Il settore manifatturiero italiano "resiste", almeno a marzo
L'indice S&P Global PMI Italia in salita: ma la guerra mette pressione a catene di fornitura
“Le aziende manifatturiere in Italia hanno subito l'impatto della guerra in Medio Oriente, in particolare nella loro catena di fornitura, poiché i tempi di consegna dei beni si sono allungati al livello maggiore dall'ottobre 2022, con segnalazioni di carenze e sfide di natura logistica". Sta in gran parte in questo commento di Eleanor Dennison, Economist presso S&P Global Market Intelligence, la situazione dell'economia italiana a marzo 2026.
Una situazioine di "pressione" che non salta immediatamente agli occhi, almeno a guardare l'indice S&P Global PMI Settore Manufatturiero in Italia, valore composito della performance manifatturiera derivato dagli indicatori relativi ai nuovi ordini, alla produzione, all'occupazione, ai tempi di consegna dei fornitori e alle scorte di acquisti. Ebbene l'indice manifatturiero Italia (che comprende anche settori come alimentari e bevande) a marzo, è risultato "in leggera salita" e ha raggiunto 51.3 punti rispetto 50.6 di febbraio.
Segno di vitalità, dunque, visto che il dato, malgrado abbia segnato solo un miglioramento moderato delle condizioni operative, è stato il più alto in oltre tre anni (precisamente il più alto da 37 mesi). A marzo, conferma il report di S&P global, "malgrado l’elevata incertezza e le forti pressioni sui costi causati dalla guerra in Medio Oriente, il settore manifatturiero italiano è riuscito a mantenere una crescita": le aziende manifatturiere italiane hanno incrementato per il secondo mese consecutivo i loro livelli produttivi.
Detto ciò, prosegue il report sul manifattueirero italiano, "a marzo sia l’espansione della produzione che dei nuovi ordini si sono attenuate". Come protezione da ulteriori incrementi di prezzo, e nel tentativo di creare giacenze a causa dei problemi che sta affrontato la catena di distribuzione, per la prima volta in oltre tre anni sono aumentati gli acquisti e, di conseguenza, le scorte. Per quanto riguarda i prezzi, sia l’inflazione dei costi che quella dei prezzi di vendita sono cresciuti al tasso più rapido in oltre tre anni.
Tre dei cinque indicatori hanno riportato tendenze al rialzo, con quella maggiore riportata dai tempi medi di consegna. Tale crescita è stata causata dalla guerra in Medio Oriente e, in misura minore, dalla pressione collegabile ad una maggiore domanda di beni.
L’indagine di marzo ha mostrato un "aumento altrettanto lieve" dei nuovi ordini ricevuti. "La domanda di beni manifatturieri - spiega il report - è stata conseguente ai tentativi di acquisti da parte dei clienti per far fronte alla speculazione inflazionistica dei prezzi, anche se alcune aziende hanno riportato una domanda più bassa a causa dell’incertezza dei clienti". Le vendite estere sono cresciute per la prima volta in quattro mesi ma solo marginalmente.
Ancora. "Nel mese di marzo, prosegue il report - in contrasto con la recente tendenza al ribasso durata oltre tre anni e mezzo, i livelli di acquisto delle aziende manifatturiere sono aumentati: allo stesso tempo, per la prima volta in otto mesi, c'è stato un leggero aumento delle scorte delle materie prime e dei semi lavorati, poiché alcune aziende hanno cercato di incrementare le scorte in preparazione per possibili blocchi nella catena di fornitura".
Come spiega l'esperta Dennison, "i dati sui prezzi hanno mostrato una forte espansione delle pressioni sui costi: le aziende hanno riportato, infatti, di aver sostenuto maggiori costi per materie prime, trasporti ed energia. Il tasso di inflazione dei costi è cresciuto al livello più alto degli ultimi tre anni e mezzo, innescando un forte aumento dei prezzi medi di vendita".
"In vista di ulteriori interruzioni nella catena di fornitura e aumenti dei prezzi - prosegue Dennison - per la prima volta in oltre tre anni, le aziende manifatturiere hanno acquistato beni supplementari, segnalando quindi il primo aumento delle scorte in otto mesi. Sebbene una maggiore incertezza sia stata segnalata da un rapido calo dei livelli di fiducia, i volumi di produzione e gli ordini ricevuti sono aumentati per il secondo mese consecutivo, seppur a tassi più lievi e solo marginali. Un fattore positivo arriva dalla maggiore assunzione del personale da parte delle aziende".
EFA News - European Food Agency