Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Intesa Sanpaolo/2. Agroalimentare: Lazio e Abruzzo in crescita

Crisi Hormuz incombente ma export di entrambe le regioni si espande

L’evoluzione dell’economia italiana nell’anno in corso varierà in funzione dei tempi e dell’estensione del conflitto in Iran, nonché dei danni alle infrastrutture energetiche. Al momento, il nostro scenario centrale assume la chiusura dello stretto di Hormuz fino a metà maggio, seguita da una graduale normalizzazione dei flussi di produzione e trasporto di petrolio e gas nella seconda parte del 2026, con un progressivo rientro dei prezzi energetici. In questo scenario nel 2026 le previsioni di crescita del Pil si attestano a +0,8% per l’Eurozona e +0,4% per l’Italia. L’atteso ridimensionamento del reddito reale delle famiglie si tradurrà in un minor vigore dei consumi, sia pur limitato da una temporanea riduzione del tasso di risparmio. Anche gli investimenti saranno condizionati dal nuovo contesto; pur se in crescita, saranno spinti dall’iper-ammortamento ma frenati da incertezza, peggioramento delle condizioni della domanda, parziale restrizione delle condizioni finanziarie.

Gli effetti del conflitto su settori e filiere produttive varieranno in funzione della presenza di attività di export nei Paesi del Medio Oriente, dell’intensità energetica settoriale, delle tensioni lungo le catene di approvvigionamento e dell’evoluzione delle condizioni di domanda settoriale. Secondo gli ultimi dati del Research Department di Intesa Sanpaolo, diffusi in occasione della recente tappa romana di "Imprese Vincenti" (leggi notizia EFA News), l’esposizione commerciale verso i mercati coinvolti nel conflitto è mediamente bassa in Abruzzo, dove il peso dell’export verso queste destinazioni commerciali è pari all’1,5%, un dato inferiore alla media italiana (3,4%). 

Alcuni settori di specializzazione del territorio sono però relativamente più esposti, in particolare il mobilio, che esporta in questi mercati l’8,6% del totale (12 milioni di euro), e la meccanica, con il 3,6% (33 milioni). Il Lazio risulta relativamente più esposto, con una quota sul totale del 3,4%, in linea con la media nazionale. Il settore che esporta di più nei mercati coinvolti dal conflitto del Golfo è l’aerospazio (372 milioni di euro, per una quota sul totale del 26,7%), seguito da sistema moda (238 milioni, 19,6% del totale), meccanica (184 milioni, 14,7%), prodotti in metallo (91 milioni, 13%) ed elettronica (70 milioni, (5,6%).Oltre al conflitto, le imprese devono gestire la nuova politica commerciale americana.

L’economia abruzzese potrà far leva sulla buona vocazione all’internazionalizzazione: la propensione all’export è del 25,7%, abbastanza vicina alla media nazionale del 31,8%. La buona competitività di questi territori è confermata dai risultati ottenuti nel 2025: in un contesto altamente complesso e incerto, le esportazioni hanno registrato un aumento del +6,9% a prezzi correnti, al netto del settore automotive, la crescita sarebbe stata ancora più marcata (+11,7%). A livello settoriale, nonostante le difficoltà sui mercati esteri di automotive (-4,4%) e sistema moda (-14,5%), emergono gli ottimi risultati conseguiti dalla farmaceutica (+56,5%) e dalla meccanica (+24%), in crescita anche il settore agro-alimentare (+2%).

Le esportazioni abruzzesi sono cresciute molto in alcuni tradizionali sbocchi commerciali come Stati Uniti (+46%), Francia (+14%) e Polonia (+15,5%), ma sono in incremento anche i flussi verso nuovi mercati come Uzbekistan (+38 milioni di euro nel 2025), Uruguay (+30 milioni) e Marocco (+20 milioni).

Anche il Lazio nel 2025 ha registrato un aumento delle esportazioni (+9,6% a prezzi correnti). In crescita soprattutto farmaceutica (+18%), agroalimentare (+4,1%), aerospazio (+3,1%) e metallurgia (+18,3%). Dal punto di vista dei mercati si è registrato un balzo di vendite negli Stati Uniti (+54,2%), divenuto il primo mercato grazie a farmaceutica e aerospazio, ma risultati positivi si sono registrati anche verso Belgio (+8,3%), Germania (+13%) e Francia (+29%).

Inoltre risultano in aumento le esportazioni verso alcuni sbocchi commerciali emergenti come Kuwait (+294 milioni, grazie all’aerospazio), Cipro (+114 milioni), Taiwan e Arabia Saudita (entrambe +35 milioni). In prospettiva sarà sempre più una priorità la diversificazione dei mercati di sbocco e di approvvigionamento. Dovrà poi rimanere alto l’impegno delle imprese verso i temi della tecnologia, dell’efficientamento e della sostenibilità ambientale. Dalla survey condotta dal Research Department sul personale che intrattiene relazioni con la clientela imprese emergono attese di un’accelerazione nel 2026 degli investimenti in intelligenza artificiale (IA), in cybersecurity e in impianti di autoproduzione di energia.

lml - 59292

EFA News - European Food Agency
Collegate
Simili