Macchine agricole. Federacma: "Decreto 4.0 ancora fermo"
Produttori sollecitano Lollobrigida: emanazione immediata provvedimento e più stanziamenti
A cinque mesi dall’approvazione della misura prevista dalla Legge di Bilancio, il decreto attuativo sul credito d’imposta 4.0 dedicato al settore agricolo non è stato ancora emanato e la filiera della meccanica agricola lancia un nuovo allarme. Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, con in copia i presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera (Mirco Carloni) e Senato (Luca De Carlo), chiedendo l’immediata emanazione del provvedimento e un rafforzamento delle risorse stanziate, attualmente ferme a soli 2,1 milioni di euro.
Secondo Federacma, il ritardo sta producendo effetti sempre più pesanti sull’intera filiera agro-meccanica. Gli investimenti risultano bloccati, gli agricoltori rinviano gli acquisti in attesa di regole certe e nei piazzali dei concessionari si accumulano mezzi invenduti. Una situazione che, dopo mesi di rallentamento delle vendite, rischia ora di trasformarsi in una vera crisi produttiva e occupazionale.
La federazione sottolinea inoltre come la misura Transizione 5.0, pur avendo iniziato a muovere i primi passi, riguardi esclusivamente aziende con reddito d’impresa, una platea estremamente ridotta nel comparto agricolo italiano, lasciando quindi esclusa gran parte delle imprese agricole che attendono invece il credito d’imposta 4.0 dedicato.
“Abbiamo sostenuto fin dall’inizio la scelta del Governo di introdurre uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura", dichiara il presidente di Federacma Andrea Borio. "Ma oggi non possiamo ignorare la realtà: dopo cinque mesi il decreto non è ancora stato emanato e questo sta paralizzando il mercato. I trattori restano fermi nei piazzali, le aziende della filiera iniziano ad andare in sofferenza e il rischio concreto è che si arrivi alla cassa integrazione nel comparto manifatturiero. Paradossalmente", prosegue Borio, "il costo sociale e occupazionale di una crisi della filiera rischia di essere ben superiore alle risorse necessarie per rafforzare questa misura e rimettere in moto investimenti che generano lavoro, innovazione tecnologica e gettito fiscale per lo Stato. Per questo chiediamo non solo l’immediata emanazione del decreto, ma anche un incremento significativo della dotazione finanziaria che sia in linea con quella degli scorsi anni, oggi del tutto insufficiente rispetto alle esigenze reali del settore”.
Federacma richiama inoltre la necessità che tutto il mondo agricolo faccia squadra su una misura ritenuta strategica per la modernizzazione del comparto primario. “Crediamo che su un tema così importante per il futuro dell’agricoltura italiana sia necessario uno sforzo comune da parte di tutta la filiera", conclude Borio. "Innovazione, ricambio tecnologico e strumenti realmente accessibili agli agricoltori rappresentano una priorità per la competitività del settore. Per questo auspichiamo che tutte le organizzazioni del mondo agricolo possano sostenere insieme la necessità di accelerare l’emanazione del decreto e rafforzare le risorse disponibili”.
EFA News - European Food Agency