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Matteo Zoppas, food service fondamentale per il made in Italy

Si focalizza sul "fuori casa" l'intervento del presidente Ice a conclusione di Beer&Food Attraction

"L'agroalimentare sta vivendo una fase di crescita significativa: siamo passati da 69,5 miliardi di euro del 2024 a 73 miliardi (dato da confermare) del 2025. Questa crescita continua è superiore alla media dei valori unitari, con l'agroalimentare che performa circa 2 punti percentuali sopra il resto dei settori". Lo ha detto oggi Matteo Zoppas, presidente di Ice, l'Agenzia Internazionale commercio estero intervenendo, nella giornata conclusiva di Beer&Food Attraction, al convegno organizzato nel contesto dell'International Horeca Meeting e intitolato "Mercato dei consumi fuori casa fra carovita e inflazione. Tendenze e best practice per andare oltre la crisi".

Durante il convegno il presidente dell'Ice ha approfondito il ruolo dell'agroalimentare in generale e del fuoricasa in particolare, all'interno dell'ecosistema dell'Export Made in Italy. "Il fuori casa all'estero viene chiamato 'food service' perché rappresenta uno dei canali più importanti, soprattutto per la costruzione dell'identità dei brand - ha spiegato Zoppas - In genere, si ritiene che un buon posizionamento nel fuori casa e nella ristorazione garantisca una forte riconoscibilità del prodotto: quando le aziende entrano nel retail, il marchio è già noto e questo permette di ottenere rotazioni migliori a scaffale. Diventa, quindi, fondamentale valorizzare la catena del Food Service, che per l'agroalimentare italiano all'estero è un asset di grande interesse".

Il settore sta crescendo e segna numeri incoraggianti, come spiega Zoppas: tuttavia, permangono alcune criticità. "I dazi - sottolinea il presidente Ice - rappresentano un problema rilevante. Sul totale di 73 miliardi, l'agroalimentare negli Stati Uniti pesa per circa 8 miliardi (7,9 miliardi per l'esattezza), una quota molto importante. Dobbiamo fare il massimo per preservare il mercato statunitense nonostante queste problematiche, che speriamo siano transitorie. Il cambio euro-dollaro agisce invece come un 'dazio sul dazio', complicando ulteriormente gli scambi". 

"L'andamento dei consumi infine - prosegue Zoppas - mostra che il prodotto agroalimentare italiano ha mostrato una buona tenuta fino a settembre, ma ora sta soffrendo. Bisogna capire se si tratti di una logica di magazzino (stock-in/stock-out) o di una problematica strutturale; tra gennaio e febbraio i listini vengono solitamente rivisti, questo potrebbe comportare un aumento dei prezzi e avere un impatto sui volumi, considerando anche l'effetto inflazionistico che non si può trascurare".

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EFA News - European Food Agency
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