Electrolux sospende i licenziamenti
Accordo al Mimit: accolte richieste del ministro Urso, al via confronto serrato sul piano industriale
Electrolux ha accolto la richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di avviare al Mimit, il ministero delle Imprese e del made in Italy un confronto serrato con tutte le parti sul piano di riorganizzazione che prevede oltre 1.700 esuberi.
È quanto emerso ieri nel corso del tavolo presieduto dal ministro Urso, alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni sedi di stabilimenti (Emilia-Romagna, Marche, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) e dei Comuni sede degli stabilimenti del gruppo. Presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e i sottosegretari al Mimit Fausta Bergamotto e Mara Bizzotto.
In soldoni, si parla di una tregua di 50 giorni per dare impulso alle trattative: nel frattempo, il piano viene temporaneamente sospeso e, per ora, lo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi (AN) con i suoi 170 dipendenti non chiude.
“Chiedo all’azienda, cui spetta compiere il primo passo - ha detto il ministro Urso in apertura del tavolo - di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di aprire da subito un confronto vero e serrato al Mimit, con tutte le parti e con un programma ravvicinato di incontri. L’obiettivo è arrivare nel più breve tempo possibile a una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione”.
Le organizzazioni sindacali hanno a loro volta accolto la richiesta del ministro Urso di svolgere pienamente il proprio ruolo nell’individuazione di nuove soluzioni produttive e occupazionali alternative al piano originario dell’azienda.
“Noi siamo pronti - ha aggiunto il ministro -.a fare la nostra parte, come sempre, attraverso strumenti ordinari e, se necessario, straordinari. Lo abbiamo dimostrato con Beko, nella vertenza ex Whirlpool, e nelle 40 crisi industriali che abbiamo portato a soluzione, salvaguardando sempre stabilimenti e occupazione. Si riparta sulla strada giusta, insieme”.
Nel corso del confronto, Urso ha richiamato anche la dimensione europea della crisi dell’elettrodomestico, ricordando di aver posto il tema all’ultimo Consiglio Competitività e di aver presentato un non-paper ai Paesi membri più coinvolti nella produzione del comparto.
L’obiettivo è costruire un fronte comune per il riconoscimento del bianco come settore strategico europeo, con un piano dedicato, strumenti a sostegno degli investimenti produttivi e della domanda, reciprocità negli standard e piena estensione del CBAM ai prodotti a valle.
“Come evidenziato dal ministro Urso, l'apertura manifestata oggi da Electrolux a lavorare a soluzioni alternative rappresenta un primo segnale positivo - ha dichiarato la sottosegretario al Mimit Bergamotto - È particolarmente importante che l’azienda abbia preso atto della necessità di individuare un percorso condiviso con il Governo e le parti sociali, che il Mimit accompagnerà e coordinerà per garantire la massima tutela dei lavoratori e la sostenibilità del futuro degli stabilimenti interessati. Ora è necessario proseguire il confronto con responsabilità per tradurre questa disponibilità in risultati tangibili”.
Il confronto proseguirà nelle prossime settimane al Mimit, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise e garantire prospettive industriali e occupazionali per tutti i siti coinvolti.
“È importante - ha detto l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia - la disponibilità acquisita di Electrolux di non procedere ad alcun atto unilaterale, ma di partecipare a tavoli di confronto presso il ministero finalizzati a riportare su un piano di sostenibilità il futuro dell’azienda. Allo stesso tempo va visto con favore l’impegno del ministro Urso a mettere in campo ogni misura di sostegno ordinaria e straordinaria, con il supporto di tutte le istituzioni regionali e locali”.
“È indispensabile - ha aggiunto Paglia - che si ricominci dalla condivisione degli obiettivi fondamentali, ovvero massima tutela dell’occupazione e della capacità produttiva, per definire gli strumenti adatti a raggiungerle in un confronto fra istituzioni, azienda e sindacati. Electrolux deve avvertire con grande chiarezza la mano tesa delle istituzioni e del sistema Paese, e la volontà generale di consolidarne la presenza produttiva in Italia, ma allo stesso tempo deve sentire il dovere di rispondere positivamente a questa disponibilità. Questa è la sfida dei prossimi mesi, a cui l’Emilia-Romagna parteciperà con il massimo impegno”.
Il summit ministeriale segue quello dello scorso 25 maggio (leggi notizia EFA News), alla luce dell'annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale svedese di elettrodomestici che prevede di tagliare 1.700 posti di lavoro nelle sedi italiane, di cui oltre 300 a Forlì, sito produttivo specializzato in piani cottura e forni.
La risposta dei sindacati é racchiusa in una nota della Fiom Cgil secondo cui Electrolux "nel corso del tavolo convocato al Mimit, ha sospeso il piano, rispondendo positivamente alla richiesta fatta dalle organizzazioni sindacali e dalle lavoratrici e dai lavoratori, sostenuta anche da tutte le Istituzioni locali. Electrolux - spiega Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico - ha annunciato la disponibilità a discutere misure condivise, rinunciando a procedere con licenziamenti e chiusure. L’azienda si è quindi impegnata a non procedere con azioni unilaterali, condizione fondamentale per poter iniziare il confronto, pur consapevoli che non si tratta di un vero ritiro del piano".
"È necessario - sottolinea Tibaldi - trovare una soluzione strutturale per la salvaguardia occupazionale e per il rilancio dell’industria dell’elettrodomestico nel nostro Paese, garantendo la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti di Electrolux. Per questo servono investimenti da parte del Governo ma anche delle Regioni, in particolare per l’innovazione di prodotto".
"La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ha ottenuto un primo risultato - conclude la nota sindacale - Dopo le assemblee negli stabilimenti, con il mandato dei lavoratori, inizieremo il confronto con l’azienda”.
EFA News - European Food Agency