I market 7-Eleven fanno... le scarpe a Nike
Il gigante nipponico fa causa al colosso shoes: avrebbe copiato i suoi colori
Il colosso dei supermercati giapponesi 7-Eleven ha fatto causa a un altro colosso, questa volta dello shoesware, ossia Nike. Cosa c'entrano le e scarpe griffatissime Nike con i supermercati é presto detto: 7-Eleven accusa Nike di avere copiato, nell'etichetta delle sue ultime "shoes", i colori che contraddistinguono la piú grande catena di minimarket al mondo, nata in Texas nel 1927 e ora di proprietà della nipponica Seven & I Holdings.
Non roba da poco, visto che la questione é stata portata addirittura davanti ai giudici di un tribunale federale del Texas dove 7-Eleven ha formalmente accusato il colosso dell'abbigliamento sportivo di aver copiato il caratteristico motivo a strisce arancioni, verdi e rosse della catena di minimarket su una sneaker che Nike ha in programma di lanciare l'11 luglio, data generalmente nota come "7-Eleven Day".
Nella causa, depositata presso il tribunale federale di Dallas, 7-Eleven ha affermato che la prossima scarpa Air Max 95 di Nike presenta un'imitazione "confusamente simile" al marchio tricolore a strisce dell'azienda, che i consumatori associano al brand 7-Eleven.
E non é tutto perché 7-Eleven, con sede a Irving (Texas), ha dichiarato che Nike ha programmato il lancio della scarpa per l'11 luglio, una data associata dai consumatori alla promozione annuale "7-Eleven Day" e al "Free Slurpee Day" (giornata della granita Slurpee gratuita) nei punti vendita aderenti. Gli Slurpee sono bevande ghiacciate tipo granita preparate con sciroppo aromatizzato.
Secondo l'atto di citazione, 7-Eleven avrebbe tentato più volte di risolvere la controversia prima di avviare l'azione legale, ma Nike ha fatto sapere che avrebbe continuato a promuovere la scarpa e a procedere con il lancio programmato per l'11 luglio. "Nike - si legge negli atti di citazione - ha mostrato un totale e doloso disprezzo per i diritti di 7-Eleven".
In una nota, 7-Eleven ha dichiarato: "dato l'uso non autorizzato del nostro marchio e l'imminente lancio, previsto tra pochi giorni proprio nel giorno del nostro compleanno, il 7-Eleven Day (11 luglio), abbiamo dovuto agire in modo rapido e deciso per proteggere il nostro brand".
La catena dei minimarket ha affermato di utilizzare la combinazione di colori arancione, verde e rosso da decenni per insegne dei negozi, pubblicità, merchandising, calzature e altri prodotti, e di detenere numerosi marchi registrati per tale design.
Nella causa, 7-Eleven sostiene che Nike abbia "progettato intenzionalmente" la scarpa per richiamare l'immagine del rivenditore e trarre vantaggio dalla notorietà del marchio dei minimarket, straniti in Giappone e negli States. Secondo gli atti della causa, la catena di supermarket ritiene "probabile" che i consumatori possano essere tratti in inganno, credendo erroneamente che la scarpa sia sponsorizzata (o comunque in qualche modo 'avallata') da 7-Eleven: questo, nonostante non esista alcuna partnership né alcun accordo tra i due brand.
La catena di vendita al dettaglio chiede un provvedimento del tribunale che blocchi la vendita della scarpa da parte di Nike e disponga il ritiro dei prodotti già distribuiti. 7-Eleven ha, inoltre, richiesto un risarcimento danni e la restituzione dei profitti realizzati da Nike con la vendita della calzatura.
Non è la prima volta che i due marchi si scontrano. Nel 2008, tre anni dopo che Seven & I Holding aveva acquisito 7-Eleven, vennero commercializzate le scarpe Dunk High “Big Gulp”, ispirate al colore rosso dei portabibite XL di 7-Eleven. Tutto andòbene fino al 2020, quando il convenience store americano e Nike sembravano nuovamente convinti a collaborare. Le nuove scarpe Dunk Low (le Dunk basse) avevano ricamato sul tallone l’iconico color blocking arancione, verde e rosso ispirato al logo di 7-Eleven. A due settimane dai primi lanci è apparsa su @sneakernews, nota pagina di appassionati sneakers, la notizia secondo cui le Nike SB Dunk Low realizzate in partnership con 7-Eleven non avrebbero mai visto la luce. I motivi della scelta presa da Nike non sono mai stati chiariti: fatto sta che la scarpa, già messa in produzione, è diventata un oggetto di culto per molti collezionisti. Vedremo se succederà di nuovo anche stavolta.
EFA News - European Food Agency