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Carbon farming: un mercato in forte espansione

Da UniTuscia primo master per formare professionisti della transizione climatica

La Commissione Europea ha pubblicato, Il 3 febbraio scorso, le prime metodologie di certificazione per le rimozioni di carbonio, rendendo l'Unione Europea il primo blocco economico al mondo a dotarsi di standard ufficiali per il Carbon Farming. L'Italia si posiziona tra i primi Paesi a rispondere, avviando percorsi di alta formazione per preparare i professionisti che accompagneranno agricoltori e imprese nella transizione.Il carbon farming si conferma uno dei segmenti chiave della transizione ecologica con forte impatto economico, sociale e finanziario.

È quanto emerso oggi a Roma, presso la sede nazionale di Inail, nel corso della conferenza “Carbon Farming in Europa - alle radici di una nuova professione”, promossa dall’Università degli Studi della Tuscia. Al centro del dibattito il nuovo quadro europeo di regolazione - con il Carbon Removals and Carbon Farming (Crcf) Regulation - che introduce un primo framework comunitario per la certificazione delle rimozioni di carbonio e dei crediti di carbonio agricoli, aprendo spazi per investimenti privati e mercato volontario di compensazioni.

Il carbon farming abbraccia l’insieme delle pratiche di agricoltura sostenibile - dall’agroforestazione alle colture di copertura, dalla gestione conservativa dei suoli al ripristino delle torbiere - offrendo agli agricoltori la possibilità di coniugare una maggiore sostenibilità ambientale con nuove fonti di reddito derivanti dalla certificazione e vendita dei crediti di carbonio.

I crediti di carbonio - unità che rappresentano la riduzione o la rimozione di una tonnellata di CO₂ equivalente - sono strumenti sempre più utilizzati dalle imprese per rispondere alle richieste della finanza sostenibile Esg, integrando le strategie di decarbonizzazione con obiettivi di trasparenza, responsabilità e gestione del rischio climatico.

Ad aprire i lavori il presidente di Inail Fabrizio D'Ascenzo, che ha richiamato l’attenzione sul nesso tra sostenibilità, innovazione e competitività del sistema produttivo. "La transizione ecologica non è solo un imperativo ambientale, ma una grande opportunità per ripensare modelli produttivi e creare valore economico sostenibile. Il carbon farming è un esempio concreto di come la sostenibilità possa integrarsi con la crescita delle imprese agricole", ha detto D'Ascenzo, ribadendo il sostegno di Inail alla transizione ecologica "anche attraverso il sostegno economico alle imprese".

Nel panel dedicato alle dinamiche di mercato, il professor Riccardo Valentini, docente all'Università degli Studi della Tuscia, ha sottolineato che la generazione di servizi ecosistemici come i crediti di carbonio rappresenta un nuovo elemento di reddito e competitività per il settore agricolo, oltre a costituire un punto di congiunzione con gli investitori impegnati nei criteri Esg.

Secondo stime di mercato, il segmento globale legato al carbon farming potrebbe sperimentare una crescita significativa nei prossimi anni, con valutazioni che vedono un’espansione sia del mercato dei crediti basati su pratiche agricole sia degli investimenti collegati alla sostenibilità e alle strategie Esg. L’evento ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e professionisti, evidenziando la necessità di un’azione integrata per sviluppare un ecosistema che colleghi policy europee, competenze specialistiche, opportunità economiche e ambientali.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il Master Universitario di Secondo Livello sul Carbon Farming dell’Università degli Studi della Tuscia, primo in Italia e tra i primi a livello internazionale, un percorso annuale da 60 Cfu pensato per formare nuovi profili professionali capaci di progettare, gestire e certificare interventi di sequestro del carbonio, dialogare con operatori finanziari e imprese, e contribuire allo sviluppo dei mercati volontari dei crediti di carbonio.

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EFA News - European Food Agency
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