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A Lucca torna Pianeta terra festival

La kermesse esplora, dall'8 all'11 ottobre 2026, natura e tecnologia

È stato annunciato il tema della quinta edizione di Pianeta Terra Festival: “Forme di intelligenza". Il festival è diretto da Stefano Mancuso, ideato e organizzato da Editori Laterza e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026, Pianeta Terra Festival ritorna nei luoghi più suggestivi della città: la Chiesa di San Francesco, Palazzo Ducale, l’Orto Botanico, Auditorium del Suffragio, Libreria Civica Agorà. 

Oltre 90 eventi in quattro giorni da trascorrere insieme a biologi, zoologi, ecologi, neuroscienziati, fisici, informatici, ingegneri, filosofi, economisti, esperti di geopolitica, scrittori, giornalisti e artisti. Con loro si rifletterà sulle diverse forme di intelligenza, dalla natura ai sistemi artificiali. il titolo di questa quinta edizione sarà ‘Forme di intelligenza’. Che cosa intendiamo con intelligenza?". 

Rispondere non è facile perché l’intelligenza si manifesta in molte forme: biologiche e artificiali, individuali e collettive, cognitive, emotive, creative e strategiche. Per lungo tempo l’abbiamo identificata con una facoltà individuale e centrata sulla razionalità logico-matematica. Oggi, alla luce delle trasformazioni scientifiche e tecnologiche, questa definizione appare parziale. Il mondo vegetale, infatti, attraverso sofisticati sistemi di comunicazione chimica e risposta agli stimoli ambientali, manifesta forme di intelligenza capaci di ottimizzare risorse, difendersi, colonizzare nuovi spazi. 

Anche gli animali dimostrano sorprendenti forme di intelligenza rivelate dalla biologia evolutiva e dall’etologia: capacità di pianificazione, cooperazione, uso di strumenti, strategie di adattamento. L’ecologia, inoltre, ci suggerisce come l’intelligenza, visibile nelle reti di interdipendenza che sostengono la vita, possa essere una proprietà dei sistemi, non solo degli individui. Ma l’intelligenza strategica non è solo una prerogativa della natura.

“Le intelligenze naturali - spiega Stefano Mancuso - emergono da processi biologici evolutivi; come tali sono coscienti, provano emozioni e hanno piena comprensione dei contesti, apprendono dall’esperienza diretta e possiedono intenzionalità autonoma. Le intelligenze artificiali sono sistemi computazionali progettati dall’uomo, basati su algoritmi e dati. Eccellono in compiti anche molto difficili, ma mancano di vera comprensione, autoconsapevolezza e capacità di generalizzazione spontanea. Ridurre la complessità del reale, significa tradirne la natura. Comprimerla in una previsione o in una formula, pretendere di semplificarla è esattamente l’obiettivo della tecnocrazia”. 

Aggiunge l'editore Giuseppe Laterza, dal 1997 presidente (e guida col cugino Alessandro Laterza) della casa editrice fondata dal padre Vito Laterza: “chiedersi cos’è l’intelligenza significa, in ultimo, chiedersi cosa voglia dire essere umani. Intelligenza vuol dire capacità di operare a favore della convivenza, di stabilire anche limiti alla forza e all’accaparramento di risorse, diversamente da come sembrano suggerire diversi leader della scena internazionale. Pianeta Terra Festival ci ha abituati a comprendere come le dinamiche sane siano ben visibili dall’esempio offerto dalla natura. Sta a noi, ora più che mai, esercitare la nostra intelligenza in questa direzione. L’intelligenza artificiale, nuovo e potente protagonista del nostro tempo, offre e offrirà delle opportunità che dobbiamo saper cogliere senza però mai distrarci e vigilare sui rischi che può comportare”. 

Durante i giorni del festival si approfondiranno i temi legati all'intelligenza, dunque, mostrando come le diverse forme plasmino il nostro modo di vivere, lavorare e immaginare il futuro. 

“L'edizione 2026 del Festival - aggiunge il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Marsili - dedica la propria riflessione alle molteplici forme dell'intelligenza. Dopo aver in precedenza indagato la sostenibilità della transizione, la rete della vita e l’instabilità dei sistemi, il Festival propone un'esplorazione delle diverse capacità di apprendere, adattarsi, cooperare e innovare, che emergono negli esseri umani, negli altri viventi e nei sistemi tecnologici. Anche l'intelligenza artificiale, una delle innovazioni più dirompenti del nostro tempo, sarà analizzata nelle sue potenzialità, nei suoi limiti e nelle sue implicazioni etiche, socioeconomiche e culturali”. 

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