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CLARA MOSCHINI

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Risicoltori d'assalto

Manifestazione il 3 febbraio a Vercelli contro l'accordo sul regolamento europeo

Il settore risicolo vercellese è preoccupato e non esita a esprimere i timori di tutto comparto italiano. A scaldare gli animi di uno dei settori di punta dell'agroalimentare made in Italy è stata l'approvazione, da parte della Commissione Inta del parlamento Ue, dell'accordo provvisorio per il regolamento SPG, ossia sistema di preferenze generalizzate: di fatto è uno schema che consente ai paesi in via di sviluppo vulnerabili di pagare tariffe più basse sulle loro esportazioni verso l'UE. 

A far perdere le staffe all'ente risi italiano il fatto che l'accordo non contempli la clausola di salvaguardia automatica. Esito scontato dopo i triloghi, fanno notare gli addetti ai lavori che riportano la dura presa di posizione del Copa Cogeca, a sua volta preoccupato che i danni che si appalesano coinvolgano tutto il settore risicolo europeo.. 

In un comunicato, il sindacato degli agricoltori europei "deplora" il voto dell'INTA che non riesce a proteggere il settore risicolo dell'UE da devastanti ondate di importazioni. La Commissione INTA del Parlamento ha approvato l'accordo provvisorio per il regolamento SPG, così come negoziato nei triloghi del dicembre 2025. Copa e Cogeca si rammarica profondamente dell'approvazione di questo accordo nella sua forma attuale". 

"Crediamo fermamente che una salvaguardia automatica per il riso sia necessaria per proteggere un settore così sensibile - prosegue la nota del Copa Cogeca - Tuttavia, ai livelli attuali, le soglie e le quantità di aumento concordate consentirebbero l'attivazione del meccanismo solo dopo che il danno sia già stato gravemente arrecato. Lo spostamento della produzione di riso Indica europea, che copre circa 100.000 ettari, avrebbe un grave impatto economico sull'UE. Nelle principali regioni produttrici, i terreni risicoli hanno un valore compreso tra 30.000 e 40.000 euro per ettaro, il che significa potenziali perdite di 3-4 miliardi di euro per l'economia dell'UE. Tali perdite sarebbero ampiamente sproporzionate rispetto ai limitati guadagni economici per i paesi esportatori di riso agroalimentare (SPG), stimati in soli 15-18 milioni di euro se si considerano il volume e il prezzo medi delle loro importazioni". 

"Sebbene il riso Indica europeo sia attualmente il più esposto alle importazioni a basso prezzo, il rischio si sta ampliando - aggiunge il Copa Cogeca - Le importazioni di riso Japonica tondo e medio sono aumentate negli ultimi anni, intensificando la concorrenza con la produzione europea tradizionale. Cresce la preoccupazione che questa pressione possa estendersi a specifiche varietà di Japonica, incluso il riso da risotto, il che influirebbe anche sulla possibilità dei coltivatori di Indica di passare alla produzione di Japonica e continuare la loro attività". 

"La produzione di riso è strutturalmente vulnerabile - sostiene Copa Cogeca - I terreni destinati alla coltivazione del riso non possono essere facilmente convertiti ad altre colture e si trovano spesso in zone umide protette, dove l'agricoltura svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle risorse idriche, nella biodiversità e nella conservazione del paesaggio. Qualsiasi perdita significativa della produzione di riso avrebbe quindi gravi conseguenze economiche, sociali e ambientali. Apprezziamo con tutto il cuore il sostegno di tutti i membri della commissione INTA che hanno votato contro questo accordo e, ora che la questione passa alla plenaria, speriamo che un numero maggiore di eurodeputati comprenda il peso e l'importanza di questa decisione per il futuro del settore del riso".

La questione non finisce qui. In un comunicato sul sito risolitaliano.eu dal titolo piuttosto esplicito, ossia "I risicoltori sono incazzati", i rappresentanti del settore confermano che l’Unione agricoltori di Vercelli scende in piazza a manifestare il 3 febbraio a Vercelli "per tanti motivi". I motivi sono elencati in un comunicato stampa dettagliato. Li riportiamo di seguito:

- al settore risicolo italiano non serve una clausola di salvaguardia fantasma, ma un meccanismo di protezione che possa veramente incidere sulle importazioni dai paesi EBA quando il settore rischia di essere danneggiato, non come il limite minimo di 562.000 tonnellate di prodotto importato (base lavorato) proposto che è di fatto inoperante nelle attuali condizioni di mercato;

- occorre proporre una rivalutazione delle tariffe doganali (175€/t) che oggi non sono più attuali perché stabilite da più di 20 anni e non sono sufficienti ad un riequilibrio del mercato";

- il Masaf dia incarico all'Ente Nazionale Risi di svolgere uno studio di fattibilità sulla creazione dell’OCM riso che potrebbe dare impulso alla creazione delle organizzazioni di produttori;

l’Unione Europea non è in grado di far rispettare la reciprocità sulle regole di produzione a livello extra-UE, chiediamo almeno che venga applicata la reciprocità nelle produzioni agricole in ambito dell’UE;

- vengano investite risorse per aumentare i controlli doganali sui prodotti agricoli provenienti dai Paesi Extra UE;

- il MASAF incarichi l’Ente Nazionale Risi o altri organismi ministeriali di sviluppare varietà aromatiche e si attui un programma ministeriale di promozione del “basmati italiano”;

- il MASAF attui un riordino del registro varietale dell’Ente Nazionale Risi in modo da relegarele varietà ormai non coltivate da anni nell’apposito registro variatale “da conservazione”;

- si dia impulso al CREA di registrare alla coltivazione solo le nuove varietà di risone con caratteristiche veramente migliorative e stabili nel tempo, anche a discapito della duratadel periodo di registrazione varietale;

- venga inserita l’obbligatorietà dell’origine in etichetta per il riso;

- occorre valutare l’introduzione di strumenti atti a favorire il riordino fondiario e quindi il riordino irriguo con l’obiettivo del risparmio idrico;

- dare un impulso all’applicazione e all’utilizzo in campo delle nuove tecnologie come l’utilizzo dei droni agricoli e delle tecnologie TEA.

Fc - 57078

EFA News - European Food Agency
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