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CLARA MOSCHINI

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Xylella: reimpianti incoraggianti in Puglia

Assessore Paolicelli avvia confronto diretto con produttori per orientare le risorse

Un reimpianto di 9600 piante di Leccina, una cultivar resistente, nell’ambito di un intervento di riconversione produttiva finanziato anche attraverso le misure previste dall’articolo 6 del Piano straordinario di rigenerazione olivicola della Puglia. E' quanto effettuato dall'azienda agricola Poggio Reale di San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi, dove sono stati realizzati importanti interventi di espianto e reimpianto olivicolo in risposta all’epidemia da Xylella fastidiosa. A darne notizia, l’assessore all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia Francesco Paolicelli, recatosi stamattina in visita all'azienda.

L’intervento ha comportato un investimento compreso tra 12mila e 15mila euro per ettaro, sostenuto in parte da contributi pubblici e in parte direttamente dall’azienda agricola, a testimonianza della volontà degli imprenditori di investire nel futuro del settore, puntando su impianti moderni, più produttivi e resilienti.

Accanto a questo primo intervento, è già in fase di programmazione un ulteriore investimento che prevede il reimpianto di altre 9000 piante della varietà Favolosa, anch’essa cultivar resistente, con il sostegno dei fondi dedicati nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Puglia, rafforzando ulteriormente il percorso di rigenerazione dell’olivicoltura nelle aree colpite dal batterio.

Come spiegato dallo stesso assessore Paolicelli, l'incontro odierno "è uno dei primi momenti di confronto diretto che ho voluto avviare sul campo con l’obiettivo di migliorare le nostre strategie e orientare al meglio le risorse disponibili”.

“Quella dell'azienda Poggio Reale è una buona pratica da valorizzare e diffondere", ha aggiunto l’assessore, "perché dimostra come, nelle aree colpite dalla Xylella, sia possibile avviare percorsi concreti di ricostruzione produttiva attraverso il reimpianto di cultivar resistenti. È una delle soluzioni oggi disponibili, che si affianca ad altre opzioni tecniche e agronomiche oggetto di approfondimento e confronto a livello scientifico”.

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EFA News - European Food Agency
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