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CLARA MOSCHINI

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L'Europa si occupa di "resilienza idrica"

La Commissione vuole rafforzare l'applicazione delle leggi in materia di acque

La Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento per garantire un'attuazione più semplice e armonizzata della legislazione europea in materia di acque, riducendo le incertezze in merito alla conformità. L'obiettivo è sostenere l'agenda europea complessiva per la resilienza, che include la resilienza idrica. 

Questo documento di orientamento si inserisce nell'ambito degli sforzi della Commissione per sostenere la resilienza complessiva dell'Europa, mantenendo elevati standard per le nostre acque al fine di proteggere la salute umana e l'ambiente, garantendo al contempo l'accesso alle materie prime critiche necessarie per la transizione verso un'economia pulita. 

Il documento di orientamento chiarisce la Direttiva quadro sulle acque, supportata dalle sue cosiddette direttive figlie: la Direttiva sulle acque sotterranee e la Direttiva sugli standard di qualità ambientale. Esso rientra nel Piano d'azione RESourceEU e tiene conto degli obiettivi della Strategia per la resilienza idrica. 

Il documento di orientamento spiega come valutare l'impatto ambientale dei nuovi progetti sulla qualità dell'acqua. Si concentra sui progetti che incidono sullo stato chimico dei corpi idrici e sulle norme stabilite dalla legislazione europea in materia di acque, che già consentono obiettivi ambientali meno stringenti. 

Spiega, inoltre, le nuove esenzioni introdotte dalle recenti modifiche alla legislazione in materia di acque: consentono procedure semplificate per i progetti che comportano solo un deterioramento a breve termine o il trasferimento dell'inquinamento senza un aumento netto. Il documento fornisce anche esempi di come le flessibilità possano essere applicate per agevolare i progetti di estrazione mineraria, lavorazione dei metalli e altri progetti relativi a materie prime critiche. 

La Commissione europea collaborerà con gli Stati membri per garantire che le valutazioni relative alle autorizzazioni per i progetti di materie prime critiche siano più rapide e coerenti. Sebbene l'orientamento odierno si concentri sul settore minerario, le conclusioni possono essere applicate anche ad altri progetti o attività, compresi quelli relativi ai settori strategici promossi dalla Direttiva sulle energie rinnovabili III, dal Chips Act o dal Net Zero Industry Act. 

Il documento integra inoltre gli sforzi della Commissione per accelerare le procedure di autorizzazione, compresa la sua proposta di regolamento sull'accelerazione delle valutazioni ambientali. 

Contesto 

La Direttiva quadro sulle acque è la pietra angolare della politica idrica dell'UE e la sua efficace attuazione è un punto chiave della Strategia per la resilienza idrica. La direttiva quadro sulle acque impone agli Stati membri di garantire che tutte le acque superficiali (laghi, fiumi, acque di transizione e costiere) e le acque sotterranee raggiungano uno stato di buona qualità entro il 2015 o al più tardi entro il 2027. Tale scadenza può essere prorogata oltre il 2027 a determinate condizioni. 

La verifica di conformità alla Direttiva quadro sulle acque del 2019 ha confermato il chiaro valore aggiunto dell'azione dell'UE in materia di politica idrica. La direttiva UE che rivede gli elenchi degli inquinanti nelle acque superficiali e sotterranee è entrata in vigore l'11 maggio 2026, garantendo che gli elenchi siano allineati alle più recenti raccomandazioni scientifiche e che le nuove sostanze siano monitorate più attentamente e soggette a controlli più rigorosi. 

Il piano d'azione RESource EU 

Mira a garantire l'approvvigionamento di materie prime per i settori industriali chiave, dall'automotive ai motori industriali, dalla difesa all'aerospaziale, dai chip per l'intelligenza artificiale ai data center, proteggendo al contempo le catene del valore dell'UE da interruzioni di approvvigionamento. 

Pur fornendo maggiore chiarezza sulle disposizioni della Direttiva quadro sulle acque, della Direttiva sulle acque sotterranee e della Direttiva sugli standard di qualità ambientale, il documento di orientamento non sostituisce, integra o modifica tali disposizioni. Non ha inoltre valore giuridico vincolante. 

"L'orientamento sulla legislazione UE in materia di acque - spiega Jessika Roswall, Commissaria per l'ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva - rientra nel nostro impegno per accelerare le procedure di autorizzazione, semplificare e velocizzare le procedure, aumentare la competitività e raggiungere gli obiettivi strategici, mantenendo al contempo elevati standard ambientali e migliorando la resilienza idrica". 
Fc - 60357

EFA News - European Food Agency
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