sarà la fine di un’era, di 80 anni di atlantismo, che stanno davvero volgendo al termine”.

Sulle questioni sul tavolo che influenzano non poco le borse è intervenuto anche il premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen secondo cui un'operazione militare contro la Groenlandia è improbabile, ma l’isola deve essere pronta a questa eventualità. “È improbabile - ha detto Nielsen nel corso di una conferenza stampa a Nuuk - che la forza militare venga utilizzata ma non è neppure escluso. L’altra parte l’ha detto chiaramente. È per questo che bisogna essere preparati ad ogni possibilità, ma sottolineiamolo: la Groenlandia fa parte della Nato e se ci dovesse essere un’escalation, questo avrebbe conseguenze anche per il resto del mondo”. 

A poco o nulla sono valse le (presunte) rassicurazioni del segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent che mette in guardia gli europei da qualsiasi ritorsione contro l’intenzione di Donald Trump di acquisire la Groenlandia ed esorta l'Ue a “mantenere una "mentalità aperta“. Da Davos Bessent ha dichiarato:  “dico a tutti: rilassatevi, fate un respiro profondo, non reagite, il presidente sarà qui domani e trasmetterà il suo messaggio“.  

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