Eurozona, l’attività economica cresce
A febbraio l'indice pmi manifatturiero di S&P Global ha raggiunto il massimo da tre mesi
A febbraio, il tasso di crescita dell’economia dell’eurozona ha raggiunto il valore più alto degli ultimi tre mesi: questo è quanto si evince dalla lettura dei dati previsionali dell’indagine PMI di S&P Global. Tale miglioramento, asottolinea la nota della società di Amburgo, "si è particolarmente manifestato nel settore manifatturiero, dove la produzione ha segnato il rialzo più rapido da agosto dello scorso anno". Allo
stesso tempo, l’aumento dei nuovi ordini complessivi è rimasto attenuato e invariato rispetto a gennaio. Le aziende si sono di nuovo mostrate reticenti nell’assumere personale aggiuntivo.
Il tasso di inflazione dei costi è accelerato per il quarto mese consecutivo, nonostante l’aumento dei prezzi di vendita sia stato lievemente più debole di gennaio. Anche la fiducia è diminuita, segnando tuttavia il secondo valore più alto in 21 mesi.
Produzione e domanda
L’Indice HCOB PMI Flash Composito di Produzione dell’Eurozona, basato su circa l’85% delle consuete risposte finali dell’indagine e redatto da S&P Global, è salito a 51.9 nel mese di febbraio da 51.3 di gennaio. Sale a quattordici mesi il periodo in cui l’indice segna ininterrottamente un valore superiore alla soglia di non cambiamento di 50, e allo stesso tempo registra un rialzo mensile modesto dell’attività economica del settore privato dell’eurozona. Il tasso di espansione
mostra inoltre un’accelerazione e sale al valore più alto in tre mesi.
A febbraio sono stati registrati incrementi accelerati dell’attività sia nel manifatturiero che nel terziario, anche se quella più evidente è quella relativa alla manifattura, dove l’aumento della produzione è stato il più forte da agosto 2025, ed ha superato l’espansione del terziario per la prima volta proprio da agosto. Evidenziando il rialzo di febbraio del manifatturiero, l’indice PMI principale è salito a 50.8 (picco di crescita in 44 mesi) e si è posizionato al di sopra della soglia di non
cambiamento di 50 per la prima volta in sei mesi.
Tornando all’analisi dei dati compositi, la Germania ha indicato un forte incremento dell’attivita, il più rapido in 4 mesi, mentre la Francia non ha registrato cambiamenti della produzione rispetto a gennaio. "Il resto dell’eurozona - spiega la nota - continua a segnalare livelli di produzione in crescita, anche se al tasso più lento da giugno 2025". Sebbene a febbraio l’espansione dell’attività economica dell’eurozona sia aumentata, il tasso di crescita dei nuovi ordini è rimasto invariato dall’inizio dell’anno, indicando valori marginali.
Per la prima volta in sei mesi, i nuovi ordini manifatturieri sono aumentati e al tasso più rapido in quasi quattro anni, mentre l’aumento delle nuove commesse terziarie è rallentato. I nuovi ordini esteri (inclusi gli scambi intra-eurozona) sono ancora una volta diminuiti e ad un tasso di riduzione generalmente in linea con gennaio scorso.
Occupazione
Nonostante l’aumento più rapido dell’attività, a febbraio le aziende dell’eurozona si sono di nuovo mostrate reticenti ad assumere personale aggiuntivo. L’occupazione è pertanto marginalmente diminuita per il secondo mese consecutivo. Nel manifatturiero gli organici si sono ridotti mentre nel terziario sono rimasti invariati, concludendo una sequenza ininterrotta di
creazione di posti di lavoro che durava da cinque anni. I livelli occupazionali del resto dell’eurozona sono aumentati, in Francia non sono stati segnalati cambiamenti mentre in Germania si è registrato un calo.
