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CLARA MOSCHINI

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Unilever, c'è interesse di Mc Cormick per la parte food

Confermate le trattative con la società Usa

È con uno scarno comunicato ufficiale pubblicato oggi e intitolato "Risposta alle indicazionei dei media" che Unilever intende porre fine alle "speculazioni" che da giorni si rincorrono sulla stampa e che vedono il colosso britannico a caccia di un "partner" per siglare le nozze nel food, soprattutto, segmento di cui intenderebbe liberarsi definitvamente. 

"Unilever prende atto delle recenti indiscrezioni dei media riguardanti una potenziale transazione relativa alla sua divisione Alimentare - si legge nel comunicato -  Il consiglio di amministrazione ritiene che la divisione Alimentare sia un'attività estremamente interessante, con un solido profilo finanziario guidato da marchi leader di mercato in categorie in crescita, ed è fiducioso nel futuro della divisione Alimentare come parte di Unilever. Unilever conferma di aver ricevuto un'offerta per la sua divisione Alimentare e di essere in trattative con McCormick & Company, Inc. Non vi è alcuna certezza che la transazione verrà conclusa".

Con il comunicato uffficiale, di fatto, Unilever conferma le trattative con McCormick in merito a una potenziale fusione della divisione alimentare. Le voci di trattative seguono il fallimento dei contatti per la fusione nel settore alimentare con Kraft Heinz: un "matrimonio d'interesse" di cui si è vociferato nei giorni scorsi e che avrebbe consentito di riunire il ketchup Heinz e la maionese Hellmann's sotto un unico. 

I colloqui con Unilever si sono svolti prima della decisione, presa a febbraio da Kraft, di sospendere la prevista scissione (leggi notizia EFA News)  e di impegnarsi a investire 600 milioni di dollari per un rilancio sotto la guida dell'amministratore delegato Steve Cahillane, entrato in carica a gennaio (leggi notizia EFA News). 

Adesso la multinazionale britannica sembra che stia seriamente valutando una vendita della sua parte food. Se l'accordo con McCormick andasse in porto, riunirebbe sotto un unico tetto marchi iconici come la maionese Hellmann's di Unilever e la salsa piccante Cholula di McCormick, appunto.

McCormick produce, commercializza e distribuisce spezie, miscele di condimenti, salse e altri prodotti aromatizzanti: con sede nel Maryland, ha una capitalizzazione di mercato di circa 14,51 miliardi di dollari (12,54 miliardi di euro), mentre Unilever, con sede a Londra, ha una capitalizzazione di mercato di oltre 134 miliardi di dollari. 

Quest'ultimo sviluppo segue una serie di cessioni di alto profilo da parte di Unilever, tra cui Unox, Zwan, Graze e l'intera divisione gelati con la crezione dello spin off The Magnum Ice cream company. l'anno scorso Unilever, oltre ad avere scorporato la sua divisione gelati creando un'entità indipendente, ha acquisito marchi in rapida crescita, come la linea di prodotti per la cura maschile Dr. Squatch. 

Ovvio che esperti e analisti si stiano già interrogando su cosa potrebbero significare queste eventuali nozze per Unilever e per il settore, a parte il fatto che Unilever punti a liberatsi del food per concentrarsi solo sui prodotti per la casa e la cura della persona. Gli analisti sono concordi nel dire che una fusione di successo con McCormick rappresenterebbe una delle ristrutturazioni più significative del portafoglio di Unilever degli ultimi decenni. 

Per l'industria alimentare globale, una potenziale fusione tra Unilever e McCormick creerebbe un colosso che spazierebbe tra condimenti, spezie, salse e prodotti alimentari di base, unendo marchi storici con una profonda fedeltà da parte dei consumatori. Tale consolidamento potrebbe intensificare la concorrenza, costringendo i rivali a ripensare i prezzi, i piani di innovazione e le strategie di espansione geografica. 

D'altra parte, il nuovo amministratore delegato di Unilever, Fernando Fernández, non ha escluso la possibilità di cedere l'intera divisione alimentare dell'azienda anglo-olandese quando gli è stato chiesto delle sue intenzioni a dicembre 2025. L'azienda sta procedendo alla vendita di marchi alimentari minori per un valore fino a 1 miliardo di dollari, lasciando Hellmann's e Knorr a rappresentare circa il 75% della divisione. 

A sua volta Cahillane ha dichiarato a febbraio di voler riportare Kraft Heinz a una crescita organica, che offrirebbe all'azienda una gamma più ampia di opzioni per rimodellare il proprio portafoglio il prossimo anno. Con i consumatori che si allontanano dai cibi trasformati o optano per i marchi del supermercato, le associazioni di consumatori stanno cercando di riorientare le proprie scelte verso le aziende in più rapida crescita. 


 

Fc - 58513

EFA News - European Food Agency
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