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Beer&Food Attraction/4. Tutti pazzi per la birra alla spina

Bagnolini (AssoBirra): "Gusto, marca e prezzo sempre importanti ma cresce attenzione per qualità"

“Questa nuova edizione del Cib restituisce l’immagine di un fuori casa che, pur mantenendo abitudini consolidate, mostra segnali chiari di evoluzione nelle scelte e nelle aspettative legate alla birra”, ha commentato Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra, a margine della presentazione dell'ultima edizione del Centro Informazione Birra (Cib) di AssoBirra, realizzata in collaborazione con Ipsos Doxa e presentata nella cornice di Beer&Food Attraction 2026 (leggi notizia EFA News). “Gusto, marca e prezzo restano fattori centrali, ma accanto a questi crescono l’attenzione verso qualità dell’offerta e proposte low e no alcol, a testimonianza di un mercato stabile ma ricettivo. Un contesto in cui la birra continua a svolgere un ruolo chiave nell’esperienza di consumo fuori casa, accompagnando l’evoluzione del canale HoReCa e rafforzando il ruolo della filiera come protagonista di un’esperienza sempre più consapevole e contemporanea”.

La sostenibilità emerge come un tema presente ma ancora secondario nelle scelte di assortimento della birra. Le pratiche più diffuse tra i gestori restano la raccolta differenziata e l’uso di confezioni riciclabili, mentre resta elevata la quota di locali che non ha ancora adottato azioni strutturate. Secondo i gestori, i clienti associano la sostenibilità soprattutto alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle produzioni locali, con una maggiore attenzione al packaging nel Sud Italia.

In questo contesto, la birra alla spina si conferma una leva chiave per la qualità percepita e l’esperienza del cliente: oltre la metà dei gestori (52%) ritiene che contribuisca molto o abbastanza a valorizzare l’esperienza nel locale (media 3,1 su 5), con percentuali trasversali tra aree geografiche e tipologie di esercizio. Inoltre, il 44% degli operatori riconosce l’utilità del supporto di produttori e distributori - in termini di formazione, materiali e promozioni - per innovare l’offerta birraria, quota che sale al 56% nei locali serali.

In questo quadro, il contributo del mondo dei pubblici esercizi offre una lettura concreta delle sfide e delle opportunità che attraversano oggi il fuori casa, tra evoluzione delle abitudini di consumo, sostenibilità e valorizzazione dell’esperienza nel locale. Un punto di vista che richiama il ruolo centrale dell’Horeca come snodo della filiera e luogo privilegiato di relazione con il consumatore finale.

“La dimensione sociale e conviviale dei pubblici esercizi è il vero motore del consumo fuori casa e, di conseguenza, anche della birra: è nei locali che il prodotto smette di essere una semplice bevanda e diventa parte di un’esperienza, costruita su servizio, competenze e qualità dell’offerta”, dichiara Luciano Sbraga, vicedirettore generale e direttore Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio. “Per questo è fondamentale affiancarla a buoni prodotti locali capaci di interpretare i diversi momenti di consumo, evitando che il valore della birra scivoli verso una logica di commodity”.

Dal punto di vista dei pubblici esercizi, la creazione di valore passa dalla capacità di costruire esperienze coerenti con il contesto: nei locali serali attraverso l’integrazione tra ambiente e proposta beverage, nella ristorazione grazie a assortimenti più strutturati e a un rafforzamento delle competenze. In questo quadro, innovazione e sostenibilità diventano leve non solo ambientali, ma anche economiche e strategiche di medio-lungo periodo.

“Investire nella professionalità dell’imprenditore e del personale, nella qualità del servizio e in una gestione consapevole dell’offerta è la condizione necessaria per rafforzare il modello del fuori casa”, conclude Sbraga. “Solo così è possibile costruire un sistema più solido, capace di generare valore duraturo per le imprese, per i consumatori e per l’intera filiera”.

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EFA News - European Food Agency
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