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CLARA MOSCHINI

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Electrolux, un 1° trim negativo fa paura ai siti italiani

Ricavi -9%, utile crollato del 56% e anche la "riorganizzazione" con Midea con rischio esuberi

Non servono né gli ultimi dati di bilancio né tantomeno l'accordo raggiunto dopo anni con l'ex rivale cinese Midea (leggi notizia EFA News) per placare le preoccupazioni in Electrolux Italia. Anzi, i timori dei sindacati crescono per il futuro degli stabilimenti Electrolux di Porcia (Pordenone) e Susegana (Treviso), proprio alla luce del peggioramento dei conti del gruppo e delle recenti scelte strategiche annunciate a livello globale. 

Partiamo dai numeri del primo trimestre 2026 divulgati pochi giorni fa. Il fatturato netto è stato pari a 29.543 milioni di corone svedesi (pari a oltre 2,721 miliardi di euro), con un calo del 9% rispetto a oltre 3 miliardi di euro del 1° trimestre 2025, e un calo dello 0,5% come vendite organiche. La crescita organica delle vendite è stata del +3,6% in Europa, Medio Oriente e Africa e Asia Pacifico (EMEA APAC) e dell'8% in America Latina, trainata principalmente da maggiori volumi. Il Nord America, invece, ha registrato un crollo delle vendite organiche del -11,6%, "dovuto principalmente a condizioni di mercato più deboli". 

L'utile operativo del primo trimestre 2026 è stato di 198 milioni di corone (pari a oltre 18,2 milioni di euro) corrispondente a un margine dello 0,7% sui ricavi: il dato, però è allarmante in quanto crolla del 56% rispetto a oltre 41,6 milioni di euro del 1° trimestre 2025. Il calo, sottolinea la nota ufficile, "è stato determinato da una perdita operativa in Nord America principalmente a causa dell'aumento dei costi per i dazi statunitensi e di un significativo rallentamento della domanda di mercato". 

Inoltre, "una modifica delle stime contabili per gli accantonamenti per sconti ai clienti, che riflette la volatilità dei prezzi nei mesi precedenti, e un richiamo volontario di un numero limitato di cucine a gas Frigidaire, hanno inciso negativamente sull'utile operativo" per circa 27,6 milioni di euro. Utile operatoivo che si è attestato a -266 milioni di coroine, pari a oltre 24,5 milioni di euro, dato decisamente negativo se raffrontato con +452 milioni di corone (41,6 milioni di euro) registratri nel primo trimestre 2025. 

Ben più che negativo anche il dato sull'utile del periodo, pari a -470 milioni di corone (43,3 milioni di euro) da + 42 milioni di corone di un anno prima (circa 3,9 milioni di euro) e anche l'utile per azione, attestato a -1,74 corone (0,16 euro) dal posivtivo di 0,16 corone del primo trimestrev 2025. Infine, il flusso di cassa operativo al netto degli investimenti è stato di -4.566 milioni di corone (pari a -420,6 milioni di euro) da -3.107 milioni di corone (oltre 286,2 milioni di euro) di un anno prima, dato "influenzato negativamente da una perdita operativa in Nord America e da un aumento stagionale del capitale circolante".

In questo scenario si inserisce l'accelerazione del piano di riorganizzazione del gruppo, con partnership industriali, aumento di capitale da 9 miliardi di corone e una revisione complessiva della struttura produttiva. Tra le decisioni più rilevanti ci sono la chiusura dello stabilimento in Ungheria e la creazione di joint venture con il gruppo cinese Midea in Nord America: soprattutto quest'ulktima "mossa", lungi dal diradare le nebbie, ha fatto avanzare ulteriori foschie. 

Come viene chiaramente detto nel Repoprt relativo al Q1 2026, "oltre alla partnership strategica a lungo termine annunciata separatamente con Midea Group in Nord America, AB Electrolux, cioè Electrolux Group ha annunciato un piano per migliorare l'efficienza in tutta l'organizzazione, compresa un'ottimizzazione mirata della presenza produttiva globale del gruppo per aumentare ulteriormente l'agilità dell'intera organizzazione. Si prevede che questa iniziativa generi un graduale miglioramento dell'efficienza dei costi, raggiungendo circa 1,4 miliardi di SEK nel terzo anno. L'ottimizzazione mirata dovrebbe comportare una riduzione netta di circa 3.000 dipendenti a livello globale nello stesso periodo. A supporto dell'attuazione della strategia di Electrolux Group e dei suoi sforzi per concentrarsi sulle attività rivolte al cliente, le vendite e il marketing locali saranno prioritari per accelerare la crescita redditizia".

Sindacati in allarme

I sindacati parlano di "fase delicata". Esprime "grande preoccupazione - dice Roberto Zaami, segretario generale Uilm Pordenone - Il contesto attuale mette in forte pressione", aggiunge, indicando le ultime mosse del gruppo come "un primo segnale che la situazione è critica". Sulla stessa linea la Fiom Cgil. "Siamo di fronte a annunci sempre più rapidi e ravvicinati - spiega la segretaria generale Simonetta Chiarotto - Quando si parla di ottimizzazione e riorganizzazione significa intervenire sull'assetto produttivo".

E allora ecco che verterà sul bilancio non proprio esaltante e sulle conseguenze a livello 'riorganizzativo', il Coordinamento nazionale delle Rsu e degli organismi sindacali convocato per l'11 maggio dalla direzione delle relazioni industriali di Electrolux Italia a Marghera (Venezia), nella sede di Confindustria Veneto Est. L'unico punto all'Ordine del giorno è, infatti, "il piano di ottimizzazione e revisione organizzativa, in seguito agli annunci del Gruppo Electrolux del 23 aprile 2026", quello che appunto contempla la fanigerata (e temuta) riorganizzazione. "Bisogna capire - dice Chiarotto - che ricadute avrà in Italia e dove finiranno le produzioni oggi in Ungheria, anche in base alle parole del ceo di Electrolux Yannick Fierling, che pochi giorni fa aveva avvertito: 'per gli elettrodomestici futuro a rischio con le regole Ue'.

A sua volta Zaami ribadisce il peso di Electrolux sul territorio veneto, con circa 4.700 addetti diretti, più l'indotto. La preoccupazione riguarda in particolare gli stabilimenti del Nordest. A Porcia, dove lavorano circa 1.300 persone (di cui 630 operai il resto impiegati), il ridimensionamento produttivo è già evidente. Anche Susegana, nel Trevigiano, pur sostenuta da investimenti recenti, non è immune dalle incertezze del contesto.

"È indispensabile capire fino in fondo le strategie e le prospettive future -  sottolinea il segretario generale Uilm Pordenone - Il settore dell'elettrodomestico necessita di politiche industriali: è indispensabile il tavolo di settore»".

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EFA News - European Food Agency
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