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CLARA MOSCHINI

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Denatalità, emergenza per l’industria alimentare

Dall'assemblea UnionFood appello per il sostegno delle imprese

Unione Italiana Food, associazione di Confindustria che rappresenta l’industria alimentare italiana portavoce di 530 aziende, un export da 25 miliardi di euro e più di 100.000 occupati, porta la denatalità al centro della propria Assemblea annuale, lanciando un allarme che va oltre la sfera sociale: il calo delle nascite colpisce le imprese, erode la forza lavoro, cambia i consumi e rischia di spopolare interi territori produttivi.

Dal 2008 l’Italia ha perso il 35,8% delle nascite ed entro il 2050, secondo le proiezioni ISTAT, la popolazione scenderà a 54,7 milioni: un italiano su tre sarà over 65 e quattro famiglie su dieci saranno composte da una persona sola. La fascia in età lavorativa perderà 7,7 milioni di persone, quasi un quinto degli occupabili oggi. Per l’industria alimentare questi numeri rappresentano uno scenario di consumo futuro e un’emergenza produttiva già attuali. La difficoltà di reperimento di operai specializzati supera il 50% in diverse aree del paese, mentre la fuga di cervelli aggrava ulteriormente il quadro con oltre 93.000 italiani tra i 18 e i 39 anni che hanno lasciato il paese nel 2024. Nelle aree dove l’industria alimentare è più radicata, la denatalità rischia di innescare un circolo vizioso: meno nascite, meno forza lavoro, spopolamento delle comunità e ridimensionamento delle filiere produttive locali.

Le imprese alimentari stanno già facendo la loro parte, poiché, secondo un’indagine condotta da Unione Italiana Food su un campione di aziende associate, il settore ha già costruito una cultura d’impresa orientata alla genitorialità: congedi parentali rafforzati fino al 100% della retribuzione, programmi strutturati di rientro post-maternità, smart working e welfare aziendale integrato indicano un percorso virtuoso.

Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food, afferma: “L’industria alimentare ha sempre saputo leggere i cambiamenti della società e trasformarli in risposta concreta. L’abbiamo fatto con l’evoluzione dei consumi, con la crescita dell’export, con l’innovazione di prodotto. Oggi siamo di fronte a una sfida diversa per scala e urgenza: la transizione demografica richiede un patto tra imprese e istituzioni. Le nostre aziende si sono già mosse sui congedi, sul welfare, sulla flessibilità. Ma da soli non si chiude il cerchio. Abbiamo bisogno che lo Stato costruisca con noi un sistema stabile di incentivi perché la genitorialità diventi economicamente sostenibile per le famiglie e competitivamente neutrale per le imprese. La denatalità è una sfida nazionale, anche la risposta deve esserlo”.

La denatalità trasforma anche acquisti, bisogni alimentari e modelli di consumo: è stato abbandonato il “carrello famiglia” in favore delle monoporzioni, piatti pronti, functional food e referenze per benessere e healthy ageing. Il consumatore “silver” e i nuclei unipersonali diventano i nuovi protagonisti degli scaffali e i comparti di Unionfood, dal caffè ai surgelati, dalla pasta agli integratori e al baby food, stanno già rispondendo a queste nuove esigenze.

Inoltre, Unione Italiana Food chiede alle istituzioni sostegno e collaborazione per costruire il quadro di sistema che le imprese da sole non possono realizzare. Le macro-aree di intervento prioritarie, emerse dall’indagine tra gli associati, sono due: la prima riguarda il sostegno diretto alle imprese con la decontribuzione strutturale per i periodi di maternità e paternità; incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori genitori; premialità certificate per le imprese family friendly. Si tratta di misure mirate a rendere la genitorialità economicamente neutra per chi assume e sostiene i propri dipendenti. La seconda, invece, guarda alle infrastrutture sociali: ampliamento dei posti negli asili nido pubblici e privati accreditati; adeguamento degli orari scolastici alle esigenze delle famiglie che lavorano, poiché senza una rete di supporto, qualsiasi incentivo economico alla natalità resta strutturalmente incompleto.

sav - 61222

EFA News - European Food Agency
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