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Da domani la frode alimentare diventa reato

Entra in vigore la nuova normativa: cosa cambia, nelle parole di un esperto di diritto

Entra in vigore domani, 29 maggio 2026 la Legge 21 aprile 2026, n. 75 che introduce una nuova disciplina in merito alle cosiddette “frodi alimentari”, con modifiche al Codice penale e con l’ampliamento del catalogo dei reati presupposto 231 (leggi notizia EFA News).

La nuova normativa interviene in modo organico sul Codice penale e sulle norme che disciplinano il comparto agroalimentare, determinando una stretta sui falsi per tutelare i prodotti agroalimentari italiani e i consumatori: sarà, infatti, reato mettere in commercio prodotti alimentari con etichette che riportano indicazioni false o ingannevoli.

Cosa cambia in concreto l'abbiamo chiesto a Fabio Ambrosiani, avvocato, Head of Legal dello Studio WST Law & Tax Firm, uno dei principali studi professionali attivo nel mercato della consulenza legal, risk compliance, sustainability, tax e finance. "Viene ora fatto riferimento al 'patrimonio agroalimentare' in un capo apposito del Codice penale, che vede l’inserimento delle nuove fattispecie di frode alimentare e commercio di alimenti con segni mendaci nonché dell’aggravante di cosiddetta agropirateria", spiega Ambrosiani.

"Per le imprese - prosegue l'esperto - la novità più sensibile è il riflesso sul D.Lgs. 231/2001: come sempre più spesso accade, l’introduzione di nuove fattispecie o la modifica di reati esistenti si accompagna alla responsabilità penale delle società, qualora tali reati siano commessi nell’interesse o a vantaggio della stessa". 

La norma arriva in un settore che vale moltissimo: secondo Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura, nel 2024 il sistema agroalimentare italiano ha raggiunto circa 700 miliardi di euro, pari al 15% dell’economia nazionale, con export che sfiora i 70 miliardi, superati nel 2025. 

"La normativa - aggiunmge Ambrosiani - sta facendo discutere gli operatori per il suo doppio impatto. Se, da una parte, aumentano i rischi di maggiore burocrazia e di controlli più incisivi (fino alla possibile chiusura temporanea dello stabilimento o dell’esercizio), dall’altro, crescono i benefici per le 'aziende serie".

In concreto cosa succederà? "Semplice - risponde Ambrosiani - succederà che avremo più tutela del Made in Italy, maggiore fiducia dei consumatori, filiere più trasparenti e concorrenza meno drogata da chi vende origine, qualità o quantità non corrette, più strumenti per le Autorità per prevenire o reprimere le frodi. Succederà - aggiunge l'esperto - che vderemo un maggiore coordinamento da parte di Icqrf, l'Ispettorato centrale repressione frodi del ministero dell'Agricoltura, Carabinieri, con i Nas, i Nuclei anti soifsitcazioni e sanità, e i Nac, i Nuclei antifrode, nonché Dogane e Guardia di Finanza". 

Ci saranno costi aggiuntivi sulle merci? "Gli aggravi di costi e quelli burocratici per gli operatori del settore dovrebbero essere ampiamente compensati dalla maggiore tutela offerta dalla normativa - dice Ambrosiani - Per non farsi trovare impreparate, le imprese dovrebbero agire subito su più fronti: in primis, aggiornare il Modello 231, mediante un risk assessment dedicato, che preveda una analisi delle attività e della organizzazione aziendali. Poi rafforzare controlli su fornitori, verificare etichette, claim, documenti di trasporto e canali e-commerce; introdurre audit mirati lungo la filiera". 

"Inoltre - prosegue l'avvocato - avrà senso per le aziende alimentari investire sulle certificazione di prodotti DOP e IGP che sono state trasformate in strumenti di tutela legale fortissimi, trasformando la tracciabilità in un vantaggio competitivo concreto. Ciò grazie sia alla stretta penale sui falsi prevista dalla nova normativa, sia dalla massima trasparenza ed eliminazione dell'anonimato, in quanto è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta, in modo chiaro e vicino al marchio, il nome del produttore. Le imitazioni non autorizzate dovrebbero essere bloccate sul nascere, mentre il consumatore sa esattamente chi ha realizzato il prodotto".

Fc - 60491

EFA News - European Food Agency
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