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CLARA MOSCHINI

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Grano duro, +5% produzione nazionale

Ai Durum days di Foggia le stime per la nuova campagna a 3,8 mln di ton, previsto surplus produttivo globale

Buone prospettive per la campagna 2025-26 del grano duro: la produzione dovrebbe riportare i volumi nazionali intorno alle 3,8 milioni di tonnellate, con un aumento del 5% circa rispetto alle 3,6 milioni di tonnellate della scorsa annata. Le condizioni climatiche, nel complesso, hanno sostenuto lo sviluppo della coltura nei principali areali produttivi, mentre il superamento del deficit idrico che ha penalizzato negli ultimi due anni Puglia e Basilicata rappresenta un segnale rilevante anche in chiave strutturale. È quanto è emerso nel corso dell’edizione 2026 dei Durum Days, l’atteso appuntamento internazionale che ha riunito a Foggia tutti gli attori della filiera grano-pasta, ovvero Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Fedagripesca Confcooperative, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food e Crea, per fare il punto sulla produzione di grano attesa in Italia e nel mondo.

Secondo gli esperti, permangono alcuni fattori di fragilità: dalla progressiva riduzione degli investimenti agronomici per via dei costi, alla diffusione di fitopatie nel Mezzogiorno,- anche in relazione al minore utilizzo di semente certificata, fino alle incertezze sul piano qualitativo, in particolare per quanto riguarda il contenuto proteico. 

L’importanza dell’innovazione

Sempre in ottica di redditività, la filiera guarda con grande fiducia alle sempre più innumerevoli ricadute della ricerca e dell’innovazione applicate alla cerealicoltura, le cui ultime novità sono state illustrate dal Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali del Crea. La vulnerabilità agli stress climatici e i costi della difesa fitosanitaria, è stato spiegato durante i lavori, sono i principali fattori che oggi pesano sulla redditività della cerealicoltura italiana, motivo per il quale il Crea punta sulle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA per intervenire sui cereali a paglia con strumenti di editing genomico di precisione. 

In tale ambito, Il Centro di ricerca, da anni in prima linea nello sviluppo di varietà resistenti di grano duro ottenute tramite le TEA, ha reso noto che già oggi sono disponibili a Foggia linee con una migliorata resistenza alle malattie fungine, come ruggini e oidio; tali linee, inoltre, dopo un rigoroso controllo dell’assenza di altre modifiche genetiche, saranno pronte per la sperimentazione in campo e per la valutazione della resistenza in condizioni reali.

Scenario e le prospettive globali

Rispetto allo scenario produttivo mondiale, la società di ricerca e consulenza specializzata nell’agrifood Areté ha fotografato una campagna 2025-26 caratterizzata da un generale aumento produttivo nei principali paesi produttori. In particolare, il Canada ha registrato un incremento del 12%, raggiungendo i 7,1 milioni di tonnellate, ai massimi dal 2016-17. È aumentata la produzione anche negli USA (+5%), in Nordafrica (+18%) e nella Ue (+5%), con un calo registrato solo in Turchia (-16%). 

Con l’aumento produttivo e il conseguente accumulo di scorte, la campagna 2025-26 ci ha quindi consegnato una situazione di surplus produttivo del mercato globale del grano duro. Rispetto alle prospettive di produzione 2026-27, Areté ha stimato un calo produttivo del 4% in Ue e più marcato in Nord America (-17% in Canada e -13% negli USA), con previsioni in rialzo per Turchia e Nord Africa. 

Un quadro che prospetta una produzione globale sostanzialmente stabile, ma con un mercato che rimane in surplus. La prospettiva di cali produttivi sia in Europa che in Nord America rende poco probabile un forte arretramento dei prezzi nella prossima campagna, anche se al tempo stesso, gli stock ancora elevati a livello globale continueranno a garantire un buon approvvigionamento al mercato, contribuendo a contenere eventuali pressioni rialziste. 

Su tutta la partita, ovviamente, incombe l’instabilità geopolitica, vero e proprio fattore determinate, per via degli effetti che può provocare sui flussi commerciali, sul cambio euro/dollaro, sui prezzi del petrolio e sulla situazione degli input produttivi.

Fc - 60182

EFA News - European Food Agency
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