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Penny: addio all'Italia? Azienda smentisce

Gruppo tedesco conferma investimenti nella Penisola per modernizzazioni e nuove aperture

Dopo Carrefour, un altra catena di supermercati straniera potrebbe lasciare l'Italia: si tratta di Penny. Secondo le indiscrezioni del Corriere della Sera, secondo il quale i 500 punti vendita presenti nel nostro Paese, nonostante un fatturato che sfiora i 2 miliardi di euro, potrebbero finire nelle mani di altre insegne: Aldi o forse Lidl (anch'esse tedesche).

Penny Market nasce nel 1994, da una partnership tra Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, e il Gruppo Rewe. Dopo l'apertura del primo negozio a Cremona, nel 1999, il sodalizio si è sciolto e Rewe si è reso indipendente, portando per qualche tempo in Italia un ulteriore brand di discount, Bila, i cui oltre 130 punti vendita sono stati poi ceduti a Carrefour e Conad nel 2014.

Le indiscrezioni su una possibile vendita (totale o parziale) della rete italiana di Penny, è stata però seccamente smentita dall'azienda stessa. "Penny Italia non è oggetto di alcuna vendita. Il Gruppo Rewe conferma pienamente il proprio impegno nel mercato italiano, ritenuto strategico", si legge in una nota.

"Penny Italia è attualmente impegnata in un percorso strutturato di sviluppo e trasformazione, supportato da investimenti concreti in: modernizzazione della rete vendita; ottimizzazione della logistica; sostenibilità ambientale; nuove aperture già pianificate per l’anno in corso”, conclude il Gruppo Rewe.

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EFA News - European Food Agency
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