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CLARA MOSCHINI

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Lvmh, il lusso non brinda più a champagne

La maison chiude il 2025 con una "solida performance" ma il segmento wine continua a perdere colpi

LVMH ha dimostrato una buona resilienza e ha mantenuto il suo slancio innovativo nonostante un contesto geopolitico ed economico perturbato. è questo il commento che il leader mondiale del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton pubblica relativamente ai dati di bilancio 2025, anno chiuso com un fatturato di 80,8 miliardi di euro. 

In termini generali l'Europa ha registrato un calo nella seconda metà dell'anno e gli Stati Uniti hanno registrato una crescita, beneficiando di una solida domanda locale. Il Giappone ha registrato un calo rispetto al 2024, che era stato trainato dalla crescita della spesa turistica dovuta al forte indebolimento dello yen. Il resto dell'Asia ha registrato un netto miglioramento del trend rispetto al 2024, con un ritorno alla crescita nella seconda metà dell'anno. 

Nel quarto trimestre, la crescita organica del fatturato si è attestata all'1%, in linea con il terzo trimestre. L'utile delle operazioni ricorrenti per il 2025 è stato di 17,8 miliardi di euro, pari a un margine operativo del 22%, influenzato dalle fluttuazioni valutarie. L'utile netto di competenza del Gruppo è stato di 10,9 miliardi di euro. Il flusso di cassa operativo libero è stato pari a 11,3 miliardi di euro, in aumento dell'8%. 

I dati sono, complessivamente, buoni anche se a zavorrare in qualche modo il bilancio ci ha pensato la divisione Wine & Spirit segmento che chiude il 2025 a 5,358 miliardi di euro di fatturato in calo del 9% a livello reported e del 5% a livello organico rispetto a 5,862 miliardi del 2024. Certo, è in calo anche il settore Fashion & leather goods che chiude il 2025 a 37,7 miliardi di euro (-8% reported e -5% organic) e anche perfumes & cosmetic (8,17 miliardi, -34% reported, 0% organic) mentre resta contrastato Watches & jewelry (10,4 miliardi, -1% reported, +3% organic). Unico settore positivo Selective retailing 18,3 miliardi (+0% reported, è4% organic).

Per il settore wine va ancora peggio se guardiamo all'utile derivante dalle operazioni ricorrenti per gruppo aziendale attestati nel 2025: complessivamente LVMH incassa di utili 17,7 miliardi il 9% in meno rispetto al 2024 con un settore wine peggio di tutti a 1 miliardi di euro: un crollo verticale del 25% rispetto a 1,35 miliardi del 2024. Fashion & Leather Goods chiude con utili a 13,2 miliardi (-13%), Watches & Jewelry a 1,5 miliardi (.2%) mentre Perfumes & Cosmetics mostrano utili in rialzo a 727 milioni (+8%) e il solito Selective Retailing incassa 1,78 miliardi in rialzo deciso del 28%.  

A dar retta alla società la debacle del settore vini e liquori è poca cosa. "Buona resilienza per lo champagne, domanda più debole per il cognac ", annota Lvmh sostenendo che "il 2025 ha confermato il rallentamento della domanda osservato dal 2023, dopo diversi anni eccezionali. L'impatto delle tensioni commerciali sui clienti ha gravato anche sui mercati chiave di Cina e Stati Uniti. Le Maison di champagne di LVMH hanno mantenuto la loro quota di mercato del 22% di tutte le spedizioni di Champagne denominate, e i vini rosé di Provenza hanno continuato a sovraperformare la categoria dei rosé a livello mondiale. Il fatturato del cognac Hennessy è stato frenato dalla debole domanda locale, principalmente a causa di problemi con i dazi doganali in Cina e negli Stati Uniti. Le Maison di Vini e Liquori hanno continuato a investire nella desiderabilità a lungo termine dei loro marchi e hanno lanciato un programma volto ad aumentare l'efficienza e ridurre i costi".

