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Caporalato, nei guai anche Deliveroo: è la fine del delivery?

Nel mirino pure le catene che si servono dei rider. Toccherà anche agli utenti (complici) finali?

"Summum jus, summa injuria": lo scriveva Cicerone per mettere in guardia dal legalismo esagerato. E forse il boccardo latino bene si attaglia alla situazione delle società di delivery, messe nel mirino dal procura di Milano.

Dopo il caso Glovo di qualche giorno fa, l'ultima notizia è che carabinieri del gruppo di Tutela del lavoro di Milano, su richiesta del pm Paolo Storari, hanno sottoposto a controllo giudiziario urgente Deliveroo Italy, filiale italiana del colosso del food delivery acquisito da DoorDash con un'operazione da 3,4 miliardi di euro chiusa a ottobre 2025 (leggi notizia EFA News). L'accusa sarebbe quella di aver sfruttato 3.000 rider a Milano e 20.000 in tutta Italia "approfittando dello stato di bisogno". 

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti la retribuzione riservata ai rider da parte delle sigle sotto accusa sarebbe inferiore fino al 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva. È stato iscritto nel registro degli indagati Andrea Giuseppe Zocchi, amministratore unico della società, oltre alla stessa società.

Ma non basta, perchè la procura ha messo nel mirino anche i committenti. Sono stati infatti notificati ordini di consegna di documenti a 7 società che si servono dei rider: Mc Donald’s, Burger king, Original Bucket - Kentucky Fried Chicken, Poke House, Carrefour, Esselunga, Crai. Le società non risultano indagate.

Viene da domandarsi se il prossimo passo sarà forse un'inchiesta su tutti gli utenti (forse milioni in tutta Italia) che utilizzano il delivery? Tutti complici dello schiavismo moderno?

Non esageriamo dicendo che queste inchieste potrebbero seriamente mettere una pietra tombale sul settore, con migliaia di lavoratori che da poco (presunti) tutelati si ritroverebbero senza lavoro.

Anche in questo caso, come già avvenuto pochi giorni fa per Glovo, la procura di Milano prende il massimo riferimento normativo, ossia l’articolo 36 della Costituzione e il diritto a un lavoro che rispetti la dignità della persona. Lo strumento di intervento prevede che l’amministratore giudiziario affianchi l’imprenditore nella gestione dell’azienda. La pronuncia del Gip riguardo alla questione è attesa a giorni.

Fc - 57835

EFA News - European Food Agency
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