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CLARA MOSCHINI

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Tappo di sughero verso la certificazione biologica

Assoimballaggi raccoglie la sfida della sostenibilità

Il Sistema Sughero italiano, che conta circa 480 imprese, si ritrova ad affrontare una fase di mercato complessa: per l’anno 2025, il comparto ha registrato una flessione del fatturato del 2,5%, che si traduce in una quota di 342 milioni di euro e in un proseguimento del rallentamento avviato nel 2023, dopo due anni di crescita (fonte: Consuntivi 2025, Centro Studi FederlegnoArredo). Le esportazioni pari al 10% del fatturato totale del sughero valgono 34 milioni di euro, dei quali l’87% riguardano i tappi di sughero, coinvolti direttamente nel calo dei consumi di vino e nell’utilizzo di sistemi di chiusura alternativi.

In una situazione del genere, la possibilità prevista dal Regolamento (Ue) 848 di certificare come biologici i tappi in sughero aprirebbe la strada a opportunità reali di competitività, soprattutto nei mercati a maggiore valore aggiunto, per valorizzare ulteriormente le caratteristiche di sostenibilità e tracciabilità proprie del materiale, che ambisce a diventare l’unica chiusura naturale sui mercati nazionali e internazionali.

Alessandro Canepari, responsabile del Gruppo Sughero di Assoimballaggi, afferma: “La certificazione biologica dei tappi in sughero rappresenta un’opportunità strategica per il nostro settore e può risultare strategica in una fase nella quale il comparto è chiamato a confrontarsi anche con chiusure alternative. Per questo motivo, come associazione che rappresenta i principali produttori di tappi in sughero, ci siamo attivati perché questa opportunità si concretizzasse e diventasse uno strumento importante per rafforzare il posizionamento del sughero anche nel segmento biologico. Il valore aggiunto di questa certificazione sta nel fatto che coinvolge l’intera filiera. Non si certifica soltanto il tappo, ma un percorso produttivo, un elemento distintivo che nessun’altra tipologia di chiusura può offrire con le stesse caratteristiche. Motivo per cui le aziende associate ad Assoimballaggi sono pronte a investire nella certificazione e nei processi necessari per cogliere questa opportunità e offrire così al settore vitivinicolo, anche biologico, una soluzione capace di coniugare sostenibilità e competitività.”

La certificazione non verrebbe applicata soltanto al prodotto finale, ma si tratta di un coinvolgimento completo di tutta la catena del valore, volta a rispondere a requisiti rigorosi lungo tutto il percorso produttivo: dalla gestione delle sugherete e dei terreni di coltivazione, alle pratiche agronomiche seguite, dalla raccolta della corteccia, fino alle successive fasi di trasformazione e produzione industriale. La certificazione biologica del tappo in sughero, quindi, permetterebbe di estendere il concetto di biologico oltre il contenuto della bottiglia, coinvolgendo anche uno degli elementi più rappresentativi del packaging del vino.

“Assoimballaggi – conclude la nota – accoglie con favore l’opportunità e supporta l’avvio del percorso che consentirà di certificare come biologici i tappi in sughero naturale, una novità destinata ad aprire nuove prospettive di sviluppo per l’intera filiera italiana delle chiusure naturali, confermando il ruolo delle aziende associate nell’innovazione sostenibile applicata alle produzioni agroalimentari e al packaging. Grande soddisfazione da parte degli associati per un riconoscimento che premia il lavoro di anni e conferma ancora una volta la capacità di innovare valorizzando materiali naturali, strettamente legati al territorio.”

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EFA News - European Food Agency
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