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Kitkat, il caso delle barrette rubate

Nestlé smentisce il ritrovamento del tir con le 12 tonnellate di confezioni e i social impazziscono: furto o marketing?

Ci siamo cascati anche noi. D'altronde quando il marketing colpisce non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno ai consumatori che ci erano rimasti malissimo dopo la notizia del furto del camion carico di KitKat: un furto da 12 tonnellate di prodotto, pari a oltre 413.793 barrette sottratte, che ha messo in forse la presenza massiccia del marchio sugli scaffali europei per queste festività di Pasqua.

Successivamente è arrivato il sole che ha squarciato le nubi: il camion è stato ritrovato, come abbiamo scritto anche noi (leggi notizia EFA News), e come hanno scritto numerose e autorevoli testate. Ma non era vero. A dirlo è la stessa Nestlè che, in uno scarno comunicato informa: "smentiamo la notizia relativa al ritrovamento del carico dei KitKat. Nel frattempo, continuiamo a collaborare con la polizia e tutti i nostri partner per rintracciare i KitKat scomparsi". 

Il tir era partito nei giorni scorsi dallo stabilimento Nestlé di San Sisto, a Perugia, per trasportare ben 413.793 unità della sua nuova gamma di KitKat Formula 1 in tutta Europa, La spedizione che avrebbe dovuto percorrere 1.250-1.350 chilometri per raggiungere la Polonia, non è mai arrivata a destinazione. Così pare. 

I social hanno generato un tam tam che, alla fine, si sta rilevando positivo per il nome del marchio. Nel post su Instagram la società conferma "che 12 tonnellate di prodotti KitKat sono stati rubati mentre erano in transito tra il nostro stabilimento nel Centro Italia e la Polonia. Stiamo collaborando strettamente con le autorità locali e i partner della catena di fornitura per supportare le indagini. La buona notizia è che non ci sono ripercussioni sulla sicurezza dei consumatori e la disponibilità dei prodotti non sarà compromessa”.

In un post, l'azienda rincara la dose.  “Aiutateci a trovarli - scrive - Usate il localizzatore di KitKat rubati”. E ancora: "grazie per l’interesse riguardo ai KitKat scomparsi - scrive la società - Ci teniamo a specificare che questa non è una trovata pubblicitaria o un pesce d’aprile. Qualcuno ha davvero rubato 12 tonnellate di barrette e noi vogliamo sapere dove sono finite. Per questo abbiamo creato ‘Stolen KitKat Tracker’ che permette di verificare se il vostro KitKat fa parte del lotto scomparso”.

E sì, perché questa vicenda assume vieppiù sia i toni del giallo che queli del rosa. Il furto c'è, ma non si vede, il recupero non c'è e si vede: un baillamme talmente forte che la multinazionale da un lato si scusa dall'altro sembra cogliere l'occasione per fare un po' di marketing gratis. 

Cliccando, infatti, sul link riportato sui profili social di KitKat è possibile entrare nell’area dedicata “Stolen KitKat Tracker”. Dove si apre una schermata che guida il consumatore in due passaggi: il primo invita a identificare il numero di lotto a 8 cifre presente sul retro di ogni confezione KitKat. Il secondo, chiede di digitare il codice e di premere invio. Perché? Perché così si può verificare se il prodotto finito nelle mani del consumatore appartiene al lotto scomparso.

Messa giù così sembra una geniale trovata più di marketing che investigativo. Perché il primo post di KitKat sul furto ha generato 136 milioni di clic solo su X, il sito dove il caso è diventato ben presto virale. Visto che la stessa Nestlé aveva scherzato sul fatto, approfittando del claim "have a break, have a KitKat" da loro inventato - ma che sembra essere stato preso alla lettera (un po' troppo, alla lettera) dai ladri - ecco che diverse aziende hanno colto l'occasione per fare dell'ironia e assicurarsi una bella massa di clic sui social. 

Domino's Pizza, in Gran Bretagna ha annunciato per scherzo il lancio della nuova pizza con il KitKat, mentre McDonald's Francia, sul profilo X, ha condiviso un'immagine col suo gelato McFlurry guarnito con praline di KitKat scrivendo che in questo caso, a loro era avanzata qulache barretta da riutilizzare...

Insomma, sono in tanti quelli che hanno approfittato dell'occasione per riprende la cosa e amplificarla, a loro vantaggio e a vantaggio del brand KitKat. Tra l'altro, le barrette KitKat Formula 1 rapinate costituivano l'edizione limitata dedicata alla sponsorizzazione lanciata sul mercato nel gennaio scorso (leggi notizia EFA News) ed erano destinate a essere esportate in 30 Paesi di tutto il mondo.  

Insomma, il furto è diventato un successo di marketing. Rimangono molti dubbi: come fa nel 2026, con tutti gli antifurti a geolocalizzazione satellitare, a scomparire un autotreno? E come si piazza una tale merce sul mercato? I ladri hanno organizzato una catena di ricettatori di barrette? Sperando che il tutto non sia stata davvero una trovata pubblicitaria...

Fc - 58919

EFA News - European Food Agency
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