Dazi e borse/2. Inizia la resistenza francese?
Trump: "tariffe al 200% sullo champagne". Macron: "dazi inaccettabili se usati come leva contro la sovranità territoriale"
In fondo, a pensarci bene, il listino di Parigi, il Cac40, oggi ha resistito abbastanza bene all'attacco frontale lanciato dal presidente Usa Donald Trump. L'indice ha archiviato la seduta in calo dello 0,7% nonostante Trump che ha respinto la decisione di Emmanuel Macron di non aderire al "Board of Peace" per la ricostruzione di Gaza, affermando che "nessuno vuole" l'attuale presidente francese. "Beh, nessuno lo vuole perché lascerà l'incarico molto presto, quindi va bene così", ha detto Trump ai giornalisti citato dalla Cnn.
Soprattutto, il listino ha reagito alla bordata di Trump che ha dichiarato: "applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà al board per Gaza. Ma non è obbligato a farlo". Nel 2024 la Francia ha esportato negli Usa vino per 2,4 miliardi di euro e 1,5 miliardi di alcolici, pari a circa un quarto delle suo export.
Immediata la reazione di Macron che nel suo special address al Forum economico mondiale ha sottolineato: "i nuovi dazi sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale. Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l'economia, con oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte e un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie. Abbiamo deciso il dispiegamento di forze francesi in Groenlandia".
Per il ministro francese delegato all'Industria, Sebastien Martin, questo atteggiamento "incoraggia ulteriormente l'Europa a reagire", mentre per la titolare dell'Agricoltura, Annie Genevard, si tratta di "uno strumento di ricatto. Abbiamo gli strumenti commerciali per resistergli; spetta agli europei assumersi la responsabilità".
EFA News - European Food Agency