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Droni e robotica per l'agricoltura del futuro

Tecnologie e innovazioni al centro degli eventi di Macfrut/Gallery

Giornata di chiusura di Macfrut, ieri, ricca di focus, incontri e workshop al Rimini Expo Centre con l’attenzione rivolta alle opportunità di sviluppo di mango e avocado nel Sud d’Italia, la filiera del pomodoro, l’utilizzo della robotica e dei droni in campo. 

Mango e Avocado, un’opportunità per il Sud Italia

Il Sud Italia con le proprie produzioni ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo sempre più strategico nel mercato di mango e avocado. A delineare lo scenario attuale e le prospettive future dei due frutti esotici nel Belpaese è stato il seminario organizzato da Omnibus Comunicazione e moderato dal suo direttore, Antonio Felice, all'interno di “Mango and Avocado Explosion”, focus di tre giorni che ha approfondito i temi legati ai due prodotti tropicali, che negli ultimi anni hanno registrato veri e propri boom nei consumi e negli investimenti da parte delle imprese.

Pietro Mauro, direttore di Fruitimprese, ha analizzato il mercato dei due frutti. Per quanto riguarda il mango l'Italia è il settimo importatore europeo con un aumento a volume del 412% dal 2011 al 2025 (+80% negli ultimi cinque anni) e del 556% a valore (+67% nel periodo 2020-25). Per l'avocado lo Stivale è il quinto Paese in Europa per volumi importati segnando un +367% a volume negli ultimi 15 anni (+142% tra 2020 e 2025) e ben +700% a valore nello stesso periodo (+144% tra 2020 e 2025).

Una parte del prodotto importato dall'Italia viene a sua volta esportata: l'8% dei volumi del mango acquistato dall'estero (a valore è il 14% dell'import del prodotto) e il 6% delle quantità dell'avocado arrivato da fuori dei confini nazionali (a valore è il 6% dell'import del frutto).

Per quanto riguarda i consumi sia il mango che l'avocado hanno registrato crescite significative: tra il 2024 e il 2025 gli acquisti di mango sono cresciuti del 67% a volume e del 60% a valore con prezzi in calo del 4%. Per l'avocado nel raffronto tra 2024 e 2025 l'aumento è del 39% a volume e del 40% a valore con un prezzo stabile (+1%).

Paolo Inglese del Dipartimento di Scienze Agrarie, Agroalimentari e Forestali dell'Università di Palermo ha spiegato il fenomeno, in corso, dei prodotti tropicali nel Sud (e in particolare in Sicilia) con riferimento soprattutto a avocado e mango. Per il docente universitario i cambiamenti climatici in atto rischiano di portare alcune criticità nella produzione. Tuttavia i due frutti tropicali Made in Italy, se si lavorerà “di sistema”, potranno contare su alta qualità, filiera corta e prezzi sostenuti, contando su una domanda in crescita. 

La Robotica per l’Agricoltura associata alle nuove tecniche legate all’Intelligenza Artificiale

La robotica sta assumendo un ruolo sempre più strategico in agricoltura, supportando gli operatori in molte attività in campo come le semine, il diserbo meccanico, il monitoraggio delle colture e la raccolta. Il tema è stato affrontato in un seminario nella seconda giornata di Macfrut, organizzato dal Politecnico di Torino e dall'Università di Bologna, particolarmente partecipato.

Lorenzo Marconi, del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione dell'Università di Bologna si è soffermato sul ruolo dell’intelligenza artificiale per la meccanizzazione agricola portando l'esperienza di FieldRobotics, spin-off dell’ateneo felsineo, impegnato nello sviluppo di rover elettrici autonomi per l’agricoltura di precisione. Le macchine “intelligenti” di ultima generazione sono sempre più in grado di operare in autonomia. Marconi ha spiegato come l'intelligenza artificiale sia fondamentale nello svolgere attività ripetitive ma variabili, nell'interpretare dati (digital twin). Ma allo stesso tempo l'AI non deve essere una soluzione “brutale” (“brutal force”): serve controllarla e integrarla con modelli fisici.