Scorte e catene di fornitura
A febbraio, a rendere ancora più positivo lo scenario relativo al manifatturiero, per la prima volta in oltre tre anni e mezzo le aziende hanno aumentato la loro attività di acquisto, anche se solo marginalmente. Nonostante tale incremento, le scorte degli acquisti hanno continuato a ridursi, anche se al tasso più lento nell’attuale sequenza di declino di 37 mesi. Anche le scorte di prodotti finiti sono diminuite, con un ritmo di calo che però è stato il più lento ed il più debole in due anni e mezzo. I tempi medi di consegna dei fornitori si sono di nuovo allungati e per il nono mese consecutivo.
Prezzi
I prezzi di acquisto segnalati a febbraio hanno indicato un forte rialzo. Il tasso di inflazione è di nuovo accelerato
raggiungendo il valore più rapido in 34 mesi, peraltro lo stesso registrato a febbraio dello scorso anno. L’accelerazione del tasso complessivo è legata al manifatturiero, dove i costi hanno registrato il più rapido rialzo da dicembre 2022. Allo stesso tempo nel terziario, i prezzi di acquisto sono aumentati ad un tasso lievemente più debole di gennaio.
Se a febbraio il tasso di inflazione dei costi è accelerato, i prezzi di vendita hanno registrato un rialzo lievemente più debole. Tuttavia, quest’ultimo incremento è stato netto ed il secondo più veloce degli ultimi 12 mesi. Similmente alla tendenza dei prezzi di acquisto, l’incremento accelerato dei prezzi di vendita del manifatturiero ha controbilanciato la più
debole inflazione registrata dal terziario. La Germania ha indicato un forte incremento, mentre le aziende francesi hanno diminuito i prezzi di vendita per la prima volta in tre mesi. Il resto dell’eurozona ha segnalato un rialzo accelerato delle tariffe applicate al cliente.
Prospettive future
Anche se la fiducia è marginalmente diminuita rispetto a gennaio, l’ottimismo è rimasto il secondo più alto in 21 mesi. A metà del primo quadrimestre dell’anno, le previsioni del manifatturiero sono state le più elevate in quattro anni, rispecchiando dunque una prestazione migliore. Le aziende terziarie si sono mostrate lievemente meno ottimiste rispetto a gennaio, continuando comunque a mostrare fiducia in un incremento dell’attività economica nei prossimi 12 mesi.
Analizzando i dati PMI flash Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: "Forse è prematuro, ma l’aumento del PMI generale fino a un livello di crescita potrebbe rappresentare il punto di svolta per il settore manifatturiero. Da giugno 2022 tale tendenza si è registrata solo una volta, nell'agosto scorso, anche se adesso le basi generali per una crescita maggiore sembrerebbero lievemente migliorate. La maggior parte dei sottoindici PMI, come ad esempio il volume degli acquisti, la previsione futura e le giacenze, sono ad un livello più alto rispetto ad agosto".
"Dopo tre mesi di calo - aggiunge l'esperto - i nuovi ordini stanno crescendo a un ritmo moderato, ma per farci sentire più sicuri riguardo alle prospettive di
questo settore nei prossimi trimestri, questo indicatore deve mostrare nei mesi prossimi risultati migliori. Nel complesso, sembra che il settore manifatturiero sia sulla giusta rotta e quest’anno potrebbe contribuire alla crescita complessiva invece che frenare l'economia".
"L’espansione dei servizi continua a un ritmo moderato, supportando la crescita complessiva dell'Eurozona - prosegue de la Rubia - Rispetto al quarto trimestre, la dinamica generale dell’espansione ha perso un po' di slancio, ma l'economia dell'Eurozona sembra essere più stabile, poiché i nuovi affari sia per i fornitori di servizi che per le aziende manifatturiere sono aumentati, il che
dovrebbe portare a una crescita continua della produzione nei prossimi mesi. La Germania offre un contributo importante a un migliore sviluppo, dovuto all'aumento della spesa pubblica per infrastrutture e difesa, ma anche ad una maggiore domanda dall'estero".
EFA News - European Food Agency