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Vinitaly/4. La strada del vino passa da nuove rotte commerciali

Nelle dichiarazioni inaugurali tanti accenni alla drammatica situaizone geopolitica mondiale

“Dal palco del Vinitaly rilancio un appello alla pace, nel solco delle parole di Papa Leone XIV e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: i conflitti minano le relazioni, colpiscono l’economia e alimentano nuove povertà. La guerra non offre soluzioni". Lo ha detto il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in apertura dell'edizione 2026 del Vinitaly a Veronafiere. "Ne ho parlato in questi giorni anche con lo speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson - aggiunge Fontana - Vinitaly è luogo di incontri, di relazioni. Le relazioni creano diplomazia e la diplomazia crea la pace. Tutti dobbiamo lavorare per questo". 

Matteo Zoppas, presidente ITA-Italian Trade Agency

“Vinitaly - spiega Matteo Zoppas, presidente ITA-Italian trade agency - si conferma la fiera di riferimento globale dove si definiscono i trend di settore. L’impegno di ICE per questa edizione è straordinario: insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 70 Paesi. Cruciale per il settore resta il consolidamento in USA superando le criticità del momento. Segnale che bisogna accelerare la vicinanza al settore del vino e degli spirits. Nonostante ciò, l’Italia mantiene saldamente la sua posizione. Quest'anno Vinitaly USA si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza".

"L’altra leva su cui puntare sono le nuove rotte commerciali - prosegue Zoppas - Sfruttando gli accordi strategici siglati con India e Australia, e monitorando la ripresa in Canada, abbiamo programmato per il 2026 ben 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani alla Cina. Il nostro obiettivo è trasformare il prestigio del marchio Italia in opportunità commerciali concrete, garantendo che ogni calice di vino servito nel mondo sia l'ambasciatore del nostro sistema produttivo e culturale”.

Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini

“Che la situazione sia complicata non è un mistero, considerando i molti fattori anche esterni - sottolinea Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv Unione italiana vini - Però serve vedere le cose nella loro complessità: il vino italiano nel mondo guarda tutti dall’alto e questo va ricordato. Come Uiv siamo convinti che si debba tenere il punto e rilanciare, farci trovare pronti sui mercati e ricordare che, nonostante un 2025 non fortunato, il vino con +7,2 miliardi di attivo si conferma al secondo posto nella bilancia commerciale del made in Italy. La ‘sveglia’ delle tensioni commerciali impone di fare ordine in casa e allargare l’orizzonte commerciale. Il momento è quindi propizio per un salto di qualità: più managerialità, maggiore ascolto dei mercati e analisi della domanda. L’obiettivo per Uiv è duplice: essere più presenti e conoscere i clienti, produrre vini contemporanei in linea con la domanda. Serve più che mai una responsabilità collettiva, con scelte nette e chiare lungo tutta la filiera”.

Giacomo Ponti, presidente Federvini

“Il mondo del vino è vocato all’esportazione dice Giacomo Ponti, presidente Federvini - dobbiamo difendere strenuamente il mercato Usa e i dazi, ancora in vigore non hanno aiutato. I dati export parlano da soli, ma dobbiamo però essere consci del nostro valore, e dobbiamo intercettare soprattutto i consumi dei giovani, anche con una comunicazione più snella”.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

“Vinitaly - commenta il ministro delle Imprese e made in Italy Adolfo Urso - è vetrina della forza, della resilienza e della competitività del nostro Made in Italy, di cui il vino è uno dei prodotti di maggiore visibilità che, nel suo realizzarsi, coniuga l’identità del territorio, la sua cultura e la sua civiltà con il sistema produttivo, le capacità di innovazione e la presenza nei mercati internazionali. La voglia di fare, di rilanciarsi e di scommettersi sui mercati globali, che abbiamo già percepito nelle precedenti edizioni di Vinitaly, ci dà conforto sul fatto che possiamo resistere nei mercati tradizionali e, nel contempo, aprire nuove vie e nuovi mercati, particolarmente predisposti al vino italiano e al Made in Italy”.

Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

“A dicembre abbiamo raggiunto un grande risultato: la Cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco al termine di un percorso avviato proprio a Vinitaly tre anni fa - sottolinea il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida - Un riconoscimento che tutela non solo l’arte di cucinare le eccellenze dei territori, ma anche i valori della convivialità e dello stare insieme. La cucina italiana non sarebbe ciò che è senza il vino, con cui ha un legame inscindibile ed è al centro della nostra tavola. A Vinitaly celebriamo questa centralità con uno spazio espositivo e installazioni che raccontano l’identità del vino e dei nostri vitigni. Il dialogo tra vino e arte si rafforza grazie al Ministero della Cultura, con sei statue sul mito di Bacco provenienti dagli Uffizi e da Palazzo Pitti. Come ministro dell’Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza”.

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