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Libri. Ripensare l'olivicoltura

L'agricoltura rigenerativa applicata al settore nel volume di Pannelli e Alfei

In futuro l'olivicoltura dovrebbe andare oltre il semplice aumento delle rese produttive, puntando, piuttosto, a un equilibrio tra produttività, sostenibilità ambientale, conservazione del suolo, gestione dell'acqua, biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici. E' questa la tesi di fondo del volume "Ripensare l'olivicoltura. Vaso policonico, biodiversità, humus e terroir" (Edagricole, 2026, pp. 480), a cura di Giorgio Pannelli e Barbara Alfei.

Lo schema è l'applicazione dell'agricoltura rigenerativa all'olivicoltura, utilizzando al meglio gli oliveti tradizionali e/o progettare nuovi oliveti salvaguardando o incrementando le risorse naturali sia del soprasuolo che del sottosuolo.

Le componenti su cui lavorare sono in particolare la biodiversità dell’olivo, dell’oliveto e dell’agroecosistema con nuovi modelli di coltivazione, la conservazione delle risorse idriche e della fertilità del suolo prevenendo l’erosione e la conservazione del paesaggio, testimone di una accertata compatibilità ambientale e di resistenza ai cambiamenti climatici.

In "Ripensare l'agricoltura", vengono riprese alcune idee chiave, tra cui: il vaso policonico, forma di allevamento storicamente promossa dagli autori, considerata efficiente per illuminazione della chioma, qualità delle olive e gestione della raccolta; la biodiversità varietale, con attenzione al patrimonio delle cultivar italiane; l'humus e la fertilità del terreno, visti come elementi chiave per la resilienza degli oliveti; il concetto di terroir, cioè il legame tra ambiente, suolo, clima, cultivar e caratteristiche dell'olio prodotto; la valorizzazione degli oliveti tradizionali e il loro possibile ammodernamento senza perdere valore paesaggistico e ambientale.

Particolare attenzione merita il concetto di "vaso policonico", inteso come la costruzione della pianta come un insieme di più "coni" vegetativi indipendenti, anziché come una chioma unica e molto espansa. Secondo la metodologia del vaso policonico, il tronco principale si divide generalmente in tre o quattro branche primarie, ognuna delle quali assume una forma conica, più larga alla base e più stretta in alto. L'altezza viene mantenuta contenuta per favorire illuminazione e operazioni colturali. La chioma resta relativamente aperta, permettendo alla luce di penetrare in profondità. Tra i vantaggi, vi sono: una migliore distribuzione della luce; una produzione più regolare; una migliore qualità delle olive; una migliore aerazione e illuminazione che possono favorire sanità dei frutti e qualità dell'olio; una potatura più razionale; adattabilità alla raccolta meccanica.

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EFA News - European Food Agency
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