Anche gli analisti sembrano dare poca importanza al crollo dei vini. Secondo Barclays, "i risultati 2025 di LVMH mostrano una performance superiore alle attese, con un lieve miglioramento sul fronte delle vendite e un progresso più marcato sui margini. Barclays evidenzia come nel quarto trimestre il gruppo abbia registrato una crescita del fatturato dell'1%, leggermente sopra il consenso che indicava una dinamica piatta".

Barclays sottolinea, inoltre, che "la divisione Fashion & Leather Goods ha riportato un calo del 3%, in linea con le stime ufficiali, ma probabilmente inferiore alle aspettative del buy-side". Il punto più positivo, secondo gli analisti, "è il beat sui margini in tutte le principali aree operative, segnale di una gestione efficiente e di una redditività più solida del previsto".

Nel complesso, Barclays interpreta i risultati come la conferma della capacità di LVMH di "mantenere una struttura profittevole anche in un contesto di crescita moderata, grazie alla resilienza dei marchi chiave e alla disciplina operativa del gruppo". Pertanto, gli analisti confermano il giudizio sul titolo "equal weight" e il target price a 580 euro.

Non è dello stesso avviso il mercato, però. Il titolo, anche se oggi guadagna l'1,2%, mercoledì 28 gennaio ha lasciato sul tappeto al Cac40 parigino l'8% dopo la divulgazione dei dati che non hanno accontentato gli investitori. Chiusura poco sopra la parità (+0,2%) quella di ieri 29 gennaio. 

Tutto sommato positivo il commento di Bernard Arnault, presidente e ceo di LVMH, anche perché all'assemblea degli azionisti del 23 aprile 2026, il patron proporrà un dividendo di 13 euro per azione: un acconto sul dividendo di 5,50 euro per azione è stato pagato il 4 dicembre 2025. Il saldo di 7,50 euro per azione sarà pagato il 30 aprile 2026. 

"Ancora una volta nel 2025 - dice Arnault - LVMH ha dimostrato la sua solidità e la sua strategia efficace, supportata da team altamente motivati. Il Gruppo è stato sostenuto dalla fedeltà e dalla crescente domanda dimostrata dai nostri clienti locali. Questo slancio è stato ancora una volta sostenuto dalla forte desiderabilità dei nostri marchi, che incarnano la passione creativa e la ricerca della massima qualità, e dalla nostra ambizione di offrire ai nostri clienti negozi ed esperienze culturali straordinarie, come dimostrano The Louis a Shanghai, i nostri negozi House of Dior in diverse città in tutto il mondo e le nostre nuove sedi Tiffany & Co. a Milano e Tokyo". 

"Oltre alla promettente nuova energia creativa in diverse delle nostre Maison - prosegue Arnault - due importanti iniziative sono state motivo di orgoglio per il Gruppo. La prima è stata la nostra presenza all'Expo di Osaka, dove le esposizioni distintive e splendidamente allestite delle nostre Maison hanno messo in risalto l'artigianato francese e l'arte di vivere. La seconda, in un campo diverso, è stato il primo anno della nostra partnership decennale con la Formula 1 (leggi notizia EFA News): un'entusiasmante apertura a un mondo che condivide la nostra passione per l'eccellenza e l'innovazione". 

"Nel 2026, in un contesto che rimane incerto, la capacità delle nostre Maison di ispirare sogni, unita alla massima attenzione alla gestione dei costi e ai nostri impegni ambientali e sociali, sarà ancora una volta un asset decisivo per sottolineare la nostra posizione di leadership nel mercato dei beni di lusso. Rimarremo fedeli alla nostra tradizione imprenditoriale di gruppo familiare lungimirante, focalizzato sulla creatività sostenibile in prodotti di alta qualità, spazi eccezionali e sul futuro a lungo termine della nostra eccellente artigianalità". 

Fc - 57075

EFA News - European Food Agency
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