Allevamenti bovini sempre più sostenibili
Interviste coi protagonisti del progetto Methancut
Inalca è stata protagonista al Food&Science Festival 2026 di Mantova, nel convegno su “Innovare in stalla: cosa dice la ricerca sugli additivi alimentari”, dove sono stati presentati i risultati del Progetto Methancut sviluppato da ricercatori delle università di Sassari, Milano e Bologna, con gli interventi di Mondina Francesca Lunesu, Ricercatrice diZootecnica Speciale all’Università di Sassari, di Andrea Rosati, Segretario Generale EAAP – Federazione Europea della Zootecnia, e di Giovanni Sorlini, Responsabile Qualità, Sicurezza e Sviluppo sostenibile di Inalca.
Durante la digestione, i bovini producono metano: un processo fisiologico normale legato all'attività dei microrganismi presenti nel rumine. Questo metano, rilasciato nell'atmosfera, è anche un gas serra. Tra le strategie allo studio per modificare questo processo, l'aggiunta di additivi naturali all'alimentazione del bestiame sta emergendo come una possibile soluzione.
Col Progetto Methancut è stata avviata una sperimentazione pilota in un allevamento Inalca, condotta su bovini da carne alimentati con due diversi additivi completamente naturali a base di estratti vegetali (tannini, bioflavonoidi, oli essenziali). Lo studio ha misurato le emissioni di metano,monitorato i parametri di salute degli animali e valutato le caratteristiche della carne. I dati mostranoriduzioni variabili delle emissioni tra l’8% e il 20%, senza effetti negativi sul benessere animale o sullaqualità della carne. Si tratta di risultati ottenuti in condizioni sperimentali controllate, che apronopossibilità interessanti.
“Inalca – spiega Giovanni Sorlini, Responsabile Qualità, Sicurezza e Sviluppo sostenibile di Inalca - negli ultimi 25 anni, ha valorizzato la circolarità del proprio sistema produttivo, investendo intecnologie e sviluppando su un’ampia scala best practices volte al riutilizzo dei sottoprodotti e degliscarti derivanti dai propri cicli produttivi, sia industriali che agricoli. In particolare, in relazioneall’attività agricola, l’impegno dell’azienda è espressamente rivolto alla ricerca continua di efficienzain allevamento per ridurre impatti e consumi. In questo contesto si è inserito il Progetto Methancut, icui risultati incoraggianti ci offrono l’opportunità di valutare soluzioni concrete ed efficaci nellamitigazione degli impatti del metano, che è uno dei nostri obiettivi nella sostenibilità ambientale”.
La circolarità secondo Inalca
Le attività della società, controllata dal gruppo Cremonini, contribuiscono in modo sinergico ad altre filiere, da quella del latte alla pelletteria, dal biomedicale alla cosmesi, dal pet food al mondo delle energie rinnovabili. A lato degli stabilimenti produttivi, negli anni Inalca ha sviluppato una vera e propria infrastruttura energetica destinata all’autoproduzione di energia e all’utilizzo di fonti rinnovabili. Deiezioni degli animali e scarti delle attività agricole e industriali, grazie agli impianti di cogenerazione, produzione di biogas e recupero di ossa e grassi, costituiscono una preziosa biomassa per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e per la produzione di fertilizzanti organici che vengono reimpiegati nel ciclo agricolo. A ciò si aggiunge l’importante produzione di energia solare, fornita dagli impianti fotovoltaici istallati su tutti gli stabilimenti e sulle aziende agricole.
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EFA News - European Food Agency