Tartufo bianco d'Alba all'insegna delle "autentiche relazioni"
Presentata all'auditorium Michele Ferrero della Bocconi la 96a edizione dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026
In un tempo segnato da cambiamenti sempre più rapidi, crescenti tensioni internazionali e profonde trasformazioni delle comunità e dei territori, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba sceglie di mettere al centro il valore delle relazioni. La 96ª edizione, in programma ad Alba dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, si presenta al pubblico con il tema “Autentiche Relazioni”, naturale evoluzione del percorso sviluppato negli ultimi anni e nuova chiave di lettura di una manifestazione che, in quasi un secolo di storia, ha saputo costruire legami duraturi tra persone, territori, culture e comunità. La 96a edizione è stata presentata ufficialmente questa mattina presso l’auditorium Ferrero dell’Università Bocconi, a Milano.
La dimensione internazionale trova espressione nella “Truffle Diplomacy”, con il conferimento del Tartufo dell’Anno a personalità di caratura mondiale, nell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, nelle attività delle delegazioni dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba e nei numerosi progetti che portano il nome di Alba e del suo tartufo nei principali mercati internazionali.
Il rapporto con il territorio si traduce invece nelle nuove collaborazioni che coinvolgono Langhe, Roero e Monferrato, nei progetti di tutela e ripristino delle tartufaie naturali, nelle attività di ricerca e divulgazione di Tuber Next Gen e in un dialogo sempre più stretto con le Amministrazioni locali, il mondo della ricerca e i custodi del patrimonio tartufigeno.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma l’unica manifestazione enogastronomica italiana capace di esprimere un partenariato così esteso e coeso con le principali realtà del territorio, grazie alla collaborazione strutturale con Associazione Commercianti Albesi (ACA), Confartigianato, Coldiretti, Confindustria, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). A questa rete di stakeholder economici si affianca una stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche, elemento distintivo della Fiera: Comune di Alba, Comune di Roddi, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Cuneo, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Centro Nazionale Studi Tartufo e Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, insieme alle fondazioni bancarie del territorio – Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino – Intesa San Paolo e a Banca d’Alba, partner storici che sostengono la manifestazione contribuendo alla sua crescita e alla valorizzazione delle filiere locali. Un sistema territoriale unico, fondato su autentiche relazioni, che insieme all’Ente Fiera definisce un modello di sviluppo condiviso e riconosciuto a livello nazionale.
Accanto a questo quadro di collaborazioni, la Fiera continua a rafforzare il proprio ecosistema di partner nazionali, accogliendo nuove realtà come il Distretto del Cibo del Roero, Parmigiano Reggiano e ALMA – Scuola Internazionale di Cucina Italiana come educational partner, e rinnovando partnership storiche con il Consorzio Alta Langa DOCG, Acqua San Bernardo, Gino Spa, Egea|Iren, Galup, Gemini Project, Tartufo Regale, Casa Artusi, Accademia del Tè, Birra Menabrea e Reale Mutua, promotrice del premio “Tartufo Reale”.
“In un mondo che cambia rapidamente - dichiara il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti - il valore più importante che possiamo custodire è quello delle relazioni autentiche. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba esiste da quasi un secolo perché ha saputo costruire legami duraturi: con il territorio, con le istituzioni, con i trifolao, con le imprese, con il mondo. Il Tartufo Bianco d’Alba è un prodotto straordinario proprio perché nasce da un equilibrio delicato tra uomo e natura, e oggi può diventare anche un simbolo di dialogo, collaborazione e responsabilità. La nostra Fiera vuole continuare a essere un luogo dove le relazioni generano cultura, sviluppo, sostenibilità e futuro".
"Non è casuale - aggiunge Iberti - la scelta di questo luogo, per la presentazione di questa edizione: siamo nell’auditorium che porta il nome di Michele Ferrero, una delle più alte espressioni di quella relazione autentica tra la Città di Alba e il suo territorio, basata sulla dedizione al lavoro che caratterizza tutta la filiera agroalimentare ed enogastronomica, con la valorizzazione dei frutti della terra. E siamo all’interno di un'istituzione, l’Università Bocconi, che certifica il valore della ricaduta economica della Fiera. Siamo qui per evidenziare la rete di relazioni territoriali, e non solo, che la Fiera attiva costruendo valore e che scaturisce sempre da un rapporto virtuoso tra pubblico e privato, tra istituzioni e aziende che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy, per i quali la Fiera funge da naturale vetrina”.
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