Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Commodities: calo record per le patate in Europa

Inversione di marcia per caffè e cacao tra tensioni ed export frenato

Il mercato europeo delle patate affronta una fase di forte squilibrio, tra surplus produttivo e domanda debole, con un conseguente crollo delle quotazioni. Sul mercato finanziario dell’Eex, a marzo i prezzi medi sono scesi del 30% su base mensile, portandosi a -80% dall’inizio della campagna e a -87% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche sul fisico la pressione è evidente: le patate da trasformazione registrano un -10%, mentre il segmento Fast Food cala del 9%. In alcuni casi si osservano prezzi negativi, fino a -2 €/100 kg per prodotto destinato ai mangimi.

Alla base del ribasso c’è un aumento significativo dell’offerta. La produzione europea nella campagna 2025/26 è cresciuta dell’8%, con incrementi particolarmente marcati nei Paesi Bassi (+24%) e in Belgio (+12%). Il surplus stimato nei principali Paesi produttori Nepg (North-Western European Potato Growers) raggiunge circa 3,3 milioni di tonnellate.

Sul fronte della domanda, pesano la crescente concorrenza di Cina, India ed Egitto e il rafforzamento dell’euro, che riduce la competitività dell’export europeo. Le esportazioni dei Paesi Nepg risultano già in calo del 7% nei primi mesi della campagna.

In questo contesto, i produttori accelerano le vendite per contenere i costi di stoccaggio, alimentando ulteriormente la pressione sui prezzi. Parte dei volumi viene deviata verso mangimi, biogas o, in alcuni casi, distrutta per liberare capacità in vista del nuovo raccolto.Per la campagna 2026/27 è attesa una correzione dell’offerta: Areté stima un calo della produzione europea dell’8%, trainato dalla riduzione delle superfici. Il riequilibrio potrebbe sostenere le quotazioni, ma il recupero si preannuncia graduale, in un mercato ancora caratterizzato da scorte elevate e crescente competizione internazionale.

Il mercato del caffè torna sotto pressione nel breve periodo. Secondo Areté, nell’ultimo mese le quotazioni su Ice hanno registrato un recupero del +13% per l’arabica e del +7% per la robusta, con una riapertura dell’arbitraggio tra le due varietà (+20%).

A sostenere i prezzi è soprattutto la minore disponibilità dal Brasile: i produttori hanno venduto circa il 77% del raccolto 2025/26, contro il 93% dello scorso anno, rallentando i flussi di offerta. La ritenzione a vendere, in attesa di prezzi più elevati, sta contribuendo a irrigidire il mercato fisico.

Segnali di tensione arrivano anche dalla Colombia, dove produzione ed export risultano in calo rispettivamente del 28% e del 14% da inizio campagna, complice l’impatto di El Niño.

Nel frattempo, gli stock certificati di arabica, pur in lieve recupero mensile (+12%), restano inferiori del 31% su base annua, con i volumi brasiliani in forte contrazione (-96% a/a).

Il contesto geopolitico amplifica la volatilità: le tensioni in Medio Oriente stanno aumentando i costi logistici globali, tra noli, carburanti e assicurazioni, con effetti rialzisti sui prezzi.

Nelle ultime settimane, i prezzi della fava di cacao su Ice Europe hanno segnato un rimbalzo del 19%, riportandosi vicino a 2.400 £/t dai minimi di fine febbraio sotto 2.030 £/t. L’aumento è stato principalmente guidato dalla ripartenza degli acquisti da parte dei trader, incentivati dalla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori in Africa occidentale (-30% in Ghana, -57% in Costa d’Avorio), e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire noli, assicurazioni e carburante, comprimendo l’offerta globale e sostenendo i prezzi internazionali.

Tuttavia, il potenziale ribassista legato a un aumento dell’offerta è mitigato dal surplus della campagna 2025/26: secondo Areté, la produzione eccedente dovrebbe attestarsi a circa 246.000 t.

lml - 58715

EFA News - European Food Agency
Simili