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Starbucks lancia il caffé pronto da bere (ma i sindacati non brindano)

Mentre va sugli scaffali la nuova linea, l'azienda accusata di pratiche antisindacali

Starbucks amplia il suo portfolio di Rtd, ready to drink, bevande pronte da bere con il lancio di Starbucks Coffee & Protein, nuova linea che unisce il caffè Starbucks "a un'alimentazione più ricca". Ogni bottiglia da 340 ml contiene 22 g di proteine complete, 5 g di fibre prebiotiche, cinque vitamine e minerali e 2 g di zucchero. La gamma è stata sviluppata attraverso la North American Coffee Partnership (NACP), la joint venture tra Starbucks e PepsiCo. 

I prodotti, che saranno lanciati negli Stati Uniti il 23 marzo, saranno disponibili in due gusti: Caffè Classico e Caffè Mocha, con un prezzo al dettaglio consigliato di 3,99 dollari. La distribuzione includerà i canali di vendita al dettaglio, online, convenience e stazioni di servizio. Il lancio segue quello dei Protein Latte e delle Protein Cold Foam nelle caffetterie Starbucks negli Stati Uniti e in Canada avvenuto l'anno scorso. 

Il 23 marzo, non ci sarà solo il lancio della gamma Coffee & Protein: Starbucks, infatti, è pronto al lancio di altri prodotti pronti da bere tra cui Starbucks Doubleshot Energy Zero Sugar, disponibile nei gusti French Vanilla e Dark Chocolate, con meno di 100 calorie per lattina da 450 ml e al prezzo di 3,59 dollari. 

A questi si aggiungerà il Chocolate Hazelnut Gelato alla sua linea RTD Frappuccino Lite: il prodotto da 250 ml contiene 100 calorie e non contiene zuccheri aggiunti e sarà venduto al prezzo consigliato di 2,99 dollari. I gusti Frappuccino Lite esistenti includono gelato al caramello e sale marino, gelato cremoso alla vaniglia e gelato al doppio cioccolato.

"I consumatori sono alla ricerca di soluzioni per il benessere che si integrino perfettamente nella loro routine mattutina - sottolinea Brian Smith, direttore senior del marketing del marchio presso NACP - Starbucks Coffee & Protein offre sia un ottimo gusto che nutrienti, offrendo 22 g di proteine complete e 5 g di fibre prebiotiche in una comoda bottiglia pronta da bere che supporta uno stile di vita frenetico". 

Il lancio dei nuovi prodotti non toglie nulla alla pressioni che la società continua a subire dall'esterno e, come nell'ultimo caso, dall'interno. In relazione ai risultati finanziari del primo trimestre fiscale chiuso con vendite globali dei negozi comparabili aumentate del 4% (leggi notizia EFA News) una coalizione di investitori, tra cui fondi pensione pubblici, ha esortato gli azionisti a votare contro la rielezione di due amministratori, ossia il direttore indipendente principale di Starbucks, Jorgen Vig Knudstorp, e Beth Ford, presidente del Comitato Nomine e Corporate Governance del consiglio di amministrazione. I fondi hanno citato a giustificazione della mossa, la persistente incapacità dei due manager a gestire i rapporti di lavoro. 

A gennaio scorso, lo stesso gruppo di investitori aveva scritto ai due amministratori esprimendo preoccupazione per l'eliminazione, da parte del consiglio di amministrazione, del Comitato per l'ambiente, i partner e l'impatto sulla comunità, senza fornire spiegazioni. Secondo quanto dichiarato alle agenzie di stampa dalla stessa Starbucks, "le responsabilità del comitato sono state riassegnate tra i comitati esistenti e il consiglio di amministrazione al completo ha rivendicato la responsabilità primaria della supervisione del lavoro".

