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CLARA MOSCHINI

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Lombardia: export vitivinicolo da record nel 2025

Numeri in controtendenza rispetto al dato nazionale. Produzione in crescita a due cifre

Non solo vino, ma anche territori, cucina, accoglienza e turismo. È con questa visione che la Lombardia si prepara a tornare protagonista a Vinitaly 2026, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, portando un Padiglione che amplia lo sguardo oltre il prodotto per raccontare un sistema sempre più integrato e competitivo.

“Vinitaly è per la Lombardia una vetrina strategica", ha dichiarato il presidente della Regione Attilio Fontana, "perché ci consente di presentare al mondo non solo l’eccellenza dei nostri vini, ma anche la qualità complessiva dei territori che li producono. La visibilità generata dalle Olimpiadi ha portato nuovi visitatori e nuove opportunità. Ora dobbiamo consolidare questa spinta e trasformarla in sviluppo duraturo per le imprese e per l’intera filiera del Made in Lombardy”.

Il comparto vitivinicolo lombardo si presenta a Vinitaly con indicatori in crescita e una struttura produttiva sempre più solida. Nel 2025 l’export ha, infatti, raggiunto il record storico di 331,5 milioni di euro, in crescita del 7,1% sul 2024 e in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale (-3,7%) e in tutte le principali regioni esportatrici.

Non solo. La vendemmia 2025, che si è chiusa con una produzione di oltre 143 milioni di bottiglie potenziali, in crescita del 16,3% rispetto al 2024, ha visto ulteriormente rafforzarsi la vocazione alla qualità della produzione regionale.

“Il comparto vitivinicolo lombardo dimostra una forza e una capacità di crescita tutt’altro che scontate. Il record dell’export a oltre 331 milioni di euro, in controtendenza rispetto ad altre realtà è il risultato di un lavoro strutturato sulla qualità, sull’organizzazione della filiera e sulla capacità di sfidare i mercati internazionali", ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi. "E la qualità, in Lombardia, non è uno slogan: è un dato concreto. Oltre il 90,5% delle bottiglie prodotte rientra nelle Denominazioni, a fronte di una media nazionale che si ferma al 74%. Da qui dobbiamo continuare a muoverci: non inseguire modelli che non ci appartengono, ma rafforzare ciò che già ci distingue. Il vino oggi è esperienza, turismo, cultura. Se continuiamo su questa linea di qualità, posizionamento e visione integrata con il sistema di accoglienza, i risultati che oggi registriamo non resteranno un traguardo, ma diventeranno la base per una crescita ancora più solida”.

Sul fronte degli investimenti, la misura Ocm sta sostenendo l’innovazione e la competitività del comparto, perché il vino lombardo continui a rafforzare la propria presenza sui mercati. Nella campagna 2025-2026 lo ha fatto con un sostegno pari a 3,7 milioni di euro, che ha attivato oltre 9,3 milioni di euro di investimenti complessivi.

A trainare questa dinamica positiva è anche l’enoturismo, che nel triennio 2022–2024 ha registrato una crescita media annua del 16% dei visitatori, posizionando la Lombardia tra le aree più dinamiche del panorama italiano.

“I numeri confermano la solidità e il potenziale di crescita del comparto vitivinicolo lombardo", ha dichiarato il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio. "L’aumento dell’export, la crescita dell’occupazione, con gli addetti in aumento dell’8,2% negli ultimi dieci anni, ma anche il dinamismo dell’enoturismo dimostrano come il vino sia oggi una leva economica strategica per il territorio. La sfida è continuare a investire in qualità, innovazione e promozione, rafforzando il posizionamento della Lombardia sui mercati internazionali, sostenendo le quasi 3mila imprese vitivinicole lombarde che oggi garantiscono lavoro stabile a circa 6500 addetti, a cui si aggiungono migliaia di lavoratori stagionali”.

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EFA News - European Food Agency
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