Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Il vino allunga la vita?

Secondo uno studio chi beve vino (soprattutto rosso) ha meno rischi di morte prematura rispetto a chi beve birra o superalcolici

La scelta della bevanda è importante? Sì, fa la differenza. Lo sostiene una nuova ricerca condotta su oltre 340.000 adulti britannici e presentata alla sessione scientifica annuale dell'American College of Cardiology a New Orleans. Lo studio, citato dal magazine specializzato Wine Spectator, ha rilevato che chi beve vino con moderazione ha un rischio inferiore di morte prematura rispetto a chi consuma la stessa quantità di alcol da birra, sidro o superalcolici. I bevitori di vino hanno anche un rischio inferiore rispetto a chi non beve mai o beve solo occasionalmente: addirittura, i bevitori di vino rosso sembrano essere i più avvantaggiati. 

"Abbiamo seguito un gruppo di persone per circa 13 anni e abbiamo scoperto che coloro che consumavano vino in quantità da leggere a moderate avevano un rischio di morte inferiore rispetto a chi non beveva mai vino o lo beveva solo occasionalmente", ha dichiarato Zhangling Chen, autrice senior dello studio e docente presso il Secondo Ospedale Xiangya della Central South University, in Cina. 

L'analisi ha mostrato che le persone che, in media, bevevano fino a 10 (per le donne) o 20 (per gli uomini) bicchieri di vino da 150 ml a settimana avevano l'8% di probabilità in meno di morire per qualsiasi causa e fino al 21% di probabilità in meno di morire per cause cardiovascolari, rispetto ai non bevitori o ai bevitori occasionali. 

Al contrario, sempre secondo la ricerca, le persone che consumavano la stessa quantità media settimanale di alcol attraverso birra, sidro o superalcolici avevano il 9% di probabilità in più di morire prematuramente per malattie cardiovascolari e mostravano anche un rischio maggiore di morire per cause non cardiache (in particolare cancro). 

"Personalmente, ciò che mi ha sorpreso è stato constatare come anche quantità moderate di alcol, provenienti da diverse bevande, possano avere associazioni variabili con gli esiti sulla salute - ha affermato Chen - Questo dimostra che il tipo di bevanda alcolica, la quantità consumata e il contesto in cui viene consumata, ad esempio durante i pasti, possono fare la differenza". 

Alcuni studi precedenti suggerivano che il vino fosse un'opzione più salutare rispetto ad altri alcolici: tuttavia, negli ultimi anni, tali studi sono stati confutati da parecchi esperti di salute, i quali sostengono che tutto l'alcol sia dannoso. Questo studio, invece, suggerisce che la questione non sia così semplice. 

Il team di Chen ha utilizzato i dati dello studio Biobank del Regno Unito, che dal 2006 ha monitorato le informazioni sanitarie di quasi 500.000 adulti in Inghilterra, Scozia e Galles. Dopo aver escluso i soggetti con malattie croniche e altre problematiche, inclusi coloro che avevano smesso di bere per motivi di salute, i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti tra il 2006 e il 2022 da 340.924 persone, circa il 51% delle quali donne, con un'età media di 46 anni. 

L'ampio campione e il lungo periodo di monitoraggio (in media 13,4 anni) rappresentano punti di forza dello studio: le persone che superavano la dose media settimanale di alcol considerata "moderata" presentavano il rischio più elevato di morte prematura, indipendentemente dal tipo di bevanda consumata. Questi soggetti con "elevato consumo" erano donne che consumavano più di 140 grammi di alcol puro a settimana e uomini che ne consumavano più di 280 grammi. Ciò corrisponde a più di 10 drink di dimensioni standard a settimana per le donne e più di 20 per gli uomini. 

Nell'arco di 13 anni, i bevitori occasionali o coloro che non bevevano mai avevano il 24% di probabilità in più di morire per qualsiasi causa, il 14% di probabilità in più di morire per malattie cardiache e il 36% di probabilità in più di morire di cancro. 

Quali benefici, dunque, apporta un bicchiere di vino? Chen ritiene che ci siano diverse ragioni plausibili per cui i bevitori di vino abbiano mostrato un minor rischio di mortalità. Innanzitutto, il vino ha nutrienti diversi rispetto a birra, sidro o superalcolici. "Il vino contiene composti come i polifenoli che possono avere effetti benefici sulla salute del cuore - spiega la ricercatrice - Altri composti bioattivi e antiossidanti presenti nel vino possono combattere l'infiammazione, abbassare il colesterolo cattivo, migliorare la funzione vascolare e proteggere dalle malattie cardiache attraverso altri meccanismi". 

Un'altra possibile ragione risiederebbe nel fatto che "le persone che bevono vino in quantità da leggere a moderate tendono ad avere stili di vita complessivamente più sani - osserva Chen - Ad esempio, possono mangiare più frutta e verdura, fare più esercizio fisico o fumare di meno, e anche queste abitudini possono contribuire a un minor rischio". 

Alcune abitudini, come bere durante i pasti, vengono considerate "salutari": bere a stomaco vuoto, invece, soprattutto prima dei pasti, è associato a un rischio di mortalità più elevato, indipendentemente dal tipo di bevanda assunto. "Questo - conclude Chen - potrebbe essere correlato a un assorbimento più rapido dell'etanolo, che può portare a concentrazioni di alcol nel sangue più elevate in un periodo di tempo più breve e potenzialmente aumentare gli effetti tossici dell'alcol". 
Fc - 59036

EFA News - European Food Agency
Simili