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Prezzi/3. Confimprese: rischio frenata consumi

Resca: "Questo significa una compressione reale e immediata del potere d’acquisto"

Secondo Confimprese, l’aumento del 2,5% su base annua del ‘carrello della spesa’ rilevato ad aprile dall’Istat (vedi articolo EFA News) è un segnale che non può essere sottovalutato: a crescere sono i prezzi dei beni essenziali, quelli su cui le famiglie non possono risparmiare.

"Questo significa una compressione reale e immediata del potere d’acquisto – afferma Mario Resca, presidente Confimprese – soprattutto per i nuclei più vulnerabili. Il prolungarsi del conflitto rischia di trasferirsi lungo le diverse filiere, innescando un trend inflazionistico, che rischia di essere superiore o analogo a quello del 2022-2023 e potrebbe compromettere le possibilità di recupero dei consumi e la crescita. Il rischio concreto è quello di un progressivo indebolimento dei consumi, con effetti a catena su tutta la filiera del retail. Le imprese stanno già operando in condizioni di forte pressione sui margini e non possono essere lasciate sole a gestire questa fase. Servono interventi rapidi e mirati per sostenere la domanda interna e restituire fiducia ai consumatori, evitando che l’inflazione sui beni di prima necessità si traduca in un freno strutturale alla crescita", conclude Resca.

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EFA News - European Food Agency
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