Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Anche in Germania scoppia la guerra alla sugar tax

Oltre 300 aziende firmano una lettera aperta al governo contro l'introduzione di una tassa

Tutto il mondo è paese. Ce ne fosse bisogno, la conferma arriva dalla Germania che, come ha fatto (e sta facendo) l'Italia si oppone vivacemente alla proposta del governo di una Sugar tax. Oltre 300 aziende del settore tedesco delle bevande hanno espresso, in una lettera aperta congiunta, la propria contrarietà all'introduzione di una tassa o di un prelievo sullo zucchero nelle bevande, misura attualmente prevista dal Governo federale e dal Bundestag. Tra le aziende firmatarie figurano Coca-Cola, Red Bull, Capri Sun e Carlsberg. 

"Così facendo - si legge nella missiva - le imprese sostengono la posizione assunta dalle principali associazioni di categoria: la Federazione dell'industria delle bevande analcoliche (Wafg-Wirtschaftsvereinigung Alkoholfreie Getränke), l'Associazione che rappresenta l'industria delle acque minerali tedesche (VDM-Verband Deutscher Mineralbrunnen), l'Associazione dell'industria tedesca dei succhi di frutta (VdF-Verband der deutschen Fruchtsaft-Industrie), l'Associazione dei birrai tedeschi (DBB-Deutscher Brauer-Bund) e l'associazione dei birrifici privati tedeschi (Private Breweries Germany)". 

Insieme a queste associazioni, le aziende esortano i "decisori politici ad astenersi dall'imporre ulteriori oneri a carico di aziende e consumatori". Nella lettera, le imprese sottolineano come "il settore tedesco delle bevande sia caratterizzato da una grande varietà e da una prevalenza di medie imprese, tra cui figurano centinaia di aziende a conduzione familiare fortemente radicate nel territorio". 

"Negli ultimi anni - riporta la lettera - tali aziende hanno già dovuto affrontare notevoli pressioni finanziarie a causa dell'aumento dei costi dell'energia, della logistica, degli imballaggi e del personale. A ciò si aggiungono gli effetti della frenata dei consumi e della crisi che ancora colpisce il settore dell'ospitalità. In questo contesto, le aziende mettono in guardia sulle conseguenze di un ulteriore prelievo".

Secondo il settore, una tassa sullo zucchero colpirebbe duramente non solo le aziende, ma anche i consumatori. "In particolare - riporta la missiva - le famiglie a basso reddito si troverebbero ad affrontare ulteriori oneri finanziari. L'industria delle bevande sottolinea che "i prezzi dei prodotti alimentari sono già molto elevati e che ulteriori rincari eroderebbero ulteriormente il potere d'acquisto di molte persone". 

Al contempo, i firmatari "mettono in dubbio l'efficacia di una tassa sullo zucchero sotto il profilo della salute pubblica". Le aziende di settore fanno notare che "il sostegno a tali misure si basa spesso su modelli, ovvero calcoli che si limitano a ipotizzare un effetto anziché dimostrarlo". 

"Non vi sono prove dell'efficacia di una tassa sullo zucchero", sottolinea il settore delle bevande. Inoltre, l'industria evidenzia "i progressi significativi già compiuti nella riduzione del contenuto di zucchero". Secondo dati ufficiali, dal 2018 il contenuto di zucchero nelle principali bevande analcoliche in Germania è diminuito di circa il 15%. "Questo risultato - scrivono le aziende - è attribuibile a iniziative volontarie di successo intraprese dalle aziende, attuate attraverso la riformulazione delle ricette, l'innovazione e l'ampliamento della gamma di prodotti a ridotto contenuto calorico e zero". 

"I dati dimostrano che la riduzione dello zucchero nelle bevande è già una realtà", affermano i firmatari. Dal punto di vista del settore delle bevande, una tassa sullo zucchero non risolverebbe le complesse cause dell'obesità e delle malattie legate all'alimentazione, né darebbe un contributo sostenibile alla stabilizzazione del sistema di assicurazione sanitaria obbligatoria. 

Viene, invece, considerata una "misura di politica simbolica che comporterebbe notevoli oneri economici e burocratici". È importante notare, scrivono le aziende tedesche del settore beverage. "che le esperienze maturate in Gran Bretagna e in altri paesi non dimostrano che un intervento statale così massiccio abbia migliorato la salute pubblica. Inoltre, una tassa sullo zucchero non garantirebbe entrate fiscali certe. I modelli attuali non tengono conto degli elevati costi previsti per la riscossione e il controllo dell'imposta". 

"Peraltro - prosegue la lettera - lo stesso Governo federale nutre incertezze, basandosi su tali modelli, in merito alle entrate effettivamente realizzabili nel breve e lungo periodo". A ciò si aggiunge che la misura non comporterebbe risparmi significativi per il sistema di assicurazione sanitaria obbligatoria; il rapporto di riferimento presentato al Governo federale dalla Commissione Finanze per la Salute stima per il sistema un "potenziale di risparmio medio annuo compreso tra circa 20 e 170 milioni di euro".

In questo contesto, conclude la lettera, "le oltre 300 aziende firmatarie rivolgono un appello urgente al Governo federale e al Bundestag affinché si astengano dall'introdurre nuovi oneri e garantiscano certezza nella pianificazione alle imprese artigiane e alle piccole e medie imprese. In un momento di sfide eccezionali, le nostre aziende hanno bisogno di affidabilità e di prospettive future, non di nuovi oneri.

Fc - 61504

EFA News - European Food Agency
Simili