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CLARA MOSCHINI

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Biologico in Italia: vendite sfiorano i 7 mld euro

Gdo si conferma primo canale d'acquisto, ma crescono negozi specializzati

Nel 2025 le vendite di biologico nel mercato italiano hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro. Tali dimensioni di mercato afferiscono prevalentemente ai consumi domestici (con una dimensione pari a 5,5 miliardi) mentre oltre 1,35 miliardi di euro sono consumi che passano per il canale fuori casa.

La Distribuzione Moderna si conferma il primo canale di acquisto di biologico, pesando per il 64% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani. Nel 2025 le vendite di biologico nel canale si attestano a 3,5 miliardi di euro (+6,1% rispetto al 2024 - fonte: stime Nomisma su dati Nielsen IQ – dati Anno 2025 perimetro omnichannel).

Il 20% dei consumi interni passa, invece, dai negozi specializzati nel Bio, che nell’ultimo anno hanno visto un incremento del valore delle vendite del +7,5%. Questi alcuni dei dati dell’Osservatorio Sana che Nomisma ha presentato oggi a Bologna Fiere in occasione di Rivoluzione Bio.

Il fuori casa nel biologico rappresenta un canale strategico - non solo per il suo peso numerico (20% dei consumi) e per l’ampia consumer base (negli ultimi 12 mesi 7 italiani su 10 hanno consumato alimenti o bevande bio nel canale away from home - il 35% è frequent user) - ma anche perché offre al consumatore l’opportunità di scoprire e provare ingredienti innovativi o prodotti bio che difficilmente sceglierebbe per le preparazioni in cucina. Questo vale tanto per la ristorazione commerciale quanto per quella collettiva, entrambe fondamentali nel favorire la sperimentazione e ampliare la conoscenza del bio.

Mappatura e trend del canale fuori casa sono stati realizzati grazie all’indagine curata da Nomisma su ristoranti, bar e altre tipologie di pubblici esercizi, a cui è stata affiancata un’ampia fase di ascolto che ha visto il coinvolgimento di stakeholder di settore e principali player della ristorazione collettiva.

L’indagine evidenzia che oltre 8 ristoranti su 10 e 7 bar su 10 utilizzano ingredienti/propongono prodotti biologici, soprattutto ortofrutta, olio extra vergine di oliva, passate, latte, miele. Estremamente diffusa anche la presenza di vini bio: l’85% dei ristoratori e dei bar propongono vini biologici.

Le motivazioni legate all’inserimento del biologico sono principalmente riconducibili alla volontà di conferire al locale un posizionamento premium legato alle caratteristiche distintive di qualità del prodotto biologico (51%).

Accanto a questo driver, tra le ulteriori motivazioni il bio è visto come espressione di una scelta etica e di sostenibilità (46%), nonché di una proposta coerente con le esigenze di benessere e salute del consumatore (40%). Tra le motivazioni che spingono a introdurre prodotti biologici c’è anche la sinergia tra i diversi attori della filiera: alcuni ristoratori (38%) propongono prodotti bio proprio perché attivati dai produttori locali.

Una conoscenza approfondita del biologico – dai valori della certificazione alle sue distintività rispetto al convenzionale – rappresenta un fattore decisivo per rafforzarne la presenza nel canale fuori casa. Oggi, però, il 75% degli operatori non dispone di informazioni sufficienti sul metodo produttivo e sui suoi effetti su ambiente, salute e benessere animale: un gap che limita il pieno potenziale del bio e che evidenzia la necessità di maggiore formazione e comunicazione.

Interrogati sui trend dei prossimi anni, ristoratori e baristi concordano nel rilevare una crescente attenzione dei clienti verso la qualità degli ingredienti, la trasparenza sulle loro caratteristiche e l’impatto ambientale dei prodotti consumati.

In questo scenario, il biologico rappresenta una risposta naturale e coerente: il 26% degli operatori prevede infatti un incremento del valore degli acquisti di materie prime bio nei prossimi 2-3 anni, segno di una crescente fiducia nel suo potenziale. Parallelamente, il 28% si aspetta un minor numero di occasioni di consumo fuori casa come strategia delle famiglie per contenere la spesa, rendendo ogni uscita più selettiva e orientata verso locali esperienziali e proposte di qualità.

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EFA News - European Food Agency
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