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Salame Felino, le sfide per il 2026

Esclusivo. Parla il presidente del Consorzio di Tutela , Umberto Boschi

Il Consorzio del Salame Felino Igp ha chiuso il 2025 con un fatturato stabile a quota 90 milioni di euro. Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp in questa intervista esclusiva a EFA News commenta i dati del passato esercizio e illustra le attese per quello in corso.

Il 2025 è stato un anno di tenuta. Come è iniziato il 2026?

Dopo un 2025 chiuso con un fatturato al consumo salito a 90 milioni di euro (rispetto agli 89 del 2024) e una crescita dell’1,3% del prodotto certificato, anche il 2026 è iniziato all’insegna della sostanziale stabilità. Nel progressivo dei primi tre mesi il prodotto destinato ha raggiunto 1,32 milioni di chilogrammi (+2,7%), mentre il certificato è cresciuto del 5,7% arrivando a 767mila chilogrammi. A trainare il dato di marzo è stato soprattutto il comparto del preaffettato, cresciuto del 17,3% nel singolo mese con quasi 48mila chilogrammi prodotti.

Quali sono le attese per l’anno?

L’obiettivo per il 2026 è consolidare il percorso degli ultimi anni mantenendo stabili produzione e consumi in un contesto economico ancora complesso. Considerando le condizioni socio-economiche del nostro Paese, caratterizzate da un minor potere di acquisto, simo ancora più soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita e ci aspettiamo di mantenere il trend anche per quest’anno. Gli obiettivi pertanto del Consorzio sono mantenere i livelli produttivi e il rafforzamento dell’export.

Quanto tempo ci vorrà per abbattere la soglia psicologica dei 100 milioni di euro di fatturato?

È difficile fissare oggi una tempistica precisa. Negli ultimi anni la crescita è stata graduale ma costante: il fatturato al consumo è passato dagli 87 milioni del 2023 agli 89 del 2024 fino ai 90 milioni del 2025. In una fase segnata da instabilità economica e geopolitica, più che inseguire una soglia simbolica è importante continuare a garantire continuità produttiva, crescita sostenibile e tenuta del mercato.

Il trend del prezzo della materia prima vi soddisfa? Temete rincari?

Nel 2025 il prezzo della materia prima non è cresciuto rispetto agli anni precedenti, ed è comunque una buona notizia anche se siamo sempre su livelli molto elevati. Auspichiamo che questa stabilità possa proseguire anche nel 2026, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana che continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per il settore.

Il 79% delle vostre esportazioni sono in Paesi europei. Quali mercati puntate con maggiore interesse fra quelli in cui non siete ancora presenti?

L’Europa resta il principale mercato di riferimento per il Salame Felino Igp, con il 79% dell’export concentrato nel continente e Germania, Austria e Belgio come principali destinazioni. Parallelamente il Consorzio guarda con interesse anche ai mercati extraeuropei dove il Made in Italy agroalimentare continua a crescere, in particolare Nord America e Asia, pur consapevoli della necessità di un percorso graduale di consolidamento commerciale.

Le dinamiche erratiche dei dazi trumpiani hanno impattato il vostro settore? Se sì quanto?

Al momento l’impatto diretto sul Salame Felino Igp è stato contenuto, anche perché la quota export resta prevalentemente europea. Tuttavia, un contesto internazionale caratterizzato da instabilità commerciale e possibili nuove barriere tariffarie rappresenta comunque un elemento di attenzione per tutto il comparto agroalimentare italiano, soprattutto nell’ottica di una futura espansione verso i mercati extra UE.

Il costante aumento del preaffettato in vaschetta cosa dice dei trend di consumo?

Il trend del preaffettato conferma un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo. Nel 2025 il comparto ha registrato un ulteriore +2%, raggiungendo 575mila chilogrammi destinati e rappresentando il 16% dell’intero prodotto certificato, oltre il 10% in più rispetto al periodo pre-Covid. Si tratta di un formato sempre più richiesto per praticità e facilità di utilizzo, senza rinunciare alla qualità e alla riconoscibilità del prodotto Igp.

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EFA News - European Food Agency
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