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Fertilizzanti/3. Salgono iì timori di una nuova protesta

Il nuovo piano non accontenta nessuno: scontri a Strasburgo prima dell'approvazione. Confagricolura: proposta "deludente"

Non accennano a placarsi i commenti, perlopiù negativi, intorno al piano fertilizzanti presentato dalla Commissione europea (leggi notizia EFA News) e pensato per evitare una nuova rivolta degli agricoltori in vista dei negoziati chiave sul bilancio agricolo del blocco. A rendere infuocata l'approvazione è il conflitto in corso in Medio Oriente che fa impennare i prezzi dei fertilizzanti: un'impasse che, a Bruxelles, aumenta il timore che questo, unito al forte aumento dei costi dell’energia e dei fertilizzanti, possa innescare una nuova ondata di ostilità verso l’agenda climatica dell’Ue.

I funzionari europei temono in particolare che prezzi elevati dei fertilizzanti possano ridurre le rese, frenare la produzione alimentare e gettare benzina sul fuoco del malcontento contro le politiche verdi, in un momento in cui i partiti dell’estrema destra e populisti avanzano nelle aree rurali di tutta l’Ue.

Anche se il piano della Commissione non prevede nuovi fondi per gli agricoltori, propone azioni a breve termine per “migliorare l’accesso” a fertilizzanti a prezzi abbordabili, il che implica un riorientamento dei fondi agricoli dell’Ue nell’ambito della Politica agricola comune (Pac).

Parlando del nuovo piano, il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha ricordato di recente che restano 200 milioni di euro nella riserva di crisi della Pac e ha espresso l’intenzione di “almeno raddoppiare questa cifra” per sostenere gli agricoltori.

Un alto funzionario della Commissione ha dichiarato che l’esecutivo fornirà un “sostegno eccezionale” mirato agli agricoltori più colpiti e che saranno mobilitate ulteriori risorse del bilancio Ue “per rafforzare la ricerca in campo agricolo”. L’entità degli stanziamenti è però ancora oggetto di discussione.

“Senza finanziamenti dedicati alla natura o agli agroecosistemi, come pensano di ottenere un vero cambiamento in un settore che già subisce le conseguenze della crisi climatica, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento?”, si legge in una dichiarazione congiunta di quattro Ong ambientaliste con sede a Bruxelles.

Una corsa contro il tempo

L’Ue dispone di una riserva agricola annuale di almeno 450 milioni di euro per aiutare gli agricoltori a far fronte alle perturbazioni del mercato, alle malattie degli animali e agli eventi meteorologici estremi. Il fondo della Pac è attualmente diviso in due: una quota maggiore per sostenere gli agricoltori attivi e una minore per i villaggi rurali. Ma la Commissione ha proposto di smantellare l’attuale bilancio agricolo nel prossimo quadro finanziario settennale e di fonderlo in un unico grande fondo da 6,3 miliardi di euro in sette anni, una proposta cui gli agricoltori si sono opposti.

Il piano della Commissione punta anche a rafforzare la produzione interna di fertilizzanti, che resta ancora inferiore del 10-15% rispetto ai livelli precedenti l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia e il conseguente balzo dei prezzi del gas. La dipendenza del blocco dai fertilizzanti è emersa in modo evidente durante la crisi energetica del 2022, quando diversi impianti di produzione hanno ridotto l’attività o sospeso temporaneamente le operazioni perché le condizioni non erano più redditizie.

Con i mercati globali oggi in subbuglio a causa della chiusura dello stretto di Hormuz, la Commissione ha affermato che anche la produzione interna dell’Ue è stata “fortemente colpita” dai prezzi dell’energia, soprattutto per i fertilizzanti azotati, i cui prezzi sono ora superiori del 70% alla media del 2024.

Il commissario Hansen ha deplorato l’attuale carenza di produzione interna di fertilizzanti, riconoscendo i limiti attuali del blocco. “Ci sono agricoltori - ha detto Hansen - che devono pagare per smaltire i propri reflui aziendali perché sono soggetti a limiti sull’uso di nitrati e azoto nei loro terreni”, ha detto il commissario austriaco. “Ritengo che, se la crisi dovesse continuare, dovremmo considerare anche una possibile revisione dei limiti attualmente in vigore”.

Fra le tante reazioni al nuovo piano registriamo anche quella di Cofagricoltura che lo ha defoinito "deludente". Secondo l'organizzazione italiana la proposta della presidente Ursula von der Leyen "non è affatto sufficiente ad affrontare alla gravità della situazione attuale: servono più interventi nell’immediato per alleviare i costi di produzione, esplosi dopo la crisi in Medio Oriente, e affrontare i problemi di liquidità delle imprese agricole". 

"Questo - sottolinea la nota ufficiale di Confagricoltura - prima ancora di concentrarsi sulle misure per fronteggiare a lungo termine la congiuntura". Secondo l'organizzazione "il piano è carente di interventi concreti e ambiziosi in grado di contrastare l’attuale situazione, non più sostenibile da parte degli agricoltori. È il caso del CBAM, di cui si chiede l’immediata sospensione e non solo un allentamento, ma anche interventi sulla Politica Agricola Comune con risorse aggiuntive, e non con quelle già programmate, con particolare riferimento alla riserva di crisi". 

"Sul fronte energia, poi - prosegue il comunicato - oltre alle somme del fondo di coesione, che dovrebbero essere messe a disposizione per lo sviluppo di biogas e biometano, bisogna garantire maggiore flessibilità delle regole per la realizzazione degli impianti e la loro alimentazione".

"Confagricoltura - aggiunge la nota - apprezza gli sforzi in materia di digestato, ma è necessario uno sforzo maggiore in merito alle deroghe sulla direttiva nitrati. A Strasburgo la preoccupazione era tangibile - conclude Confagricoltura - anche perché è evidente che il prolungarsi di una grave crisi come questa, che non accenna ad alleviarsi, rischia non solo di aumentare i fallimenti delle aziende agricole in Europa, come sta già accadendo negli Stati Uniti, ma avrà pure ricadute molto pesanti su tutti i cittadini".

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EFA News - European Food Agency
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