Latte: intesa su prezzo grazie a Regione Lazio
Latte Sano: "Determinante ruolo assessorato, Coldiretti non si intesti il risultato"
Fattoria Latte Sano plaude per il positivo risultato conseguito ieri al tavolo regionale: le parti, nonostante i contratti di fornitura fossero già stati definiti da tempo, hanno individuato un punto di equilibrio per i mesi di maggio e giugno 2026, fissando il prezzo base (esclusi premi, qualità e Iva) a euro 0,48/litro su latte contrattualizzato per tutti i produttori della regione, siano essi soci delle Cooperative o allevatori conferenti in forma diretta.
L'azienda attribuisce il merito anche "al costante lavoro" svolto in questi mesi dall’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Giancarlo Righini e dal suo staff, che hanno coinvolto "tutti gli attori in modo proattivo e determinato, affinché il tavolo operasse nell’interesse dell’intera zootecnia regionale".
Latte Sano prende quindi le distanze dalle dichiarazioni diffuse dal presidente David Granieri di Coldiretti Lazio, che "rivendicano l’accordo come risultato delle proprie richieste", secondo una ricostruzione che "non corrisponde a quanto realmente avvenuto al tavolo regionale". Il prezzo di 0,48 euro/litro, prosegue l'azienda romana, "non rappresenta alcun 'differenziale territoriale' riconosciuto su proposta di Coldiretti (e cioè un prezzo definito in base alle differenze strutturali delle filiere produttive, diverse da regione a regione) né è "frutto del lavoro svolto da tale organizzazione. Si tratta di un’affermazione che non trova riscontro nei fatti come del resto si evince dal comunicato prodotto dall’Assessorato. Coldiretti aveva peraltro accolto favorevolmente una proposta che non prevedeva un pieno riconoscimento del prezzo a tutti i fornitori di latte delle industrie".
Come spiegato da Latte Sano, l’intesa è stata raggiunta grazie a un tavolo regionale che, "unico valido strumento di confronto", ha fatto in modo di mettere d’accordo tutte le parti in causa. Risultato ottenuto anche grazie "al senso di responsabilità delle industrie di trasformazione che hanno accettato di sostenere costi più elevati rispetto alla media nazionale, addirittura superiori, nella media, alle richieste di Granieri. Il tutto per garantire stabilità alla filiera in una fase di particolare difficoltà, laddove le eccedenze produttive degli ultimi mesi avevano determinato un abbassamento dei prezzi di mercato, mettendo in difficoltà il comparto e rendendo necessario un intervento straordinario da parte delle istituzioni regionali e delle industrie presenti al tavolo".
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