L'ultima querelle arriva mentre l'azienda è impegnata in un lungo sforzo per raggiungere un accordo collettivo con i suoi baristi sindacalizzati: parliamo di oltre 3.800 baristi aderenti al sindacato Starbucks Workers United che hanno aderito a uno sciopero nazionale alla fine dell'anno scorso, segnando la più lunga interruzione del lavoro della sua storia (leggi notizia EFA News). Il sindacato preme da tempo per ottenere condizioni di lavoro migliori e stipendi più alti. La proprietà viene accusata di Ulp, Unfair labor practice, ossia di pratiche di lavoro sleali.

"Siamo preoccupati - hanno scritto gli investitori in una lettera in vista dell'assemblea annuale del 25 marzo - Senza un rapporto costruttivo tra Starbucks e la sua forza lavoro sindacalizzata, sostenere la ripresa potrebbe rivelarsi difficile". Dal canto suo, l'azienda ha dichiarato con una nota: "offriamo il miglior lavoro nel commercio al dettaglio, con collaboratori orari che guadagnano in media 30 dollari all'ora e benefit di livello mondiale. Il tutto per chi lavora in media solo 20 ore a settimana".

Sindacati sempre sul piede di guerra

Sarà. Fatto sta che nel frattempo, il sindacato Starbucks Workers United ha reso pubblico un comunicato in cui spiega che "continua a combattere contro la storica e incessante lotta antisindacale di Starbucks", definito "il peggior violatore del diritto del lavoro nella storia moderna". L'accusa è che la società "continua a minare la voce collettiva dei baristi sindacalizzati attraverso intimidazioni, ritorsioni e modifiche unilaterali illegittime". 

"Nel settembre 2025 - riporta la nota dei sindacalisti - un giudice amministrativo del National Labor Relations Board ha dichiarato che Starbucks 'ha intrapreso una campagna di terra bruciata e una serie di comportamenti scorretti in risposta all'organizzazione sindacale nei suoi punti vendita negli Stati Uniti'". Secondo il sindacato il giudice avrebbe riportato: "prendo atto che, nonostante diverse ordinanze del Consiglio e decine di decisioni dei giudici amministrativi, il comportamento del convenuto continua ininterrotto". 

"Da quando - prosegue la nota sindacale - i baristi di Starbucks Workers United hanno lanciato il loro sciopero nazionale per pratiche di lavoro scorrette (ULP) lo scorso novembre 2025 (leggi notizia EFA News), Workers United ha presentato più di 30 nuove accuse ULP contro Starbucks, tra cui 23 accuse per licenziamenti illegittimi e ritorsioni mirate contro i baristi per aver svolto attività sindacali protette prima dello sciopero". 

"Mentre i baristi sindacalizzati partecipavano al loro legittimo sciopero nazionale ULP - aggiunge il sindacato - sei recenti accuse ULP affermano che diversi dirigenti di Starbucks hanno intimidito, interrogato, fatto ritorsioni, minacciato e chiamato la polizia illegalmente contro i baristi che stavano legittimamente esercitando il loro diritto di sciopero. La condotta di Starbucks 'dimostra un ingiusto disprezzo per le risorse pubbliche, una mancanza di rispetto per il ruolo delle forze dell'ordine nelle nostre comunità e una violazione del National Labor Relations Act'. 

"Inoltre - prosegue la nota dei sindacati - Workers United ha presentato due nuove accuse ULP a livello nazionale per le modifiche unilaterali alle politiche di Starbucks apportate senza contrattazione con il sindacato. Workers United ha, inoltre, presentato tre ulteriori accuse ULP a livello locale e regionale relative a modifiche unilaterali, tra cui tagli di orario ai lavoratori sindacalizzati". 

"Le modifiche unilaterali (illegali) alle politiche di Starbucks - dicono i sindacati - costituiscono accuse di violazioni del diritto del lavoro che minano la voce collettiva dei baristi sindacalizzati. Nel complesso, queste nuove accuse dimostrano ulteriormente che le pratiche di lavoro illecite di Starbucks persistono. I baristi sindacalizzati rimangono determinati a ritenere Starbucks responsabile per l'illegale smantellamento del sindacato e a ottenere un primo contratto equo".



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EFA News - European Food Agency
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