"Fabbricare carne": un libro contro i luoghi comuni
Scienza, sostenibilità e tecnologia nel cibo di domani
Il dilemma è sempre più crescente: come produrre carne a sufficienza in un mondo in cui scarseggiano le proteine? Il tema è affrontato in modo sistematico nel saggio "Fabbricare carne. Tecnologia e allevamenti del futuro" (Il Mulino, 2026, pp. 192). Curatori del volume sono Paolo Ajmone Marsan, docente di Miglioramento genetico animale presso la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza-Cremona, e Riccardo Negrini, docente di Zootecnia Generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza-Cremona.
Obiettivo di fondo del libro è la conciliazione tra il menzionato fabbisogno di proteine e l'esigenza diffusa di una zootecnia sostenibile. Gli autori ragionano contrastando i luoghi comuni e gli estremismi ideologici di entrambi i versanti. Marsan e Negrini offrono uno spaccato sulla storia dell'allevamento in Italia e la sua integrazione nel sistema produttivo, senza trascurare le problematiche legate all'impatto ambientale degli allevamenti stessi, con digressioni sulla "zootecnia di precisione" e sulle sfide legate al lancio della carne coltivata in laboratorio.
Senza pretendere di avere la soluzione a ogni problematica legata alla produzione di carne e gli allevamenti, gli autori si oppongono sia all'ipotesi dell'abolizione della zootecnia sposata dagli ambientalisti estremisti, sia al mantenimento dello status quo, propendendo per l'idea dell'"intensificazione sostenibile", che fa leva sul miglioramento genetico delle razze e sull'innovazione tecnologica.
Come spiegato nella nota editoriale, il volume svela "la vera natura dell’allevamento: un sistema complesso, che se ben gestito può produrre cibo e al tempo stesso tutelare ecosistemi e sostenere comunità rurali". Grazie ad anni di esperienza sul campo gli autori affrontano i temi dei consumi, della crescita della popolazione, della sostenibilità ambientale e del benessere animale, mettendo a confronto modelli tradizionali, innovazioni tecnologiche e ipotesi emergenti, come la carne coltivata.
"Per nutrire un pianeta da dieci miliardi di persone non esiste una formula unica, ma serve una visione capace di tenere insieme ambiente, economia, cultura e progresso. Solo liberandosi dai luoghi comuni e comprendendo la complessità di questo sistema potremo scegliere consapevolmente cosa mettere nel piatto e quale futuro costruire", conclude la nota editoriale.
EFA News - European Food Agency