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CLARA MOSCHINI

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Pac. Copagri: UE deve credere nella centralità dell'agricoltura

Il presidente Battista interviene all'iniziativa del Gruppo S&D "L'Europa che vogliamo"

“Se l’Europa considera davvero l'agricoltura un settore strategico, lo deve dimostrare garantendo una Pac forte, autonoma e adeguatamente finanziata; ovvero invertendo rapidamente la rotta rispetto all’impostazione attuale, caratterizzata dall’istituzione di un fondo unico che rischia seriamente di indebolire il ruolo strategico del Primario, oltre a mettere gli agricoltori in competizione tra di loro e con altre categorie produttive”. Lo ha rimarcato il presidente della Copagri Tommaso Battista, intervenendo alla tavola rotonda “Le prossime sfide per l’agricoltura italiana ed europea”, svoltasi nell’ambito dell’iniziativa del Gruppo S&D “L’Europa che vogliamo”.

“Restituire centralità alla Pac è un prerequisito fondamentale per contrastare l’attuale paradosso che vede da una parte i numeri da record del sistema agroalimentare italiano, che quest’anno punta a superare il record storico di 70 miliardi di export, e dall’altra le grandi difficoltà dei produttori agricoli, schiacciati da colli di bottiglia strutturali, da margini sempre più esigui e da un'erosione cronica del reddito, aggravata dall'impennata dei costi di produzione”, ha osservato il presidente.

“Ma non solo. La centralità della Pac è dirimente anche in relazione alla difesa delle piccole aziende sotto i 5 ettari, che in Italia rappresentano quasi i tre quarti del totale; queste imprese non possono assolutamente essere lasciate indietro, in quanto custodiscono ed esprimono la più alta qualità e identità tipica del Made in Italy”, ha aggiunto Battista, ricordando i primati del Belpaese in termini di indicazioni d’origine e di superfici biologiche.

“Tutelare le piccole imprese, infatti, significa difendere la competitività e la resilienza dell’intero comparto agroalimentare nazionale, legata a doppio filo, fra l’altro, al pieno rispetto degli indici di coerenza del lavoro legati all'erogazione dei contributi pubblici, che devono andare solo a chi rispetta le regole e applica i contratti”, ha continuato il presidente, ribadendo l’importanza della condizionalità sociale, “strumento fondamentale per combattere la concorrenza sleale attuata dalle aziende che non rispettano le norme”.

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EFA News - European Food Agency
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