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CLARA MOSCHINI

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Retail: stimata crescita dell'1,3%

Confimprese-Jakala: Clima di incertezza generale continua a comprimere consumi

La stagnazione dei consumi non sembra avere fine anche per l’anno in corso. Le evidenze del Retail Barometer semestrale Confimprese-Jakala stimano un totale del +1,3% di crescita a perimetro costante anche per il 2026, sia pure con dinamiche differenti non solo nei settori merceologici ma anche nei listini, nelle azioni promozionali e nelle attitudini di acquisto dei consumatori italiani.

L’inizio del 2026 conferma, dunque, una tendenza che si era già delineata nel corso dell’ultimo anno. Non si tratta di un crollo improvviso ma di un rallentamento persistente e diffuso che coinvolge diversi settori dell’economia e che rischia di diventare strutturale se non affrontato con misure adeguate. Uno dei principali fattori è il clima di incertezza che continua a pesare su famiglie e imprese. Dopo anni segnati da inflazione elevata, tensioni geopolitiche e rialzi dei tassi di interesse, i bilanci familiari restano sotto pressione. Anche se l’inflazione ha mostrato segnali di rallentamento, il potere d’acquisto non si è ancora pienamente ricostituito. Molte famiglie hanno modificato le proprie abitudini di spesa: si privilegiano beni essenziali, si rinviano acquisti importanti e si riducono le spese discrezionali. Il risultato è una domanda interna debole, che incide sulla crescita economica.

Per il 2026 troviamo dinamiche piuttosto differenziate tra i vari settori di attività dove nell’abbigliamento nessuna azienda prevede incrementi di fatturato, anzi si stima un -0,8% a differenza del settore altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi) che prevede una crescita di fatturato del +2,5%, mentre la ristorazione mostra previsioni più moderate intorno al +1,3%. 

Le previsioni di aumento dei listini nell’anno 2026 sono molto contenute con un aumento ponderato dello 0,5% persino al di sotto dell’inflazione prevista. Da notare che nessuna delle aziende e della ristorazione dichiara la volontà di intervenire sui prezzi di listino al consumatore finale.

Un approccio più di continuità per abbigliamento e altro retail che di fatto non intendono aumentare in maniera significativa lo sforzo promozionale rispetto invece alla ristorazione dove un’azienda su due intende incrementare la propria pressione promozionale. Quanto alle preferenze dei consumatori in termini di convenienza, coerentemente con l’importanza che i consumatori danno alla qualità, le promozioni preferite sono quelle specifiche su marchi e prodotti di qualità segnalate dal 39,8% del panel, seguite dalle grandi promozioni tematiche segnalate dal 28,8% (saldi, Black friday, sottocosto) e solo al 3° posto invece le insegne di convenienza permanente quali, per esempio, i discount nell’alimentare.

Tuttavia, un consumatore su due che intende aumentare la spesa punterà alla qualità del prodotto. Questa rilevazione mostra dei cambiamenti rispetto alle precedenti, dove queste tre categorie erano di fatto sempre al primo posto ma allineate, mentre da questa ultima ricerca sembrano prevalere le offerte di prodotti e marchi. Seguono a distanza e in calo le azioni dei programmi fedeltà. Da notare infine che solo un 3,4% dei consumatori non è sensibile alle iniziative promozionali.

Non si prevedono picchi di crescita nell’online, tanto che il 53% delle aziende intervistate stima un trend del contributo del canale e-commerce in linea rispetto al periodo precedente. Solo il 13% prevede una forte crescita. Si tratta di dati che evidenziano i comportamenti di spesa degli italiani. Il contesto economico globale con inflazione, costi di trasporto più alti e problematiche legate al commercio internazionale, sta riducendo la spesa impulsiva online. I consumatori confrontano i prezzi con più attenzione e spesso preferiscono risparmiare o posticipare l’acquisto. Torna la voglia del negozio fisico, che offre la sicurezza di vedere/provare il prodotto di persona unita a una maggiore fiducia nelle informazioni sul prodotto così da sentirsi più sicuri dell’acquisto.

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EFA News - European Food Agency
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