Incertezza e paura influenzano l'inflazione
Resca (Confimprese): per il settore retail si tratta di una "sfida strutturale"
I dati pubblicati oggi da Istat mostrano un’accelerazione dell’inflazione italiana, con il tasso che passa dall’+1% di gennaio all’+1,6% di febbraio (leggi notizia EFA News). "Questo aumento, benché ancora contenuto rispetto alle dinamiche degli ultimi anni, si innesta in uno scenario internazionale segnato da una significativa escalation geopolitica in Medio Oriente".
Lo sottolinea Confimprse, l'associazione delle imprese del commercio, secondo cui la guerra in Iran e le tensioni lungo lo stretto di Hormuz "hanno già determinato forti rialzi del petrolio e del gas sui mercati globali, con il rischio di pressioni inflazionistiche più durature qualora la crisi dovesse protrarsi e i flussi energetici restassero compromessi".
I ritardi nei rifornimenti di petrolio e gas ne hanno immediatamente provocato un’impennata dei prezzi. Se il transito delle navi non riprenderà entro pochi giorni si potrebbe innescare una grave crisi petrolifera, che colpirebbe soprattutto l’Europa, essendo gli Usa praticamente autosufficienti nell’estrazione di fonti fossili.
"Lo scenario è peggiorato improvvisamente - avverte Mario Resca, presidente Confimprese - La guerra in corso di cui non conosciamo ancora la durata, ha portato imprevedibilità e paura sui mercati internazionali. Per il settore retail, la combinazione di fattori, ossia aumento dei prezzi al consumo, dazi e rincari delle materie prime energetiche, rappresenta una sfida strutturale. I rincari di carburanti, trasporti e costi logistici impattano sui listini e sul potere di acquisto delle famiglie, che ridurranno ulteriormente la propensione agli acquisti. In un contesto in cui le imprese del retail già si confrontano con margini compressi e consumi prudenti, l’inasprirsi dei costi energetici rischia di avere ricadute negative su competitività, sostenibilità dei prezzi e dinamiche di offerta".
EFA News - European Food Agency