Cosa c'è nel piatto? Un pesce surgelato (di qualità)
Panapesca racconta con una guida e una campagna di comunicazione il valore del prodotto tra nutrizione, falsi miti e consigli pratici
È vero che il pesce surgelato è meno nutriente del fresco, ha una consistenza peggiore e contiene conservanti? Ha ragione chi sostiene che con il pesce surgelato non si può essere creativi in cucina e che è sempre meglio utilizzare quello fresco? Panapesca, azienda italiana leader nel settore del pesce surgelato, fa ordine su falsi miti e pregiudizi che toccano da vicino i prodotti ittici surgelati e lancia “Cosa c’è nel piatto? Tutto sul pesce surgelato”, la nuova campagna educational ideata in collaborazione con la nutrizionista Monica Artoni, nome di riferimento nel settore con oltre 20 anni di esperienza.
La campagna si sviluppa attraverso video-pillole e post social on air pubblicati con cadenza mensile sui canali Facebook, Instagram e YouTube di Panapesca, che saranno accompagnati da approfondimenti editoriali sul blog aziendale e dalla guida gratuita dal titolo emblematico “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche”, disponibile sul sito di Panapesca.
Autrice della guida e volto della campagna social è proprio Monica Artoni, dietista nutrizionista con oltre vent’anni di esperienza e una forte vocazione alla divulgazione scientifica.
“Con questo progetto vogliamo offrire strumenti concreti e accessibili per raccontare il pesce surgelato in modo trasparente, valorizzandone qualità, praticità e benefici nutrizionali - spiega Giovanni Sabino, amministratore delegato di Panapesca - La collaborazione con Monica Artoni nasce proprio dalla volontà condivisa di trasformare informazioni complesse in contenuti chiari e utili nella quotidianità. Crediamo che oggi un’azienda debba avere anche la responsabilità di informare e accompagnare i consumatori verso scelte più consapevoli”.
Aggiunge Monica Artoni: "l’incontro con Panapesca è nato dalla condivisione di valori fondamentali come la qualità del prodotto, la trasparenza e l’attenzione alla ricerca, con l’obiettivo comune di offrire alle persone strumenti affidabili per orientarsi nelle scelte alimentari. Da questa visione è nato il progetto di lavorare insieme su un tema concreto come il consumo di pesce surgelato, spesso percepito come complesso da gestire nella quotidianità. Un’alimentazione sana, però, non deve essere complicata, ma informata: per questo, con questa collaborazione vogliamo fornire indicazioni chiare e accessibili che aiutino a semplificare la vita in cucina, senza rinunciare alla qualità nutrizionale”.
A completare il progetto educational, la realtà toscana mette a disposizione sul proprio sito la guida gratuita “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche”, pensata per diffondere una maggiore conoscenza del pesce surgelato attraverso approfondimenti su aspetti nutrizionali, tecniche di lavorazione e suggerimenti pratici per inserirlo in un’alimentazione equilibrata.
5 falsi miti da sfatare sul pesce congelato
- “Il surgelato è meno nutriente del fresco”. È uno dei preconcetti più diffusi, ma le evidenze scientifiche raccontano altro. La surgelazione industriale è un processo rapido che porta il prodotto a temperature pari o inferiori a -18°C in tempi brevi: proteine ad alto valore biologico, omega-3, vitamine e minerali rimangono sostanzialmente invariati, soprattutto se confrontati con un prodotto fresco che può aver trascorso diversi giorni tra trasporto e distribuzione;
- “Il pesce surgelato contiene conservanti”. Il freddo è un conservante naturale: la surgelazione impedisce la proliferazione microbica senza necessità di additivi chimici;
- “La consistenza è sempre peggiore rispetto al fresco”. La qualità finale dipende soprattutto dalla corretta gestione del prodotto: se scongelato lentamente in frigorifero, il pesce mantiene compattezza, succosità e qualità organolettiche ottimali;
- “Con il pesce surgelato non si può essere creativi in cucina”. Oggi il surgelato offre ampissime possibilità in cucina, dalle preparazioni più semplici alle ricette elaborate: filetti, crostacei, molluschi, cefalopodi e ready to cook consentono di sperimentare ricette diverse riducendo tempi di preparazione e sprechi;
- “Meglio sempre il fresco”. Il concetto di “fresco” non coincide necessariamente con una qualità superiore: un pesce appena pescato rappresenta certamente un’ottima scelta, ma un surgelato di qualità offre vantaggi concreti in termini di sicurezza, programmabilità dei pasti, riduzione degli sprechi e praticità quotidiana.
5 consigli per gestire il pesce surgelato
- Leggere attentamente l’etichetta è il primo passo per acquistare in modo consapevole: è importante verificare sempre la denominazione della specie, la zona di pesca o allevamento, il metodo di produzione e la percentuale di glassatura, ovvero lo strato protettivo di ghiaccio che preserva il prodotto;
- conoscere la differenza tra surgelato e decongelato aiuta a fare scelte più corrette. Non tutto il pesce presente al banco “fresco” è realmente fresco: spesso si tratta di prodotto precedentemente congelato e successivamente scongelato come riportato in etichetta. Il pesce surgelato di qualità viene lavorato rapidamente dopo la pesca e abbattuto a temperature molto basse nel giro di poche ore, preservando struttura, gusto e proprietà nutrizionali;
- integrità della confezione e corretta conservazione fanno la differenza. Una confezione integra è uno dei primi indicatori di qualità. Packaging danneggiati, gonfi o con eccessivi accumuli di ghiaccio possono essere segnali di una cattiva conservazione o di interruzioni della catena del freddo;
- scegliere il formato più adatto alla propria routine. Filetti già puliti, tranci porzionati, molluschi sgusciati o preparazioni ready to cook consentono di ridurre i tempi di preparazione e limitare gli sprechi alimentari;
- Prestare attenzione alle certificazioni significa scegliere una filiera più sostenibile e controllata Sempre più consumatori cercano prodotti che garantiscano non solo qualità, ma anche sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Certificazioni come MSC per la pesca sostenibile, ASC, Friends of the Sea e Global GAP rappresentano importanti indicatori di iere controllate e pratiche di pesca o acquacoltura responsabili.
Panapesca
Fondata nel 1972 a Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia, nel cuore della Toscana, è una storica azienda italiana specializzata nella trasformazione e distribuzione di prodotti ittici surgelati. Panapesca è l’unica realtà italiana del settore in grado di servire direttamente tutti i principali canali di vendita grazie a un modello flessibile e globale: foodservice (horeca, mense, pescherie, navi da crociera), ingrosso, le principali insegne del modern trade e retail diretti, grazie anche a una rete di 25 punti vendita a insegna Bottega Marinara, Sfizi e Delizie del Mare. Oggi Panapesca è presente con stabilimenti e hub logistici in Thailandia, Francia, Marocco e Italia e opera in oltre 50 Paesi nel mondo, grazie a una rete di fornitori globale, sviluppata attraverso relazioni strategiche e consolidate con partner presenti in Asia, Africa, Americhe ed Europa.
EFA News - European Food Agency