Umberto Albertin, ricercatore del Centro Interdipartimentale PIC4SeR sulla Robotica di Servizio del Politecnico di Torino, ha illustrato l'evoluzione della ricerca dell'ateneo piemontese sul campo, dalla navigazione senza l'utilizzo di Gps ma con algoritmi basati su sistemi di visione avanzati che geolocalizzano le aree di interesse prevedendo la produzione o individuando problematiche in campo in tempo reale. In merito alla raccolta autonoma dei frutti e delle colture lo studioso ha portato alcuni esempi della ricerca riguardo sistemi avanzati di visione delle produzioni basati sull'AI, così come sul monitoraggio dello stato di salute delle colture attraverso sistemi di visione multi iperspettrali, sul diserbo autonomo senza l'uso di prodotti chimici e la potatura autonoma.

Angelo Benedetti, presidente di Unitec, ha infine portato l'esperienza dell'azienda romagnola nel settore delle tecnologie con soluzioni innovative implementate attraverso l'intelligenza artificiale in un percorso che parte dalla raccolta, fino alla classificazione, la visione della qualità interna ed esterna del prodotto ortofrutticolo, alla pallettizzazione, all'automazione e alla robotica. Processi che aiutano le centrali ortofrutticole a migliorare l'efficienza nella lavorazione dei prodotti e ad ottenere un miglioramento qualitativo dei frutti costante nel tempo.

Droni per un’agricoltura di precisione

I droni in agricoltura rappresentano il futuro per l'agricoltura di precisione e digitale, anche se sono già il presente. Il tema, complesso ma di stretta attualità, è stato affrontato in un affollatissimo e seguitissimo seminario tecnico organizzato dal Servizio fitosanitario regionale dell'Emilia Romagna nella seconda giornata di Macfrut negli spazi dell'Innovation Arena, con il coordinamento di Stefano Boncompagni, del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Danilo Demarchi del Politecnico di Torino.

Patrizia Zamberletti di Hiphen-Plant ha parlato delle applicazioni reali dei droni nell'agricoltura di precisione, come si posizionano rispetto agli altri sistemi di acquisizione dati e informazioni, spiegando come il loro corretto impiego possa creare più oggettività, scalabilità, ripetibilità e tempestività nelle decisioni delle aziende. Il loro utilizzo, per esempio, può aiutare nella selezione in vivaio, nella valutazione dell'efficacia dei trattamenti per varietà, nella gestione di frutteti.

Paolo Marras di Aermatica si è soffermato sulle applicazioni dei droni nell'agricoltura 4.0 e sugli aspetti normativi che regolano l'utilizzo di questi velivoli. Marras ha spiegato il ruolo strategico che alcune tipologie di droni hanno nella distribuzione puntuale e precisa di liquidi e granulati a spaglio e che consentono di volare di notte e di evitare ostacoli grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. L'esperto ha ricordato anche la normativa che regola l'impiego dei droni, che sono considerati nella categoria degli aeromobili.

Fabio Mantovani dell'Università di Ferrara ha approfondito il tema portando alcuni esempi di sperimentazioni sul campo con la realizzazione di un velivolo compatto in grado di acquisire per ore simultaneamente dati in modo sincronizzato e controllato da remoto. Mantovani ha illustrato alcuni casi pratici di impiego tra cui il progetto Perbacco per la prevenzione della flavescenza dorata.

Paolo Gay, dell'Università di Torino e Filippo Ferro del Sistema Fitosanitario regionale dell'Emilia Romagna si sono concentrati sull'uso dei droni nella distribuzione di prodotti fitosanitari, portano alcuni risultati di sperimentazioni triennali, relative opportunità e aspetti regolatori. Gay ha ricordato lo scenario presente e futuro dei trattamenti fitosanitari con droni, spiegando il percorso normativo, dalla sperimentazione autorizzata dal ministero della Salute nel 2025, ai trattamenti in campo con i relativi passaggi burocratici e istituzionali. Sono inoltre state illustrate le sperimentazioni effettuate dall'Università di Torino sull'uva da vino, paragonando i risultati ottenuti con i droni e con trattamenti tradizionali. Ferro si è soffermato sulle sperimentazioni effettuate in diverse regioni per alcune colture tra cui vite, cipolla, pomodoro e riso.

La chiusura del workshop è stata affidata a Bruno Caio Faraglia, direttore del servizio fitosanitario centrale del Ministero dell'Agricoltura che ha effettuato una panoramica aggiornata sul quadro normativo di riferimento, tra cui il decimo Pacchetto Omnibus con riferimento specifico ai droni.

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